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IL DELIRIO DELL’ECONOMIA XXII°

COME CAMBIA IL LAVORO

Incontro/seminario con DOMENICO DE MASI

(sociologo del lavoro - ROMA)

Venerdì 28 Settembre 2018 -  ore 19,30

LUGO DI ROMAGNA (RA) SALA ASSEMBLEE CENTRO SOCIALE IL TONDO  (Via Lumagni)

Ore 19,30 Arrivi

Saluti del Sindaco

Introduzione

Ore 19,45 Relazione (prima parte)

Ore 20,45 Pausa buffet conviviale

Ore 21,30 Relazione (seconda parte)

Discussione

Ore 23,30 Chiusura del seminario

IL TEMA

COME CAMBIA IL LAVORO

Per la prima volta nella storia dell’umanità il lavoro umano viene eliminato dal processo di produzione.

Schiere di disoccupati e sottoccupati crescono quotidianamente in Italia, Europa, Nord America, Giappone.

“Le macchine sono il nuovo proletariato” e l’economia globale spinge verso la fabbrica senza lavoratori.

Le imprese stornano centinaia di milioni ogni anno a favore dell’alta tecnologia informatica. Se nel 1985 a Termoli si costruivano i primi motori Fiat con i robot, oggi molte fabbriche metalmeccaniche in Germania e tutte le fabbriche automobilistiche dalla BMW alla Volkswagen sfornano milioni di prodotti costruiti da robot e quasi nessun operaio. In Cina nella provincia di Guangdong mirano alla completa digitalizzazione di otto fabbriche su dieci, entro il 2020, riducendo del 90% i lavoratori; il restante 10% è costituito da informatici e manager.

Se il risparmio, il prestigio, l’identità sociale, l’emancipazione, le opportunità, le tutele derivano dal nostro lavoro... a coloro cui è stato negato non resta che la disperazione e la depressione: una nuova modalità di deportazione di milioni di uomini e donne bollati come esuberi.

“Ogni progresso fa le sue vittime” così il Sistema del Profitto vola verso un lavoro tecnomorfo-digitale, elaborando nuovi raffinati sfruttamenti fulminei, impalpabili... lasciandosi alle spalle distanze infinite con il vecchio mondo del lavoro, ormai reso un rumore di fondo di “ferraglie di scioperi e rivendicazioni, trattative e concertazioni vetero-proletarie inutilmente chiassose”.

È ancora possibile una “Repubblica Italiana fondata sul lavoro”? È realizzabile un’autentica coesione sociale in questo tempo dilaniato da disoccupazione, disuguaglianze, esclusioni?

Esistono teorie economiche dal volto umano?

Per la prima volta da duecento anni a questa parte moltissimi giovani sono più poveri della generazione che li ha preceduti, economicamente e culturalmente (Domenico De Masi)

Il comunismo ha perso ma il capitalismo non ha vinto, perchè il comunismo sa distribuire la ricchezza ma non la sa produrre; il capitalismo produce la ricchezza senza saperla distribuire. L’iniqua distribuzione di ricchezza, confluita in poche mani, deprime i consumi, prolunga la crisi e la peggiora, aggravando ulteriormente le povertà. (Vàclav Havel)

In Italia gli under 19 inattivi sono due milioni. Creare un’intera lost generation esclusa dal lavoro significa commettere una colpa mortale che non resterebbe impunita. Costringere alla disoccupazione un’intera generazione significa innescare la più micidiale bomba a orologeria, destinata a deflagrare o in un cruento conflitto sociale o in una società inebetita dall’inerzia. (Domenico De Masi)

Imprenditori pubblici e privati non appartengono a specie umane diverse. (Federico Caffè)


 

LA BIOGRAFIA

Professore emerito di Sociologia del lavoro all'Università “La Sapienza” di Roma, e già preside alla facoltà di Scienze della comunicazione, Domenico De Masi ha contribuito a elaborare e diffondere il paradigma post-industriale, a dimostrazione dei nuovi assetti economici, di lavoro e di tempo libero. La sociologia di De Masi analizza soprattutto i gruppi creativi, la creatività come sintesi di fantasia e concretezza, l'ozio creativo come sintesi di lavoro, studio e gioco. Ha fondato la scuola di specializzazione triennale in scienze organizzative "S3. Studium". E’ impegnato in numerosi progetti no profit a Terni, nel Cilento, a Siena. E’ consulente politico. È Cittadino Onorario presso diverse città tra cui Rio de Janeiro. Ha pubblicato numerosi saggi tra cui: Sociologia urbana e dello sviluppo (con G. Guadagno, Il Mulino, Bologna 1971); Sociologia del lavoro e dell'organizzazione (Il Mulino, Bologna 1973); Il lavoratore post-industriale (F. Angeli, Milano 1985); Sviluppo senza lavoro (Lavoro, Roma 1994); Il futuro del lavoro(Rizzoli, Milano 1999 e 2007); Sociologia delle organizzazioni - I gruppi creativi in Europa dal 1850 al 1950 (Laterza, Bari-Roma 1990; Rizzoli, Milano 2005); L'ozio creativo (Ediesse, Roma 1995; Rizzoli, Milano 2000); La fantasia e la concretezza (Rizzoli, Milano 2003); Non c'è progresso senza felicità (con Frei Betto, Rizzoli, Milano 2004); La felicità (con Oliviero Toscani, 2008); Mappamundi. Modelli di vita per una società senza orientamento(Rizzoli, Milano 2015); Tag. Le parole del tempo (Rizzoli, Milano 2015); Una semplice rivoluzione. Lavoro, ozio, creatività: nuove rotte per una società smarrita (Rizzoli, Milano 2016); Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati (Rizzoli, Milano 2017)

  

In sala

Esposizione libri e pubblicazione

a cura di LIBRERIA ALFABETA – LUGO

Modalità di partecipazione: ingresso libero