Accedi Registrati

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *

Meloni risponde in Senato alle interrogazioni della maggioranza e delle opposizioni e mostra di non avere idee per affrontare la crisi. «Pure io faccio la spesa, vedo tanto affetto», assicura. Ma anche la presa sulla coalizione si allenta e la strada per finire la legislatura è ancora lunga

Premier time Due ore di discussione in Senato. Persino Calenda le chiede misure straordinarie contro la crisi. E lei: «Le mie ricette funzionano. Il salario minimo non va, ho ridotto la precarietà, entro l'estate la legge sul nucleare». Boccia Pd: «E' disperata, vive in una bolla». Renzi: «Sembrate la famiglia Addams»

LEGGI ANCHE La debolezza di una ex premier “forte”

Giorgia Meloni in Senato Giorgia Meloni in Senato – LaPresse

Quali novità ha in mente Giorgia Meloni per invertire la rotta in campo economico e sociale nell’ultimo anno di legislatura? Nessuna. O meglio: continuare con le ricette di questi 4 anni di governo, che lei considera efficaci anche se non risolutive. Perché i governi precedenti le hanno lasciato eredità pesanti, come il superbonus, «174 miliardi buttati che finiremo di pagare nel 2027, quando il nostro governo arriverà al termine del mandato».

QUESTA LA SINTESI di oltre due ore di premier time ieri al Senato: ore in cui Meloni si è mostrata meno aggressiva del solito, più consapevole della gravità dei problemi sul tavolo, naturalmente dovuti «al quadro economico internazionale e alle tensioni geopolitiche». Zero autocritica, zero correzioni di rotta. Sul Pnrr «ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi, al 31 marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale, direi che abbiamo fatto un buon lavoro». Lo stesso dicasi per l’occupazione, il potere d’acquisto delle famiglie, la lotta alla denatalità, persino il precariato che si vanta di aver drasticamente ridotto. Per non parlare del sud, che «con la Zes unica è tornato a crescere più della media nazionale». Una situazione così rosea da non richiedere misure d’emergenza. Anzi.

PERSINO CARLO CALENDA, l’oppositore gentile, le fa notare che servirebbero misure eccezionali, che il governo dovrebbe darsi una mossa per la crescita, per una vera politica industriale. La premier gli risponde assicurandogli che «entro l’estate sarà approvata la legge delega per il ritorno al nucleare».

Quanto al prelievo sugli extraprofitti delle grandi società energetiche, «abbiamo già fatto», scandisce la premier, riferendosi ai miseri prelievi di uno dei tanti decreti per far fronte agli astronomici costi dell’energia. «Le mie porte sono sempre aperte per chi antepone alle polemiche l’interesse della nazione», dice al leader di Azione. «Ma le altre forze di opposizione non hanno mostrato questa disponibilità, anzi quando li abbiamo convocati per la guerra in Iran ci hanno accusato di fare passerelle».

Calenda le ricorda che l’unica volta che le opposizioni sono state convocate, sul salario minimo, nel 2023, «non è stata una passerella, ma un esercizio di democrazia». Peccato che il governo abbia cestinato la proposta, linea che ieri Meloni ha rivendicato: «Molto meglio puntare sulla contrattazione come abbiamo fatto noi col “salario giusto”. In Puglia hanno fatto il salario minimo e le condizioni per i lavoratori sono peggiorate».

RENZI, E POI ANCORA il capogruppo Pd Francesco Boccia, le fanno notare come sia cambiata in questi 4 anni. «Lei è sotto botta, è un’altra rispetto a 4 anni fa: di fronte alla crisi di Hormuz la vostra proposta è cambiare la legge elettorale. Invece di un governo sembrate la famiglia Addams, senza offesa per Morticia e Zio Fester», attacca il rottamatore. La premier è seccata: «Ogni giorno mi chiedete di venire qui e, invece di proposte, sento accuse e insulti».

Per fortuna, per lei, che si sono Micaela Biancofiore di Noi moderati, e poi il fedelissimo capogruppo di Fdi Lucio Malan, a dirle quanto è brava, quante «fake news» vengono raccontate sul suo lavoro, a partire dall’aumento delle tasse Al cattivo Stefano Patuanelli del M5s tocca ricordarle che l’ultima proroga del famigerato superbonus «è avvenuta nel 2023, con il governo Meloni». «È singolare continuare a usare come alibi una misura che hanno gestito loro stessi. Ma il punto vero è che non hanno una strategia economica e energetica. L’unica risposta che la presidente offre al Paese è la propaganda sul nucleare, che ha costi per megawattora 4-5 volte superiori alle rinnovabili. E questo governo non è stato nemmeno in grado di decidere dove realizzare il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi che già oggi produciamo».

AL DEM BOCCIA, che le chiede se intende battersi per modificare i trattati Ue per superare il diritto di veto, replica: «Non è che se mi fa la domanda cento volte cambio la risposta. Superare il diritto di veto non sbloccherebbe la situazione. I governi trovano le sintesi, e poi c’è la burocrazia che decide di metterle in discussione».

«Palazzo Chigi è diventata una bolla che la protegge alla realtà, da quanto tempo non fa la spesa in un supermercato?», la domanda di Boccia. E lei: «L’ho fatta sabato scorso, non rinuncio a fare una vita normale e questo mi aiuta a capire come stanno le cose: dopo 4 anni attorno a questo governo c’è tanto affetto e questo qualcosa significherà». «Al referendum non ci siamo accorti che il paese stia con lei», replica beffardo Boccia, «lei si aggrappa ai numeri in modo disperato, la verità è che stata lasciando un paese più povero».

TRANCHANT NICOLA Fratoianni: «Evidentemente Palazzo Chigi e i ministeri sono stati trasferiti su un altro pianeta, perché solo così si possono spiegare le parole della premier: del paese immaginario che ha descritto non c’è nulla nella vita reale». Giuseppe Conte, di passaggio al Senato: «C’è un piano per recuperare l’inflazione? O per i 6 milioni di cittadini che sono in povertà assoluta? E per un lavoratore su 4 che prende meno di 1.000 euro al mese? Nulla, però va tutto bene: è il fantastico mondo di Meloni».