Mattarella parla alla Flotilla mondiale. Smentisce Meloni: missione di valore. Ma chiede di fermarsi a Cipro: troppi rischi. Il governo teme le piazze e vuole lo stop. Anche le opposizioni chiedono una riflessione. Gli attivisti discutono, ma decidono di proseguire per denunciare il blocco di Gaza
Terra rimossa Il Capo dello Stato smentisce Meloni: «La missione ha un grande valore». Lei lo ringrazia. Pd, M5S e Avs: «Aprire una riflessione»
Sergio Mattarella – Imagoeconomica
Poco dopo mezzogiorno, Sergio Mattarella entra con tutta la sua forza nella vicenda della Sumud Flotilla in viaggio verso Gaza. Con poche parole prende nettamente le distanze dalla premier, che aveva definito la spedizione «irresponsabile» e finalizzata a «creare problemi al governo» e sottolinea «il valore dell’iniziativa che si è espresso con ampia risonanza e significato» e lancia un appello «alle donne e agli uomini» in mare da oltre 20 giorni. «Il valore della vita umana, gravemente calpestato a Gaza con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona. Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza».
UN APPELLO FORTE, che nasce da una grave preoccupazione per l’incolumità dei naviganti, non solo per gli italiani. Al Quirinale non hanno dubbi: se le barche dovessero avvicinarsi a Gaza rischierebbero di essere colpite. Per questo, anche se ora la Flottilla si trova in Grecia, ancora molto distanze dalle coste palestinesi, Mattarella ha deciso di intervenire. Per spingere su una soluzione negoziale a cui sta lavorando il Vaticano che appariva ormai bruciata dalle parole di Meloni che aveva tentato di intestarsela chiedendo alla Flotilla di lasciare gli aiuti a Cipro. Le parole della premier erano state una provocazione: «Non si può rischiare l’incolumità delle persone per fare iniziative che sembrano prevalentemente fatte per creare problemi al governo».
Al Quirinale le parole del presidente vengono spiegate come «un appello», quanto di più lontano da un atto presidenziale: non dunque l’azione di un potere, ma un messaggio che riconosce la positiva azione politica della Flotilla e, contemporaneamente, chiede di scongiurare un esito pericoloso. Prima che sia troppo tardi. A nessuno è sfuggita la nettezza della presa di distanza dal governo, a 24 ore dall’attacco di Meloni ai naviganti: forse la più esplicita da quando nel 2022 la destra è arrivata a palazzo Chigi. Prima di divulgare l’appello il presidente ha sentito Meloni, spiegando il senso della sua iniziativa. Ma sul testo non c’è stata alcuna consultazione né condivisione.
LE PAROLE DI MATTARELLA scuotono il mondo politico. La destra prova a tirarlo dalla propria parte, ignorando lo schiaffo appena ricevuto e accusando gli attivisti di essere degli irresponsabili per il garbato no alla richiesta di invertire la rotta. Tra i partiti che sostengono la missione e hanno alcuni loro parlamentari a bordo, Pd, Avs e M5S, le parole del Capo dello Stato aprono una riflessione. «Da Mattarella parole importantissime: riconoscono l’alto valore della missione e rinnovano la condanna per le disumane sofferenze che subisce la popolazione di Gaza. Condividiamo il suo appello a raccogliere la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme a una mediazione che consenta di conseguire il primario obiettivo umanitario della missione», dice il responsabile esteri Peppe Provenzano.
«Auspichiamo che il dialogo tra i cardinali Zuppi e Pizzaballa e i coordinatori della Flotilla continui proficuamente», dicono i deputati dem Arturo Scotto e Annalisa Corrado, a bordo
di una delle navi. «Fate un supplemento di riflessione, valutate bene.
C’è un rischio di incolumità», dice Giuseppe Conte. «Qualunque decisione prenderanno, avranno sempre il mio sostegno e della mia comunità, la nostra comprensione». Il leader 5s sottolinea come il messaggio di Mattarella riconosca «l’alto valore di questa iniziativa, a differenza di Meloni che è stata irriguardosa, supponente, ha insultato tutti i cittadini di 44 paesi» che si sono imbarcati. Per Conte, sull’iniziativa della Chiesa si era creato un «equivoco». «Dalle parole di Meloni sembrava che fosse un partenariato col governo, c’è stata una sorta di cointestazione di questa iniziativa e il tentativo di offrirsi come mediatrice. Ma se insulti il tuo interlocutore parti male».
NICOLA FRATOIANNI DI AVS apprezza l’intervento del Capo dello Stato «assai diverso da quello di altri vertici delle istituzioni italiane» e ne condivide le preoccupazioni, convinto che «ci siano gravi rischi visto che Israele si comporta come uno Stato terrorista». «Ci auguriamo che si possa trovare una mediazione che garantisca la sicurezza degli equipaggi e affermi le ragioni politiche, oltre che umanitarie, della missione. Ma ogni decisione spetta alla Flotilla».
MELONI FA BUON VISO e ringrazia il Quirinale per le sue «sagge parole». Ringraziamenti, inusuali, anche alle opposizioni che spingono per una mediazione: «È fondamentale lavorare per garantire l’incolumità delle persone e non assecondare chi sostiene che l’obiettivo debba essere forzare il blocco navale israeliano».
Nelle stesse ore dal governo arrivano altre parole incendiarie. «C’è l’intenzione da parte di alcuni di trasformare questa vicenda in qualcosa che potrà riflettersi nelle nostre piazze, gli organizzatori devono prestare più attenzione», dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che accusa il segretario della Cgil Landini di aver respinto l’appello di Mattarella quando ha detto che se le barche saranno colpite scatterà lo sciopero generale. Dura la replica di Landini: «È Piantedosi che deve essere il primo responsabile e garantire che non ci siano violenti in piazza».
