Crolla il muro Dopo più di 80 anni un partito neo nazista, AfD, potrebbe conquistare un land tedesco. Oggi si vota nella Sassonia-Anhalt e l’organizzazione della fascio populista Alice Weidel è quotata al 44%: il doppio della Cdu. Si apre una breccia nera nel futuro dell'Europa
Crolla il muro Viaggio nel land "orientale" che potrebbe diventare il primo governato dal partito fascio-populista di Alice Weidel
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La presidente di Afd, Alice Weidel, con il candidato in Sassonia-Anhalt Ulrich Siegmund – Foto Ap/K. Gabbert
Poco prima dello «Stichtag» (in tedesco: il giorno che cambia il corso della storia) nella Sassonia-Anhalt, con il conto alla rovescia delle urne ormai prossimo allo zero, la paura per l’inevitabile vittoria di Alternative für Deutschland sale a mille. Il voto glocal è destinato a sfigurare la faccia politica della Germania e perfino dell’Ue, probabilmente anche più del volto dello storico Stato con capitale Magdeburgo. In questo land si gioca in queste ore la più importante partita per la sopravvivenza della democrazia, perlomeno nella forma fin qui conosciuta.
IN PRESA DIRETTA fra i fascio-populisti “doc” troviamo quelli che vogliono davvero «remigrare i tedeschi non biologici» e istituire le scuole separate per i disabili; e l’alta-media borghesia sassone non così maldestra eppure egualmente schierata a favore della svolta politica ultra-estrema.
C’è anche la voce, per niente flebile o rassegnata, di chi prova ancora a resistere all’onda nera; a cominciare dai giovani elettori convinti come gli altri di dover radicalizzare il programma, «ma quello della Linke». E poi i loquaci preti protestanti, che non hanno fatto voto del silenzio, anzi, minacciati dall’ultradestra del taglio dei fondi che permettono di tenere in piedi la loro rete di welfare aperta a tutti indipendentemente dal passaporto o background familiare, sono indisponibili a trasformare la terra seminata da Lutero nell’avamposto della xenofobia di Afd.
QUESTA LA CIFRA complessiva della somma dei diversi fattori della Sassonia-Anhalt prima dell’apertura delle urne per il rinnovo del Landtag prevista per questa mattina. Anche se i riflettori mediatici restano essenzialmente concentrati sugli incontrovertibili numeri dei sondaggi che non lasciano spazio a decrittazioni diverse del grande malessere politico-elettorale
«Mi guardi bene. Le sembro un neonazi? Crede forse che ammiri Putin e Trump, soffra di Ostalgie o sia talmente ignorante da capire solo gli slogan terra-terra?». Basta il profilo di Kurt W., medico del distretto di Altmark-Saltzwedel, un centinaio di chilometri a Nord di Magdeburgo, per mandare in frantumi l’identikit dell’elettore-tipo di Afd.
ABITO SARTORIALE made in Italy, parla tedesco con accento di Hannover (quello di chi ha studiato e della tv pubblica) ed è esterofilo convinto sul fronte della musica, vacanze e persino nella scelta dell’auto «rigorosamente non tedesca». A bordo del treno della Regio-DB che sfreccia nella campagna sassone offre la sua diagnosi del male fascio-populista.
«Il vero problema della Sassonia-Anhalt è che è un paese di vecchi (con 48 anni di età media è al top della classifica nazionale, ndr) e quindi manca il ricambio generazionale. Nel 2028 andrò in pensione e sarò costretto a chiudere lo studio perché non trovo un sostituto». Servono quindi gli immigrati, sarebbe il sillogismo naturale. E invece il dottore se la prende con «i giovani tedeschi laureati in medicina che non fanno figli per colpa della società multikulti».
Oggi sarà fra gli elettori pronti a mettere la croce sul nome di Ulrich Siegmund, detto Ulli, carismatico candidato governatore di Afd, per i sondaggi avviato a conquistare il 44% del consenso: esattamente il doppio della Cdu dello sfidante Sven Schulze, premier-uscente del Land, quotato al 22%.
TRENTACINQUE ANNI, sposato con una figlia, Siegmund gira con il Simson, il motorino-simbolo della Ddr super-inquinante, e respinge l’idea che il suo programma corrisponda al giro di vite autoritario: «Nessuna rivoluzione nera, solo politica del buonsenso» giura mentre propone per i primi 100 giorni di governo il lavoro obbligatorio per i richiedenti-asilo e l’introduzione dell’alzabandiera nelle scuole. Per lui remigrazione «è una parola normale, come altre», anche se è sinonimo di espulsioni di massa.
«ULLI È L’UOMO più pericoloso della Germania», riassume (parafrasando il titiolo dello Spiegel) Lena, 24enne, militante della Linke di Halle impegnata ad “attacchinare” i manifesti di Eva Von Argern, Spitzenkadidatin della Sinistra che oggi si aspetta di incassare almeno il 10% dei voti restituito dalle rilevazioni demoscopiche. Con lei sei compagni che non servono all’affissione ma a guardarle le spalle se arrivano i nazi: «Qui siamo in guerra. Il Land è fra gli epicentri della violenza politica dell’ultradestra – ricorda Lena – questo è il brodo di coltura in cui è cresciuta Afd. Il voto serve solo a uniformare il doppio-volto dei fascisti».
NELL’ANALISI delle intenzioni di voto fra i giovani, la Linke con il 51% è il primo partito e anche l’unica opposizione rossa, alla luce della spaventosa debolezza della Spd stimata al 6% che candida Armin Wilingmann con la sola speranza di superare la soglia di sbarramento parlamentare. Ininfluente, come i Verdi della candidata Susan Sziborra-Seidlitz, dati al 6%, e i liberali rappresentati da Lydia Hüskens, inchiodati al 3%. Gli unici che possono immaginare di fare (in qualche modo) da ago della bilancia nella formazione del governo locale sono i sovranisti di sinistra del Bsw la cui candidata Claudia Wittig è la prima pontiera della collaborazione con Afd.«Che resta il male assoluto», per dirla con il seminarista appena uscito dalla cattedrale di Magdeburgo che ospita le spoglie di Ottone il Grande, anche se lui si ispira a un sassone ancora più ostinato: «Martin Lutero qui non cedette alla riforma “di destra” imposta da Roma. Faremo lo stesso con Afd», riassume l’irriducibile contro-riformato.
