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Intanto in Libano le persone uccise dai bombardamenti israeliani dall'inizio della guerra sono diventate 850

 Le macerie di un palazzo bombardato a Tehrean (Majid Saeedi/Getty Images)

È il sedicesimo giorno della guerra in Medio Oriente: Trump dice di non essere pronto a trattare con l’Iran e ha chiesto ad altri paesi di collaborare per riaprire lo stretto di Hormuz. In Kuwait è stato colpito e distrutto un grosso drone militare italiano. Dall’inizio della guerra in Libano le persone uccise dai bombardamenti israeliani sono diventate 850. Il Post segue le notizie con questo liveblog.

 
IN EVIDENZA
15 marzo 2026

Cos’è successo oggi, fin qui

• Sono proseguiti gli attacchi di Israele e Stati Uniti su varie zone dell’Iran (in particolare Isfahan, come si vede nella cartina qui sotto). Anche l’Iran ha continuato ad attaccare i paesi del Golfo e Israele, facendo danni minimi.

• Una base con militari italiani e statunitensi è stata colpita da un drone in Kuwait: non ci sono feriti ma è stato distrutto un «velivolo a pilotaggio remoto», ha detto il governo italiano.

• Trump ha detto in un’intervista sia che non è ancora disposto a trattare con l’Iran, sia che non sa se è vivo Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran, nominata una settimana fa e che da allora non si è fatta vedere in pubblico (il ministro degli Esteri iraniano dice che sta bene).

• A causa della guerra è stato rinviato un Gran Premio di MotoGP ed è stata annullata la cosiddetta “Finalissima” fra le nazionali vincitrici degli Europei maschili di calcio e della Coppa America: entrambi gli eventi erano programmati in Qatar. Ieri la Formula 1 aveva deciso di cancellare i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita, previsti ad aprile.

• Finora nessun paese ha aderito alla richiesta di Donald Trump di inviare navi militari nello stretto di Hormuz, per proteggere le navi commerciali dagli attacchi iraniani e riaprire così il traffico marittimo. Vari paesi, tra cui il Regno Unito e la Corea del Sud, hanno risposto in modo vago.