Ricostruzione Il gigante finanziario americano figura come consulente a titolo gratuito
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Un edificio distrutto da un attacco russo a Kiev – foto Efrem Lukatsky/Ap
Unione europea e Usa hanno un piano da 800 miliardi di dollari in 10 anni per l’Ucraina, una volta che si sarà raggiunta la pace. Questo il contenuto di un documento di 18 pagine che la Commissione Ue ha distribuito giovedì alle capitali europee e rivelato dal sito Politico.eu. Intitolato Roadmap per la prosperità: una visione per l’Ucraina 2040, il documento traccia le linee principali di un programma di investimenti per Kiev, fondato sullo sforzo di mobilitazione di capitali pubblici e privati e che prevede un percorso accelerato per l’adesione dell’Ucraina all’Ue.
Dal piano emerge il quadro di un’azione orientata al business e allo sfruttamento di risorse come le terre rare di cui l’Ucraina è ricca, dove un ruolo chiave lo giocherà BlackRock, la più grande società di investimenti al mondo, con sede a New York guidata dal Larry Fink, multimilionario e amico del presidente Donald Trump e che ha incontrato più volte Zelensky nel corso degli ultimi mesi. BlackRock infatti figura come consulente del piano, a titolo gratuito per il momento.
IL PARTNER USA ha idee precise, quando si parla di mobilitazione di soldi. Pochi giorni fa, il New York Times, ha dato voce alle preoccupazioni di alcuni funzionari Ue e ucraini, in merito al ruolo del gigante finanziario americano coinvolto nell’operazione da Trump: «Il coinvolgimento di un’azienda privata la cui attività principale è massimizzare i profitti finanziari ha rafforzato i timori sul fatto che l’amministrazione Trump consideri la ricostruzione dell’Ucraina come un’opportunità di profitto per il governo e le aziende americane, piuttosto che come una questione principalmente umanitaria o di sicurezza», scrive il quotidiano.
Secondo quanto riporta Politico la Commissione ha fatto circolare il piano giovedì in occasione del vertice d’urgenza tra i leader dei 27, convocato a Bruxelles per discutere i rapporti transatlantici dopo le minacce di Trump alla Groenlandia. Mentre il presidente Usa faceva una parziale retromarcia sui dazi, nelle ore dell’Eurosummit, il presidente ucraino Zelensky a Davos criticava pesantemente «l’inerzia» dell’Ue. L’attacco ha colto di sorpresa e forse imbarazzato molti leader europei, che hanno evitato di replicare.
Fa eccezione il ministro degli Esteri italiano Tajani, che bolla come «ingeneroso» il presidente ucraino, sottolineando come «l’Europa ha garantito l’indipendenza dell’Ucraina facendo di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare».
TOCCA ALLA RESPONSABILE per la politica estera dell’Unione Kaja Kallas ricordare i 200 miliardi sborsati dall’invasione russa e lo sforzo dell’Ue per integrare Kiev nei programmi di difesa, da Safe e Edip, a cui possono partecipare con appalti congiunti insieme alle industrie belliche europee. La Commissione ha anche reso noto ieri che fornirà 447 generatori di emergenza a Kiev in modo che si possa ripristinare l’alimentazione energetica per servizi essenziali come rifugi e ospedali, strutture in difficoltà per gli attacchi russi.
«La capacità dell’Ucraina di raggiungere una crescita forte e duratura», si legge nel documento fatto circolare dall’esecutivo europeo, «dipenderà dalla sua capacità di ancorare la ripresa a garanzie di sicurezza a lungo termine, avanzando lungo un percorso credibile di adesione all’Ue e attirando capitali privati».
LA COMMISSIONE mette giù le cifre del fabbisogno. Il deficit fiscale netto di Kiev ammonterà a 317 miliardi di dollari da qui al 2040 e andrà coperto. Altri 57 miliardi serviranno per le abitazioni, 126 miliardi andranno in generale per la ricostruzione e lo sviluppo del paese e almeno altri 120 serviranno come risarcimento. Tenendosi larghi, la stima è che potrebbero servire fino a 800 miliardi di euro per rimettere in piedi il paese. «Saranno gli Usa», si sottolinea nel testo, «a raccogliere ulteriori capitali significativi».
Nel dettaglio si elencano fondi «pubblici e privati», e poi «sovvenzioni e azioni», con lo scopo di investirle in Ucraina in modo trasparente ed efficace».
Trasparenza ed efficacia sono più che altro una speranza di Bruxelles. La materializzazione di un incubo, dove l’Europa paga, mentre Trump guadagna.
