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Legambiente Emilia-Romagna APSLegambiente Emilia-Romagna APS            

Giovedì 16 aprile, ore 20,30
Aula n 2 Faventia Sales Via San Giovanni Bosco 1 Faenza


Confronto aperto:
“Si può arrivare ad una visione condivisa sulle criticità e sui necessari interventi
contro i rischi delle alluvioni?


Come Legambiente non abbiamo soluzioni certe per le complesse questioni in campo, ma ci
interessa confrontarci e, per quanto possibile, andare oltre ad alcune semplificazioni.
A partire da alcune premesse per predisporre le osservazioni al Progetto di variante al Piano di
Assetto Idrogeologico Po (che dovranno essere presentate entro il 31 maggio)

vorremmo incontrare e confrontarci in particolare con:
i Comitati degli alluvionati
Associazioni di categoria
e con tutti coloro che possono essere interessati.


Nel corso della discussione interverranno anche:
Il geologo Paride Antolini
il direttore di Legambiente regionale Francesco Occhipinti


Non abbiamo invitato direttamente gli Amministratori locali e regionali, coi quali intendiamo
interloquire successivamente, ma che naturalmente potranno intervenire se lo vorranno.


Tentare di arrivare, per quanto possibile, ad una visione condivisa delle criticità e delle possibili
soluzioni, non deriva da una astratta vocazione ecumenica, ma piuttosto dalla consapevolezza
che per farvi fronte è necessario condividere e aggregare comportamenti e impegni comuni.
                                                                                                 Circolo Legambiente Lamone Faenza
                                                                                                 Legambiente Emilia-Romagna

 

Il Documento

Come associazione Legambiente, Circolo Lamone di Faenza e Presidenza regionale, prima di formulare osservazioni sulla vasta documentazione del “Progetto di variante al PAI PO” avanziamo alcune premesse sulle quali ci interesserebbe sentire l’opinione, ed eventualmente confrontarci, con tutti gli attori sociali, politici e istituzionali, che possono essere interessati.

Per parte nostra precisiamo che non ci interessa affermare alcuni principi generali che sosteniamo da tempo né, tanto meno, indicare soluzioni certe per affrontare le complesse questioni in campo, ma piuttosto stimolare un confronto di merito. Anche perché, in questo campo, c’è la necessità di avere a disposizione competenze specifiche, tecniche, istituzionali e non solo, (a partire da: Autorità di Bacino, Agenzia della Protezione Civile, Regione Emilia-Romagna, EE.LL) ma pensiamo non basti.

Occorre, insieme, coinvolgere anche associazioni, comitati, cittadini, agricoltori, imprenditori interessati, affinché portino il loro patrimonio di conoscenze ed esperienze, oltre che di bisogni attuali, da parte di chi ha vissuto direttamente gli eventi alluvionali.
Tutto questo, anche per cercare di fare chiarezza su alcuni luoghi comuni: assistiamo ancora a semplificazioni e narrazioni fuorvianti sulle cause e sulle possibili soluzioni per gli eventi alluvionali accaduti, a volte in buona fede, in altre palesemente
strumentali.
Speriamo siano sempre meno coloro che continuano a negare la realtà dei cambiamenti climatici e dei loro effetti, ma la questione non è solo questa: qualcuno continua ad affermare che tutto è dipeso dalla “non pulizia” degli alvei e dalla presenza di vegetazione ripariale, per le esondazioni; e la rottura degli argini solo dalla presenza di animali fossori…

Noi pensiamo che le carenze di manutenzione, l’accumulo di detriti e sedimenti in alcuni tratti, e il deterioramento di alcuni argini, abbiano indubbiamente avuto effetti negativi e devono essere affrontati, ma che con le masse d’acqua in questione, gli effetti finali non sarebbero cambiati di molto e sono necessari, quindi, altri interventi aggiuntivi.

Così come riteniamo vada chiarito che, a parte qualche manutenzione necessaria, non è praticabile “un radicale dragaggio degli alvei” perché, abbassando le quote di fondo, si mettono in crisi le scarpate, i ponti, gli attraversamenti di subalveo; si diminuirebbe la pendenza di fondo già molto bassa in pianura e l’effetto rallentamento peggiora le condizioni del deflusso.

Queste nostre affermazioni, che naturalmente possono essere contestate, cercano di contrastare alcune semplificazioni che circolano.
A questo proposito una prima richiesta di approfondimento che avanzeremo agli estensori del PAI è quella di provare, per quanto possibile, ad approfondire scientificamente l’impatto di questi elementi sulla riduzione effettiva delle portate e sulla condizione degli argini, durante gli eventi catastrofici accaduti.

Tentare di arrivare, per quanto possibile, ad una visione condivisa delle criticità e delle possibili soluzioni, non deriva da una astratta vocazione ecumenica, ma piuttosto dalla consapevolezza che per farvi fronte è necessario condividere e aggregare comportamenti e
impegni comuni.

Le nostre premesse

Prima di esaminare le diverse ipotesi di opere che vengono avanzate dalla variante del PAI-PO, ci interessa richiamare alcuni punti fermi, in gran parte presenti nel Capitolo 6. Linee di assetto (pag.28 – 35) della Relazione Tecnica Fasce Fluviali , nel quale tutte le principali questioni sono messe in ordine, anche se non sempre opportunamente declinate:

° “il presupposto che il rischio zero – inteso come la messa in sicurezza assoluta del territorio – non è conseguibile”, pertanto va sempre ricordato che a fronte di eventi significativi, sempre possibili, va considerato un “rischio residuo” al quale fare fronte non solo con le opere, che si riterranno necessarie e possibili, ma anche con altri interventi, misure, comportamenti:
– mettere a punto un sistema costante di vigilanza sui corsi d’acqua, con chiare responsabilità istituzionali, raccogliendo anche segnalazioni di volontari e singoli cittadini;
– rafforzare la preparazione della popolazione sui sistemi di protezione civile;
– adattare costruzioni e spazi rurali a possibili esondazioni, ma lo stesso vale nelle aree urbane a possibile rischio, adattando le abitazioni, prevedendo, per quanto possibile, di liberare locali ai piani sotterranei, spostando centraline e apparati elettrici, ecc.;

Da questo punto di vista occorre favorire e riconoscere nelle normative le spese per la messa in sicurezza degli impianti sia per i risarcimenti in corso per le abitazioni alluvionate evitando il “ costruire come era e dove era”, che per gli interventi preventivi migliorativi dì impianti essenziali nei momenti critici.

° Il principio del “dare più spazio al fiume”, va declinato in tutte le situazioni possibili verificando tutte le aree golenali, più o meno significative, che potrebbero essere allargate, oltre che le necessarie e possibili manutenzioni degli alvei. Ricordando che ogni azione di restituzione di spazio al fiume aiuta a ridurre il rischio.
Ipotizzando quali potrebbero essere gli effetti positivi sulle portate, con il necessario coinvolgimento degli abitanti, a partire dalle loro conoscenze dirette (alcune ipotesi possono essere indicate, e possiamo presentarle successivamente) .
Naturalmente non si tratterebbe di interventi di per sé risolutivi, ma che potrebbero portare qualche beneficio aggiuntivo (da valutare e quantificare) con costi e tempi di realizzazione relativamente ridotti.
Questa verifica su possibili “piccoli” interventi dovrebbe essere fatta già a partire dalla collina, per regimentare il deflusso delle acque, anche più a monte del confine di regione.
Visto che nel confronto in corso, da qualche parte, vengono messi in alternativa gli interventi a valle rispetto quelli a monte, è bene tener presente che nella parte alta del bacino le ipotetiche opere di ritenuta delle portate potrebbero avere una valenza di laminazione poco significativa.
I laghetti montani, le briglie sui rii laterali, che hanno importanti problemi di gestione e manutenzione, sono palliativi che “rendono” poco a livello di riduzione delle portate. Si facciano, dove è possibile, ma non bastano !

° Poi naturalmente sono necessarie anche casse di espansione, vista la conformazione dei nostri bacini, generalmente fuori linea, sia quelle progettate e non terminate e altre nuove.

° Infine, dopo gli altri interventi, vanno sperimentate come misura emergenziale e in zone appropriate, aree di tracimazione controllata, da progettare e gestire con estrema attenzione, considerando anche la necessità di possibili delocalizzazioni, volontarie.
Si tratta di interventi (sia le casse che le aree) che hanno importanti impatti e quindi in tutti questi casi ovviamente, oltre al coinvolgimento dei cittadini e delle attività che insistono su queste aree, devono essere previste le giuste compensazioni e risarcimenti, regolamentando quelli che vengono definiti “diritti di allagamento”.

Se da un lato è comprensibile che chi vive e/o lavora in aree ipotizzate a questo fine, sia giustamente preoccupato e voglia verificare tutte le possibili alternative, deve essere ribadito con forza che chi continua a definire le aree di tracimazione controllata una “misura demenziale” o è strumentalmente in malafede, o preferisce che la tracimazione avvenga nei centri abitati.

° In aggiunta agli interventi diretti sui bacini fluviali, sono necessarie anche misure specifiche nei centri urbani: evitando nuovo consumo di suolo; tecniche di drenaggio urbano sostenibili; desigillazione di aree impermeabilizzate; adeguamento e manutenzione delle reti fognarie; delle valvole di non ritorno; dei sistemi di pompaggio…
Il reticolo di drenaggio urbano è messo in crisi dalla crescente impermeabilizzazione delle superfici, oltre che dal fatto che l’attuale sistema fognario non è tarato per piogge significative a cui non si era abituati.
Ma, come abbiamo visto, possono produrre fenomeni di allagamento per la fuoriuscita dalle fogne. Interventi questi, che non sono in capo all’autorità di bacino o al PAI, ma piuttosto agli Enti Locali che non possono delegare all’esterno queste funzioni (ad esempio ai gestori del servizio idrico) ma devono riprendere la conoscenza e il controllo dei loro territori.

° Infine è necessario che vengano resi noti le verifiche e l’avanzamento dei lavori svolti, in somma urgenza, o in corso, affinché tutti abbiano contezza dello stato della situazione.

Sulle proposte di opere ipotizzate dal PAI

Partendo da queste premesse, sulle quali vorremmo confrontarci, intendiamo costruire le nostre osservazioni alle opere proposte, chiedendo alla Regione, a cui spetta la loro progettazione, che per ognuna sia necessario avere un maggiore approfondimento progettale evidenziando gli impatti precisi sul territorio circostante, oltre che ipotizzare meglio i vantaggi in termini di difesa dei
manufatti e sulla riduzione delle portate a valle.

Questo per rendere consapevoli i cittadini, valutare le possibili controindicazioni, potere fare un ordine di priorità, considerando costi e benefici.

Il tutto, nella consapevolezza che non tutto si potrà fare subito e che alcune ipotesi potrebbero essere riconsiderate in corso d’opera, ma all’interno di una strategia complessiva che preveda anche un ordine di priorità e una indicazione di tempistiche.

Dal punto di vista del metodo una prima osservazione

Nel giugno scorso la Regione presentò una bozza di progetto “Interventi di mitigazione del rischio idraulico a protezione della città di Faenza e della vallata – fiume Lamone e torrente Marzeno – giugno 2025”, con l’impegno a rispondere ai contributi e alle osservazioni che sarebbero stati inviati. Molte sono state le osservazioni inviate, le nostre tra queste, ma questo impegno non è stato mantenuto.

Forse, si potrebbe immaginare che, almeno in parte, queste osservazioni siano state in qualche modo tenute in conto nella variante del PAI PO, ma adesso la richiesta è di conoscere quale e in che tempi ci sarà un ritorno sulle attuali osservazioni, scaduti i termini prorogati a fine maggio, per un confronto nel merito dei progetti prioritari, che coinvolga tutti i soggetti interessati.

Circolo Legambiente Lamone

Legambiente Emilia-Romagna

Le Comunità Energetiche arrivano a Faenza: lunedì 13 aprile incontro per cittadini e imprese della Romagna faentina

In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e instabilità dei mercati energetici, diventa sempre più evidente la necessità di rafforzare l’autonomia energetica dei territori attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e di modelli innovativi come le Comunità Energetiche.

È in questa direzione che si inserisce l’iniziativa promossa da Energia Romagna, il progetto di Legacoop Romagna nato per sviluppare una rete diffusa di Comunità Energetiche Rinnovabili nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nel Circondario Imolese.

Lunedì 13 aprile 2026 alle ore 17:30, presso Faventia Sales (via San Giovanni Bosco 1, Faenza), si terrà un incontro pubblico di presentazione rivolto a cittadini, imprese e associazioni del territorio.

L’appuntamento rappresenta un passaggio particolarmente significativo: nel territorio della Romagna Faentina sono infatti in fase di avvio due comunità energetiche:

  • la CER Faentina, che coinvolge Faenza centro e Castel Bolognese;
  • la CER Pianura Faentina, che interessa la zona di Faenza in prossimità dell’uscita autostradale, Solarolo, Reda e più in generale l’area a nord della città.

Le comunità sono già in fase operativa, con impianti fotovoltaici allacciati alla rete e pronte a entrare pienamente in funzione. L’incontro sarà quindi l’occasione per presentare concretamente il progetto e raccogliere le adesioni di nuovi soci, sia consumatori sia produttori.

Durante l’incontro verranno illustrati il funzionamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili, le modalità di adesione, i vantaggi economici per cittadini e imprese e le opportunità per chi vuole realizzare nuovi impianti fotovoltaici.

Energia Romagna si configura come una piattaforma cooperativa territoriale unica, all’interno della quale vengono attivate progressivamente le diverse comunità energetiche locali. Il progetto è in forte crescita: oggi conta circa 80 soci, di cui 50 imprese, con oltre 250 utenze già coinvolte e diverse configurazioni territoriali già attive o in fase di attivazione. Nel corso del 2026 è inoltre previsto l’allaccio di nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 10 MW.

È già possibile aderire alle comunità energetiche attraverso una procedura completamente digitalizzata, accedendo al portale www.energiaromagna.it , senza necessità di modificare il proprio fornitore di energia o il contratto in essere.

Interverranno rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Faenza, insieme a Emiliano Galanti, responsabile del progetto Energia Romagna, che illustrerà lo stato di avanzamento delle comunità energetiche nel territorio e le prospettive di sviluppo.

A presiedere l’incontro sarà Luca Leonardi, presidente della CER Bassa Romagna e Romagna Faentina.

«Anche nel territorio della Romagna Faentina stiamo entrando nella fase operativa delle comunità energetiche», spiega Emiliano Galanti. «Abbiamo già impianti connessi e comunità pronte a partire: ora l’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini e imprese, perché più la comunità cresce, maggiori sono i benefici condivisi».

«Le recenti crisi internazionali dimostrano quanto sia strategico investire in autonomia energetica», aggiunge Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna. «Le comunità energetiche rappresentano una risposta concreta per territori e imprese: producono energia rinnovabile localmente, riducono la dipendenza dai mercati esteri e rafforzano la resilienza economica e sociale delle nostre comunità».

EVENTI E CELEBRAZIONI A FAENZA
PROMOSSI DAL COMITATO ANTIFASCISTA PER LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ

PROGRAMMA COMPLETO E
MAGGIORI INFORMAZIONI SU
https://www.comune.faenza.ra.it/vivere-il-comune/eventi/eventi-sociali/festa-liberazione-2026

 

Celebrazione Istituzionale nella giornata del 25 aprile

  • Ore 9:00 S. Messa presso Basilica Cattedrale
  • Ore 10:00 Faenza War Cemetery (via S. Lucia)
    • Corteo e onori ai militari alleati Caduti
    • In collaborazione con Argylls Romagna Group
    • Accompagnamento musicale a cura della Marching Band della Scuola Comunale di Musica “G. Sarti”
  • Ore 10.30 Monumento alla Resistenza (viale Baccarini)
    • Celebrazione istituzionale
    • Interviene Antonio Tedesco, direttore scientifico Fondazione Pietro Nenni
  • A seguire Corteo fino in Piazza del Popolo
    • Accompagnamento musicale della Brass Band Faentina
    • “Azione per una Terra libera” a cura del Teatro Due Mondi – Laboratorio Senza Confini

Onori ai cippi dei Caduti della Guerra di Liberazione

  • 11:00 Monumento a Granarolo Faentino
  • 12:15 Monumento a Pieve Cesato
  • 12:45 Monumento a Reda

Celebrazione a Ca’ di Malanca
Presso il Museo della Resistenza

  • Ore 11 – Incontro con gli autori della graphic novel “Verità, la partigiana che visse due volte”
  • Ore 14 – Saluti istituzionali e musica resistente
  • Ore 16 – Monologo teatrale “I contadini di Purocielo”, divagazioni su una battaglia partigiana. Scritto e interpretato da Francesco Bentini, con le musiche di Enrico Ronzani

Eventi a ingresso libero e gratuito, qualora non diversamente specificato

 

Mercoledì 8 aprile ore 20.45 - Cinema Sarti (via Scaletta 10)

“Italian Victory 1944-45. Le battaglie dimenticate del fronte a Faenza”

Proiezione di filmati originali e in parte inediti sulle battaglie combattute nelle campagne faentine, spesso dimenticate. Organizzato dall’Amministrazione comunale, a cura dell’Associazione Senio River 1944-1945

Quando si racconta la storia del fronte a Faenza, ci si concentra di solito sui 20 giorni di combattimenti che terminarono con la liberazione del centro cittadino. Ma ulteriori 115 giorni di scontri furono necessari prima che l'intero territorio faentino fosse conquistato, con importanti battaglie nelle campagne attorno alla città che spesso vengono dimenticate. Per una volta, saranno proprio queste al centro del racconto. E la liberazione di Faenza non sarà l'epilogo, ma l'inizio di una storia che terminò soltanto nell'aprile 1945.Proiezione di filmati originali e in parte inediti sulle battaglie dimenticate del fronte a Faenza. Evento organizzato in collaborazione con l'Associazione Senio River 1944-1945" e incluso nella rassegna di incontri “Italian Victory 1944-45” a cura di Marco Dalmonte e Candido Parrucci.

 

Venerdì 17 aprile ore 20.00 - Corte Rionale (via Campidori 28)

“Da Faenza al Mondo. Memorie di guerra, sguardo di pace”

Conferenza a tema storico e sull’attualità geopolitica con Michela Ponzani (Università di Roma Tor Vergata) e Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica di Milano). Organizzata dal Rione Rosso, in collaborazione con l’Associazione Senio River 1944-1945

Il Rione Rosso rinnova il suo impegno culturale e trasforma la sua Festa titolare, la Sagra del Pellegrino (che nel 2026 celebra la 20ª edizione), nel punto finale di una riflessione di Storia e Cittadinanza sugli scenari sociali e geopolitici contemporanei. La manifestazione “Da Faenza al Mondo — Memoria di guerra, Sguardo di Pace” si aprirà con la lectio magistralis di Michela Ponzani, storica e saggista, intitolata "Le guerre totali del Novecento e la donna negli scenari di conflitto". Un'analisi che farà da preludio a un confronto sull'attualità: dal titolo "L'incendio che non si spegne — Guerra e pace nel mondo". In questa seconda parte, Michela Ponzani dialogherà con il politologo Vittorio Emanuele Parsi, sotto la guida del giornalista e autore Rai Claudio Ossani.

Michela Ponzani. Storica, saggista, autrice e conduttrice televisiva di programmi culturali su Rai Storia e La7, insegna Storia contemporanea all'Università degli studi di Roma «Tor Vergata». Nel 2024 è stata insignita da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, dell'onorificenza di Ufficiale al Merito. I suoi studi più importanti riguardano la storia della Resistenza, la memoria pubblica del Novecento e le donne nei conflitti.

Vittorio Emanuele Parsi. Politologo, editorialista dei quotidiani Il Sole 24 Ore e Avvenire, componente del Comitato scientifico di Istituto per gli Affari Internazionali, insegna Relazioni internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. I suoi studi più importanti riguardano la sicurezza e l'ordine internazionale, le relazioni tra Europa, Stati Uniti e Nato, i cambiamenti strutturali nei sistemi politici e i rapporti tra democrazia e mercato economico.

 

Martedì 21 aprile ore 20.30 - Galleria Comunale d’Arte (voltone della Molinella 4/6)

“Tutti i fiori del mondo sono fratelli”

Incontro con l’autore della mostra Francesco Lusa



Giovedì 23 aprile ore 20.30 - Galleria Comunale d’Arte (voltone della Molinella 4/6)

“Tutti i fiori del mondo sono fratelli”.

Reading con gli autori: Francesco Satanassi, Sandra Bellini e Carlo Falconi
Modera Renzo Bertaccini



Venerdì 24 aprile ore 20.45 - Sala del quartiere di Granarolo (piazza Manfredi)

“Pietro Nenni, Faenza, Granarolo: la nascita della Repubblica nel 1946”

Conferenza a tema storico con Antonio Tedesco (Fondazione Pietro Nenni) e Andrea Piazza (Unione della Romagna Faentina). Organizzato dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con le associazioni e i gruppi di volontariato granarolesi

L’evento, situato nel quadro delle iniziative volte a celebrare l’80° anniversario delle prime elezioni amministrative, dell’elezione dell’Assemblea Costituente e del referendum istituzionale (17 marzo e 2 giugno 1946), vuole tracciare un quadro della storia politica ed istituzionale dell’immediato dopoguerra nel contesto locale. Antonio Tedesco, direttore scientifico della Fondazione Pietro Nenni, relazionerà su “Pietro Nenni, la sua Faenza e la battaglia per la Repubblica”, mentre Andrea Piazza si soffermerà sugli aspetti politici ed elettorali della frazione nell’intervento “Granarolo faentino dalla Liberazione alla Repubblica". Sarà disponibile gratuitamente per i presenti copie della pubblicazione “80° Anniversario - I° Consiglio Comunale di Faenza libera e democratica. Le elezioni del 17 marzo 1946” promossa dal Comune di Faenza.

 

Venerdì 24 aprile ore 21 - Casa del Teatro (via Oberdan 7/A)

Spettacolo teatrale “Il Bunker”

Un'indagine scenica e civile che intreccia il diario dell'internato militare Elio Materassi con memorie familiari, trasformando la storia dei deportati in un dialogo transnazionale tra generazioni sui valori di libertà e riconciliazione. Organizzato dall’Associazione Teatro Due Mondi, con l’adesione di ANPI Faenza. Biglietto di ingresso: €2. Per informazioni e prenotazioni: www.teatroduemondi.it e 0546 622999

Siamo nell'Italia del '43, l'anno dell'armistizio, della cattura poi liberazione di Mussolini che fonda la Repubblica Sociale, della nascita delle Brigate partigiane. Elio Materassi è un giovane soldato nell'esercito che rifiuta di far parte dei repubblichini di Salò, e per questo viene arrestato e deportato in Germania, vicino a Brema. Là, sull'estuario del fiume Weser, il

Terzo Reich sta edificando un edificio bunker, nel quale, una volta completato, dovrebbero essere costruiti dei sottomarini da guerra. Il Bunker Valentin. Presentato in anteprima all’interno della Stagione Teatrale 2025/26 "Un Teatro di Pace”, lo spettacolo nasce dal ritrovamento casuale del diario di Elio Materassi, le cui memorie si intrecciano indissolubilmente con la storia familiare dell’attrice Tanja Horstmann. Al centro della narrazione vi sono le vicende speculari di Elio, Internato Militare Italiano (IMI) nel bunker di Brema, e di Fritz, nonno di Tanja prigioniero in Francia. L’opera esplora il silenzio dei testimoni e la scelta coraggiosa di chi rifiutò di aderire al nazifascismo, pagando con la deportazione. Prodotto dal Teatro Due Mondi, il lavoro si configura come un atto di forte impegno civile e memoria storica, necessario per riflettere sui valori di democrazia e libertà.

 

Sabato 25 e domenica 26 aprile - Museo della Seconda Guerra Mondiale e Shoah (via Castellani 25)

“Open day al Museo”

Apertura e visite guidate al Museo dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.30, organizzato dal Argylls Romagna Group.
Per informazioni e orari di apertura: www.argyllsromagna.it



Domenica 26 aprile ore 17.30 - Parco del Volontariato (viale Donati – Granarolo Faentino)

Spettacolo teatrale “Una scelta chiamata Libertà”

La testimonianza autobiografica del giovane partigiano Ciro Dalmonte (nome di battaglia Tarzan), rivive nelle parole e nei suoni portati in scena da Gianandrea Nadiani, Francesca Dolci, Piervito Nicolì e Silvia Valtieri. In caso di pioggia lo spettacolo si terrà al Circolo Arci di Granarolo Faentino, viale Donati 7. Organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni e i gruppi di volontariato granarolesi

Spettacolo con attori e musica tratto dalla testimonianza autobiografica "Una lucciola nel sole della libertà” di Ciro Dalmonte alias Tarzan, partigiano cotignolese della 36a brigata Garibaldi “A. Bianconcini”. L’opera di Ciro Dalmonte racconta uno spaccato degli anni che videro la fine della Seconda guerra mondiale e la liberazione dell’Italia. La trasposizione teatrale, composta da letture tratte dal libro, poesie di autori contemporanei e musiche dal vivo che intonano canti popolari, riesce a far immergere lo spettatore nella quotidianità partigiana, fatta di sacrifici, perdite e sofferenza, ma anche da giovani innamoramenti, speranza e solidarietà. Regia e adattamento di Gianandrea Nadiani.

 

Giovedì 30 aprile ore 21 - Teatro Sala Fellini (piazza S. Maria Foris Portam 2)

Proiezione del documentario “Materiale Resistente” di Guido Chiesa

In occasione del 50° anniversario della Liberazione, il Consorzio Produttori Indipendenti promuove il CD “Materiale Resistente 1945-1995”, inciso da 18 tra i principali gruppi del rock italiano. Per l’uscita del disco viene organizzato un concerto a Correggio, durante il quale nasce un film che racconta, attraverso voci e storie diverse, un sentimento comune: l’antifascismo. Organizzato dal Cineclub “Il Raggioverde” e dalla Fototeca Manfrediana, in collaborazione con l’Amministrazione comunale.



Sabato 2 maggio ore 18 - Galleria Comunale d’Arte (voltone della Molinella 4/6)

“Tutti i fiori del mondo sono fratelli”

Finissage mostra con concerto improvvisazione al piano di Alceste Neri.



Venerdì 8 maggio ore 17.30 - Museo della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah (via Castellani 25)

Presentazione del libro “Alpinismo e Resistenza. Storie partigiane d’alta quota”

Il volume di Sergio Giuntini racconta storie di donne e uomini che, unendo la passione per l'alpinismo all'impegno della Resistenza, hanno trasformato la conoscenza tecnica della montagna in un coraggioso strumento di libertà. Organizzato da ANPI Faenza in collaborazione con l’Associazione Argylls Romagna Group.

Il libro esplora il legame profondo tra l'alpinismo e la lotta di Liberazione, evidenziando come la Resistenza sia nata e si sia formata tra le vette ancor più che nelle città. Attraverso diciotto ritratti di figure chiave l’opera racconta come le competenze tecniche e la conoscenza del territorio montano siano state determinanti per la guerriglia partigiana. Il volume rende inoltre omaggio alle donne che sfidarono i pregiudizi dell'epoca per rivendicare il proprio ruolo di alpiniste e combattenti, celebrando un’esperienza che dal conflitto si è trasformata in un’eredità etica e letteraria intramontabile.

 

Domenica 10 maggio - Partenza ore 9.00 da Ca’ di Malanca

“Nei loro passi. Ca' di Malanca e tre battaglie fra Monte Romano e Monte Colombo”

Partenza ore 9.00 da Ca’ di Malanca, con pranzo al sacco a carico dei partecipanti, lunghezza di circa 10km e dislivello di 180 metri. Nel pomeriggio proiezione di filmati d’epoca. Contributo richiesto di €5 (bambini sotto i 14 anni gratuito). Prenotazione obbligatoria al numero 388-8751513. Organizzato dalle associazioni Senio River 1944-1945 e Ca’ di Malanca, con l'adesione di ANPI Faenza.

L’escursione seguirà un percorso ad anello che, partendo dall’area di Ca’ di Malanca, toccherà Croce Daniele, l’Osservatorio di Monte Romano e Monte Piansereno, attraversando alcune quote intermedie prima di rientrare al punto di partenza. Lungo il tragitto sono previste circa quindici tappe narrative che permetteranno di ricostruire le vicende di tre importanti scontri combattuti su queste colline nell’autunno del 1944: la nota battaglia di Purocielo, quella meno conosciuta per il controllo di Monte Romano e Monte Piansereno e il lungo confronto che per settimane bloccò il fronte davanti a Monte Colombo. Al termine della camminata, nel pomeriggio, sarà possibile fermarsi a Ca’ di Malanca per un momento conviviale con merenda e per visitare il museo. I partecipanti potranno inoltre assistere alla proiezione di filmati d’epoca tratti dall’archivio dell’associazione.

 

A tutti. 

Varie sedi

Piazza del Popolo, 31 - 48018 Faenza (RA)

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    Varie sedi
    Piazza del Popolo, 31 - 48018 Faenza (RA)
     
 

08apr

08:00 - Inizio evento

10
mag

23:30 - Fine evento

Ingresso libero e gratuito dove non diversamente specificato.

  • Pieghevole Festa della Liberazione 2026 - 25 aprile
    pdf - 836.89 KB
     
  • Manifesto Festa della Liberazione 2026 - 25 aprile
    pdf - 2.48 MB
     
  • Manifesto della proiezione (8 aprile2026) "Le battaglie dimenticate del fronte a Faenza", a cura di Senio River 1944-1945
    pdf - 937.73 KB

 

Omar Giama presenta il suo libro

"La mia infanzia in Africa"

Fra riti e spiriti, il richiamo degli antenati

in conversazione con

Samuele Marchi (il Piccolo)

Kombola Ramadhani (ricercatrice universitaria)

 

Centro Sociale Laderchi. C.so Garibaldi, 2 (piano terra)

 

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