REGIONALI, GLI ANNUNCI A EFFETTO DURANTE IL COMIZIO Matteo Ricci (Pd): «C’è chi vive nella finzione, facendo false inaugurazioni»
Sul tavolo verde della campagna elettorale per le regionali 2025 ieri, da Ancona, il governo ha lanciato la carta a sorpresa: l’allargamento della Zes (Zona economica speciale) unica a Umbria e Marche, quest’ultima al voto il 28 e 29 settembre. La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, e il vice premier, Antonio Tajani, ieri mattina erano alla Mole Vanvitelliana in presenza. L’altro vice premier, Matteo Salvini, in collegamento da Roma. Vicini ma lontani i giornalisti, collegati da una sala attigua in cui sono stati relegati per tutta la durata dell’incontro. Nell’auditorium solo gli operatori: foto e video sì. Interviste no.
L’annuncio in apertura dell’incontro convocato per la presentazione degli interventi del governo a sostegno dello sviluppo delle Marche. «Abbiamo scelto di dare a questo territorio un’opportunità in più» ha detto Meloni. E Tajani via social ha poi provato a metterci il cappello: «È provvedimento voluto fortemente da Forza Italia».
L’ufficialità nel pomeriggio con la misura adottata durante il consiglio dei ministri. «Grazie al governo ci sarà consentito di tornare a essere una delle regioni più produttive d’Italia e d’Europa» ha commentato il presidente della regione, Francesco Acquaroli. Fedelissimo meloniano, anche lui parte del gruppo che si è formato nella sezione romana del Msi di Colle Oppio, è in corsa per il secondo mandato. La sua mancata rielezione sarebbe uno smacco grave per la premier.
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Bianchi (Svimez): «Le Zes non sono la mossa del cavallo, in Italia servono politiche industriali»Le opposizioni ieri hanno protestato contro l’appuntamento istituzionale come paravento alla campagna elettorale. I deputati Pd marchigiani Irene Manzi e Augusto Curti: «Serve un governo che non si ricordi della nostra regione solo quando si avvicinano le urne».
Per il commissario alla Ricostruzione post terremoto, Guido Castelli, si è trattato di «una giornata storica». Castelli è al centro di una inchiesta giornalistica, con interrogazione parlamentare di Avs, per i fondi (in totale 1,2 milioni) destinati a comunicazione ed eventi nei comuni del cratere. Dove ancora in troppi vivono nelle Sae – Soluzioni abitative di emergenza e ci sono attività commerciali nei container.
Tra un taglio del nastro e un annuncio, ormai all’ordine del giorno, c’è una regione che spera di conquistare «il centro dell’azione» di governo, come promesso da Tajani, anche dal 30 settembre in poi. «Senza le Marche il made in Italy nel mondo non sarebbe quello che conosciamo» ha rimarcato la premier. Una regione che nel frattempo fa i conti con un territorio fragile, martoriato da terremoti e alluvioni, con una sanità ai minimi termini alle prese con le liste d’attesa, mentre si spostano letti da un ospedale all’altro ufficialmente «per verifiche tecniche e collaudi», più realisticamente «per una passerella mediatica» a seguito di annunci di inaugurazioni di nuove strutture, come sostenuto da Angelo Bonelli (Avs).
Alla fine della giornata, tutti a Cessapalombo, piccolo comune dell’alto Maceratese di 422 abitanti, a cui il sisma del 2016 aveva lesionato l’80 per cento delle abitazioni. Oggi la maggior parte di quelle case sono in sicurezza ma ci sono ancora residenti nelle Sae. Al centro della visita, la cerimonia di avvio dei lavori di un tratto della Pedemontana del sud delle Marche di 1,7 chilometri, in una giornata che secondo la premier «cambierà il destino di questo territorio. La Pedemontana tirerà fuori le Marche da un isolamento insensato, considerata la sua posizione geografica. C’è stato un sistema di viabilità che ha condizionato la vita di imprese, lavoratori e cittadini. Con questa infrastruttura diamo l’opportunità alle aree interne di connettersi e alle valli di collegarsi con più velocità».
Anche Salvini ha in serbo l’annuncio a effetto: «750 chilometri di Alta velocità della dorsale Adriatica. Entro inizio 2027 ci saranno le prime gare, i primi bandi». Ma probabilmente è solo la velocizzazione della linea attuale, con investimenti contenuti e una velocità massima di 200 chilometro orari, invece di 300. Dall’altro lato della barricata, e della regione, il candidato del centro sinistra ed ex sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ieri nei territori colpiti dalla forte ondata di maltempo che si è abbattuta di nuovo sulla regione.
Da Osimo per un sopralluogo nelle zone più critiche, come l’ospedale, l’eurodeputato ha parlato di collegamenti: «Salvini metta soldi per la ferrovia Adriatica, anziché toglierli alle Marche per darli al Ponte sullo Stretto». E di promesse: «C’è chi vive nella finzione, raccontando numeri vuoti che non corrispondono alla realtà marchigiana, facendo finte inaugurazioni. È la filiera della finzione. Chi sta nella realtà oggi sta vicino ai sindaci dopo la bomba d’acqua di ieri, non a inaugurare strade che non ci sono». Per rieleggere Acquaroli è arrivato da Roma l’influencer della destra, Italo Bocchino (che secondo Ricci ha anticipato alla stampa l’arrivo dell’inchiesta a suo carico). Ed è sceso in campo il governo promettendo investimenti. Il dem Ricci nei sondaggi era al sorpasso, ma ora corre con il peso di Affidopoli.
