Asia occidentale Un pilota ha aggredito il comandante su un volo FlyDubai, è stato fermato dai passeggeri
I passeggeri del volo Dubai-Tel Aviv arrivano all’aeroporto Ben Gurion – Ap/Ohad Zwigenberg
Sono rientrati ieri sera a Tel Aviv sani e salvi tutti i 174 passeggeri del volo FZ1073 della FlyDubai, al centro ieri, secondo le autorità israeliane, di un tentativo di dirottamento o di un piano per schiantare il Boeing 737 in territorio israeliano.
Indagini sono in corso in Arabia saudita, dove l’aereo è atterrato in seguito a una colluttazione tra i due piloti e a un accoltellamento che ha rischiato di far precipitare il velivolo. Ma per il premier israeliano Netanyahu, il ministro della difesa Katz e il resto del governo l’accaduto è stato un atto terroristico, non andato in porto solo per «l’eroismo» di alcuni passeggeri che hanno bloccato e immobilizzato il copilota che aveva accoltellato il comandante. I media locali, nel riportare le testimonianze dei passeggeri hanno parlato di «un eroismo straordinario e circostanze quasi miracolose che hanno scongiurato una catastrofe aerea». «Si è trattato di un incidente di sicurezza altamente grave», ha commentato Netanyahu che si è rivolto alla popolazione riferendo di un tentativo di far precipitare l’aereo della FlyDubai sebbene sia ancora da accertare. Poi ha incontrato il passeggero che è entrato per primo nella cabina di pilotaggio per fermare il presunto attentatore.
L’ACCADUTO È SUBITO finito al centro della campagna elettorale. La maggioranza ha fatto notare che, 24 ore prima, Netanyahu aveva lanciato l’allarme su un piano di attacco contro Israele nel mese finale della campagna per le elezioni del 27 ottobre. In sostanza, secondo questa narrazione, il premier avrebbe dimostrato le sue preoccupazioni per la sicurezza di Israele lanciando un allarme tempestivo, mentre l’opposizione continua ad accusarlo di aver ignorato le segnalazioni giunte da più parti prima del 7 ottobre 2023 sul piano di attacco di Hamas.
L’OPPOSIZIONE ACCUSA la maggioranza di voler sfruttare la vicenda per recuperare consensi. Il suo leader, Yair Lapid, ha riferito che, nel colloquio avuto martedì con Netanyahu, il premier non ha fatto cenno a un possibile dirottamento aereo.
La prima avvisaglia ieri è arrivata dai dati di volo. L’aereo procedeva normalmente quando, poco dopo essere entrato nello spazio aereo giordano, ha iniziato una brusca e inspiegabile discesa. In meno di trenta secondi ha perso quasi 14mila piedi di quota, passando da circa 33-34mila piedi a poco più di 19mila. In quel momento, secondo una ricostruzione dei fatti, nella cabina di pilotaggio era già in corso una colluttazione tra i due piloti. Alle 8.31 circa, ha riferito il portale israeliano Ynet, l’aereo ha trasmesso il codice 7500 utilizzato in aviazione per indicare un’interferenza illecita e, in particolare, un possibile dirottamento. Due caccia israeliani sono stati fatti decollare per intercettare l’aereo. Ma il Boeing, nel frattempo, ha cambiato rotta verso l’Arabia saudita, compiendo una traiettoria irregolare in direzione di Tabuk, nel nord-ovest del regno.
Fermi immagine da video girati a bordo dell’aereo Flydubai
UNA PASSEGGERA ha raccontato di aver sentito delle urla provenire dalla parte anteriore dell’aereo. «Poi hanno aperto la cabina di pilotaggio e abbiamo visto tantissimo sangue», ha raccontato. Un uomo aveva colpito uno dei piloti con un coltellino. Il comandante, coperto di sangue e a terra, sarebbe comunque riuscito ad azionare l’apertura della porta del cockpit, ricevendo così aiuto da un passeggero e da un membro dell’equipaggio. La donna ha descritto anche il momento nel quale i passeggeri hanno percepito che l’aereo stava entrando in picchiata: «Abbiamo sentito che stavamo per precipitare». Un video mostra due uomini a terra e passeggeri che presidiano l’ingresso della cabina di pilotaggio.
Un elemento decisivo è stato la presenza a bordo di altri piloti. Si trattava di membri dell’equipaggio che, secondo una versione, avrebbero dovuto sostituire i primi piloti durante il volo. Sarebbero stati loro a prendere il controllo dell’aereo e a portarlo a Tabuk.
L’ASSOCIATED PRESS ha aggiunto che, tra i passeggeri intervenuti, vi erano anche uomini delle forze di sicurezza israeliane, nonché un medico e un’infermiera che hanno soccorso il pilota ferito. Alle 9.45 il Boeing è atterrato senza ulteriori incidenti a Tabuk ed è stato circondato da militari sauditi. Dopo ore è arrivato un aereo sostitutivo della FlyDubai che ha riportato i passeggeri a Tel Aviv. L’atterraggio in Arabia saudita ha aggiunto un aspetto politico alla vicenda, per la soddisfazione di Israele che da anni tenta, senza successo, di normalizzare le relazioni con Riyadh per isolare maggiormente i palestinesi e la loro causa.
I sauditi resistono alle pressioni, anche statunitensi, ma dal 2022 consentono ai voli israeliani di attraversare il proprio spazio aereo e in passato hanno già gestito atterraggi di emergenza di aerei con cittadini israeliani a bordo.
LA NAZIONALITÀ dei due piloti è uno degli aspetti più misteriosi. Gli israeliani indicano il copilota aggressore come un omanita e il comandante come cittadino degli Emirati che, invece, secondo altri resoconti, sarebbe indiano. Inizialmente erano state riferite altre nazionalità, arrivando a parlare di piloti russo e ucraino. La FlyDubai ha invitato a non formulare conclusioni premature. L’agenzia Reuters ha scritto che non è ancora chiaro neppure il motivo della lite tra i due piloti.
