Annunciata e smentita più volte la cattura del killer di Charlie Kirk, negli Usa dilaga la rabbia della destra. Da Trump in giù piovono minacce di morte ai trans e squilli di vendetta su tutta la sinistra. Lutto per l’influencer Maga, assassinato mentre difendeva le armi libere
Morte bianca Donald Trump conferirà la medaglia presidenziale postuma, l’Fbi annuncia per due volte l’arresto della persona sbagliata
Tributo a Charlie Kirk di un insegnante della scuola d’arte Gurukul a Mumbai – AP
L’Fbi ha pubblicato le immagini di una «persona sospettata» dell’omicidio di Charlie Kirk, il 31enne attivista conservatore vicino a Donald Trump, e ha offerto una ricompensa di 100.000 dollari a chi può fornire delle informazioni utili a catturarlo. Mentre scriviamo si parla di 130 segnalazioni arrivate nella sola mattinata di giovedì. «Vi assicuro che indaghiamo accuratamente su tutti gli indizi e le segnalazioni – ha dichiarato Robert Bohls, agente speciale a capo dell’ufficio del Fbi a Salt Lake City, Utah – Chiunque sia in possesso di video o immagini della sparatoria li fornisca al bureau».
DOPO AVER per due volte annunciato e poi smentito di aver trovato la persona che ha sparato a Kirk, i federali hanno affermato di essere alla ricerca di una persona specifica, e che il sospettato «sembra essere in età universitaria».L’assassino, quindi, è ancora in libertà, ma nei boschi vicini alla Utah Valley University, dove Kirk stava tenendo il suo evento, è stata rilevata «un’impronta di scarpe (…) e l’impronta di un avambraccio», ed è stato trovato un vecchio modello di fucile da caccia calibro 30, avvolto in un asciugamano con un bossolo ancora in canna. Nel caricatore c’erano anche tre colpi non sparati. Il Wall Street Journal ha riportato che gli investigatori affermano che sulle munizioni ritrovate sarebbero stati incisi «slogan transgender e antifascisti».
La storia dell’omicidio di Kirk, che lascia la moglie e due bambini piccoli di uno e tre anni, continua a sconvolgere gli Usa. Anche le Nazioni unite hanno condannato l’attentato definendolo «un atto di violenza politica», ha detto il portavoce Stephane Dujarric. «Condanniamo e ci opponiamo a tutti gli atti di violenza politica che minano la democrazia. E naturalmente porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia del signor Kirk».
ANCHE DA PARTE del partito democratico si moltiplicano le dichiarazioni e gli appelli a interrompere questa rincorsa violenta che aveva avuto
un primo culmine durante i due tentati omicidi di Trump in campagna elettorale. A cui ha fatto seguito l’omicidio, a giugno, di Melissa Hortman, deputata democratica del Minnesota, e di suo marito, i colpi sparati su un altro deputato democratico del Minnesota e di sua moglie, da parte di un uomo che aveva stilato una lista nera di 45 funzionari tutti democratici. In precedenza c’è stato l’attacco al marito dell’ex presidente della Camera Nancy Pelosi, l’invio di bombe a importanti esponenti democratici da parte di un attivista Maga, i due membri dello staff dell’ambasciata israeliana a Washington uccisi a colpi di arma da fuoco fuori dal Capital Jewish Museum, la sparatoria al Cdc, il rogo della casa del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro – citando solo le notizie principali.
NELLA NARRAZIONE di Trump, però, questa escalation violenta viene imputata solo alla sinistra che i Maga definiscono «fuori controllo». Intervenendo a un evento commemorativo dell’11 settembre al Pentagono, il presidente ha annunciato l’intenzione di conferire a Kirk, postuma, la medaglia presidenziale della libertà. «La data della cerimonia sarà annunciata – ha detto Trump – e posso solo garantirvi una cosa: avremo una folla molto , molto numerosa. Charlie era un gigante della sua generazione, un paladino della libertà e un’ispirazione per milioni e milioni di persone».
Questa affermazione riferita a un attivista e influencer di estrema destra noto per le sue posizioni radicali e il sostegno alla libera circolazione di armi, sembrano alimentare ulteriore divisione in un paese già spaccato.
All’indomani dell’omicidio alcune storiche università afroamericane hanno ricevuto minacce credibili, tanto che la Hampton University, la Virginia State University, la Bethune Coookman University , la Southern University e l’Alabama State University hanno cancellato le lezioni per il resto della settimana in via precauzionale.
IL DEPUTATO Hakeem Jeffries di New York, leader della minoranza democratica alla Camera, ha definito le minacce contro le università storicamente afroamericane «spregevoli»: indicano che «l’esplosione di estremismo è fuori controllo».
Durante una conferenza stampa, il governatore dello Utah, il repubblicano Spencer Cox, che si è espresso più volte contro la retorica politica surriscaldata e le divisioni politiche, chiedendo di tornare a toni «umani», ha parlato in modo accorato di una nazione, che presto celebrerà l’importante anniversario della sua fondazione, «a pezzi». «È a questo che 250 anni di storia ci hanno portato? Io prego di no».
Poche ore dopo la polizia del Campidoglio è intervenuta in seguito a un allarme bomba presso la sede del Comitato Nazionale Democratico.
