CONFLITTO. Pioggia di missili da Kiev a Odessa per vendicare l’attacco al ponte di Kerch. Vittime civili, blackout e scambi d’accuse di «terrorismo».
La rappresaglia stavolta non si è fatta attendere. All’alba di ieri l’Ucraina si è svegliata sotto una pioggia di missili lanciati dalle forze russe con l’evidente intento di rispondere all’attacco al ponte di Kerch di sabato. Kiev, Leopoli, Dnipro, Zaporizhzhia, Sumy, Kryvyi Rih, Mykolayiv e Odessa sono state bersagliate da almeno 83 missili, di cui 41 sarebbero stati intercettati dalla contraerea di Kiev, secondo le cifre fornite dai funzionari ucraini.
LA TEORIA SECONDO LA QUALE non rivendicare l’attacco al ponte di Crimea avrebbe lasciato a Mosca la possibilità di parlare ancora una volta di un «incidente» stavolta non ha funzionato. Anzi, il presidente Putin in un videomessaggio diffuso dopo una riunione del consiglio di sicurezza nazionale russo ha rivendicato gli attacchi. «Abbiamo condotto un massiccio attacco missilistico con armi ad alta precisione contro infrastrutture
Leggi tutto: La rappresaglia di Putin si abbatte sulle città ucraine - di Sabato Angieri, ODESSA
Commenta (0 Commenti)AGENDA ROSSA. Landini a Meloni: non siete maggioranza, unite il paese ascoltando i lavoratori. Corteo partecipato, piazza del Popolo piena: la Cgil «senza pregiudiziali, vuole discutere le scelte». Conte arriva a metà comizio e resta in piazza: rubata la scena ai politici Pd
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a piazza del Popolo a Roma - LaPresse
È tutta una questione di tempistica ad aver caricato la manifestazione della Cgil di «tante responsabilità»: «Italia-Europa, ascoltate il lavoro» è stata prevista nel primo anniversario dell’assalto fascista alla Cgil, arriva nel giorno di una possibile escalation nucleare e poco prima dell’insediamento del primo governo guidato da una post fascista.
L’AVER RIEMPITO PIAZZA del Popolo dopo un corteo partecipatissimo è un successo non scontato e un avvertimento preciso a Giorgia Meloni. Il maggior sindacato italiano sarà argine a qualsiasi tentativo di cambiare la costituzione «come fatto con Berlusconi e Renzi» e vuole «contare
Leggi tutto: Landini: «I governi sordi non fanno strada» - di Massimo Franchi
Commenta (0 Commenti)La manifestazione da piazza della Repubblica a piazza del Popolo a Roma. Dopo la vittoria dell’estrema destra alle elezioni del 25 settembre l’agenda dal salario minimo al tetto per le bollette alla tutela del «reddito di cittadinanza». «Fermare la guerra con i negoziati, non con l'invio di armi»
Ad un anno dall’assalto squadrista alla sede nazionale di Corso d’Italia, l’odierna manifestazione della Cgil che da piazza della Repubblica arriverà alle 14.30 in piazza del Popolo non sarà soltanto l’occasione per tornare a chiedere lo scioglimento delle forze politiche che si richiamano al fascismo, impegno disatteso da un governo che pure in quelle giornate aveva assicurato un intervento legislativo. La manifestazione «Italia ed Europa, ascoltate il lavoro» vuole anche ribadire la posizione assunta allo scoppio del conflitto russo-ucraino («La guerra va fermata con i negoziati, non con l’invio di armamenti che aggraveranno ulteriormente la situazione»), e presentare le proposte del sindacato perché
Commenta (0 Commenti)CONFLITTO. Quel che in questo tragico quadro manca del tutto è una prospettiva che si ponga per obiettivo il superamento della guerra, il ripristino di rapporti che assicurino la pace duratura tra le Nazioni.
Ormai la guerra è totale. Da un lato, il referendum farsa e la dichiarazione di annessione “irreversibile” dei territori occupati, dall’altro un atto presidenziale che stabilisce la definitiva “impossibilità di intrattenere negoziati” con il nemico. Nel frattempo, sul campo, gli eserciti si affrontano con diverse fortune (in questo momento è l’armata russa che sembra in difficoltà), nella prospettiva di una guerra di lunga durata. Sempre che non si realizzi la follia – oscenamente ipotizzata – dell’apocalisse nucleare, contro l’umanità: “Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”.
In questa situazione è massima la responsabilità della comunità internazionale. Sino ad ora si è limitata a
Leggi tutto: La pace si costruisce solo con una Conferenza internazionale - di Gaetano Azzariti
Commenta (0 Commenti)UCRAINA. L’iniziativa della rete Europe for peace
L'Appello per la mobilitazione
La manifestazione per la pace auspicata ieri sulle colonne dell’Avvenire da Giuseppe Conte potrebbe prendere corpo nel corso delle prossime settimane. La Rete Pace e Disarmo, intanto, ha indetto una serie di mobilitazioni contro la guerra diffuse in tutto il paese, dal 21 al 23 ottobre prossimi, nell’ambito delle iniziative promosse da Europe for Peace, cui aderiscono le principali reti per la pace in Italia con l’adesione di centinaia di organizzazioni.
La coalizione si dice «profondamente preoccupata per l’escalation militare che ha portato il conflitto armato alla soglia critica della guerra atomica», per questo invita a tornare in piazze «per chiedere percorsi concreti di pace in Ucraina e in tutti gli altri conflitti armati del mondo».
Europe for Peace sottolinea come «l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa ed ha già fatto
Leggi tutto: Per la pace in piazza in tutta Italia dal 21 al 23 ottobre
Commenta (0 Commenti)WELFARE . La «marea nera» è l’agenda sociale dei «vincitori»: più avanzata nelle politiche famigliari, trascura precarietà e povertà lavorativa tradendo la matrice neo-liberista
La Destra vince, il Pd mostra una volta di più l’incapacità (la non volontà?) di guidare una coalizione progressista in grado di contendere la vittoria al campo avversario, i partiti a sinistra del Pd – pur con il superamento della soglia di sbarramento da parte di Sinistra Italiana-Verdi – confermano di non riuscire a (a voler?) creare una forza capace di modificare asse e dinamica della competizione a Sinistra.
Ci riuscirà il M5S di Conte? Vedremo. Nel mentre, fiumi di inchiostro si sprecano sul «pericolo nero» rappresentato dalla Meloni e alleati uniti: c’è «una marea nera che sta salendo» per dirla con Giannini su La Stampa. In realtà, non c’è alcuna marea nera che sale, perlomeno in Italia. La Destra ha preso sostanzialmente gli stessi voti (12,3 milioni) del 2018 (12,1 milioni): ciò che ha determinato la vittoria sono state sia
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