Il caso All’assemblea dell’Anci Meloni ha parlato di una «manovra priva di tagli», I sindaci hanno contestato una riduzione di 2,8 miliardi fino al 2029 e di fondi insufficienti per servizi e contratti. Il presidente Mattarella ha sottolineato l’urgenza di un piano casa basilare per famiglie e giovani
Sergio Mattarella con Gaetano Manfredi e Matteo Lepore all'Assemblea annuale ANCI – ANSA
I tagli ai comuni ci sono, ma non si vedono. È l’abracadabra fatto ieri dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni che non si è presentata davanti a cinquemila sindaci riuniti da ieri a Bologna per l’assemblea dell’Anci. In un messaggio ha sostenuto che «a partire dalla legge di bilancio per il 2026, che per la prima volta dopo molti anni non prevede nuovi tagli». Ha ragione. I tagli sono stati fatti nella manovra dell’anno scorso e dureranno, per ora, fino al 2029. Solo ai comuni ammontano a 2,8 miliardi di euro. La situazione diventerà drammatica quando la spesa militare arriverà fino al 5% del Pil entro il 2035, come stabilito con la Nato e Trump.
MELONI SOSTIENE di avere risposto alla richiesta dei comuni di incrementare almeno il fondo per i minori affidati da 100 a 250 milioni di euro e di stabilizzare il contributo da 60 milioni per i centri estivi. Non ha ricordato che non è stato finanziato il fondo nazionale per la morosità incolpevole, che ancora non esiste un credibile piano casa e che il rinnovo del contratto per i lavoratori degli enti locali peserà per un miliardo e mezzo di euro. Il governo ha invece previsto solo 100 milioni di euro, il resto peserà sulle spalle dei Comuni. «L’idea che non ci siano tagli agli enti locali è veramente sorprendente e offensiva» ha commentato il sindaco di Modena Massimo Mezetti.
«LAVORIAMO costantemente con il freno a mano tirato – ha detto Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci e sindaco di Napoli – Dobbiamo gestire l’impatto delle precedenti leggi di Bilancio: circa 2 miliardi in meno di capacità operativa fino al 2029 – ha spiegato Manfredi – Se ben 740 milioni di euro sono il taglio, ci sono 1 miliardo e 350 milioni di accantonamenti previsti per finanziare investimenti e per ridurre il disavanzo. La prospettiva del 2026 quindi non è rosea. Ci troviamo di fronte ad una contrazione di 460 milioni di euro per la parte corrente».
L’ALLARME DI MANFREDI si è poi esteso al piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). A giugno 2026 tutti i 194 miliardi di euro dovranno essere spesi tutti. I comuni sono preoccupati da quello che (non) capiterà dopo la fine del Pnrr. “Mi limito a guardare i dati sulle nostre amministrazioni – ha aggiunto Manfredi – C’è un taglio dei fondi pluriennali per investimenti pari a 8 miliardi per il prossimo decennio; è un grande problema, soprattutto l’azzeramento dei fondi per i piccoli Comuni. Rimoduliamo pure gli importi, ma non azzeriamoli». Manfredi ha definito la manovra «conservativa». Ha riconosciuto gli sforzi del governo, ma ha evidenziato i problemi sulla spesa per i minori italiani e quella per l’assistenza scolastica agli studenti con disabilità. «Chiediamo risorse, sì, ma per poter continuare a lavorare al meglio».
L’USCITA DI MELONI ha provocato la reazione della segretaria del Pd Elly Schlein: «Prende in giro i sindaci, dimentica che le sue manovre precedenti hanno già sottratto 10 miliardi e 700 milioni agli enti locali tra parte corrente e investimenti. Le si è di nuovo rotta la calcolatrice». «Schlein è una marziana – hanno risposto i responsabili enti locali del centrodestra – i tagli non ci sono».
«L’ANNO PROSSIMO con il Pnrr finiremo tutte le metropolitane, le tranvie e gli acquisti di autobus, ma non ci sono fondi per questi nuovi servizi – ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore – Se non si mette mano adesso alla Legge di bilancio, difficilmente si potranno portare avanti queste iniziative». Lepore è stato contestato in piazza della Costituzione, dove si sta svolgendo l’assemblea dell’Anci, dai sindacati confederali e di base. Oggetto dello scontro è l’incremento di 2.441 milioni sul salario accessorio del personale, giudicato insufficiente dai sindacati.
IL DRAMMATICO problema della casa è stato ricordato nel messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che le ha definite «basilari per incoraggiare le nuove famiglie, per favorire i giovani studenti, per includere i lavoratori». «Siamo davanti a forme inedite di disagio e a nuove povertà, e anche a domande più esigenti, che non possiamo trascurare o mettere tra parentesi». Le speranze sono concentrate sul Pnrr le cui risorse andrebbero «utilizzate al meglio». Altrimenti «sarebbe un dannoso impoverimento di risorse».
