Roghi e spari nel villaggio della Cisgiordania interamente cristiano. Il parroco, padre Bashar Fawadleh ha raccontato l’episodio denunciando violenze fisiche a danno dei palestinesi che vivono nei territori occupati e lanciato un appello alla Comunità internazionale per garantire la protezione della popolazione e il diritto a vivere in pace e sicurezza
“Nella serata di ieri, martedì 10 giugno, intorno alle ore 20.30, diversi giovani sono stati ostacolati e aggrediti dai coloni mentre aiutavano alcuni residenti locali a spegnere un vasto incendio appiccato deliberatamente nei pressi di Jabal Al-Masis e divampato fin sopra le colline Più persone hanno subito violenze fisiche e percosse, alcuni veicoli sono stati danneggiati, beni personali sono stati rubati e sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco in tre diverse occasioni, mettendo così in pericolo la vita dei civili”. E’ il racconto concitato del parroco di Taybeh, il villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, rilanciato dall’Agenzia Sir.
Taybeh un villaggio palestinese della Cisgiordania occupata. È un luogo caro ai cristiani. Nei Vangeli c’è scritto che Efraim (l’attuale Taybeh) fu il villaggio scelto da Gesù per ritirarsi con i suoi discepoli in quanto, dopo la risurrezione di Lazzaro, i sommi sacerdoti e i farisei avevano deciso di ucciderlo.

Nel Vangelo di Giovanni c’è scritto: “Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché essi potessero prenderlo”.
Taybeh è oggi un villaggio interamente cristiano. Ebbene, nelle ultime ore i coloni sionisti lo hanno attaccato ancora una volta.
“Diversi giovani di Taybeh sono stati ostacolati e aggrediti dai coloni mentre aiutavano alcuni residenti locali a spegnere un vasto incendio appiccato deliberatamente nei pressi di Jabal Al-Masis e divampato fin sopra le colline. Molte persone hanno subito violenze fisiche e percosse, alcuni veicoli sono stati danneggiati, beni personali sono stati rubati e sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco in tre diverse occasioni, mettendo così in pericolo la vita dei civili”. Questo l’ha appena raccontato padre Bashar Fawadleh, il parroco di Taybeh.
E ancora: “Questo episodio si inserisce in un più ampio contesto di violenze e intimidazioni che continua a minacciare la sicurezza e il benessere degli abitanti di Taybeh”.
Il parroco ha chiesto alla Comunità internazionale e alle Chiese di tutto il mondo di intervenire affinché venga messa fine alle violenze.
Campi incendiati, molotov contro le case, furti (i coloni israeliani sono oltretutto ladri indecenti) e violenze sugli abitanti. I coloni israeliani fanno tutto questo e lo fanno con il sostegno dell’IDF e del governo israeliano.
INTANTO IL COMUNE DI MARZABOTTO ha approvato il Patto di gemellaggio con il comune di AinArik in Cisgiordania
Ieri sera dopo una lunga discussione con i rappresentanti dell'opposizione si è approvato il patto di gemellaggio tra il paese Palestinese di AinArik e Marzabotto!
Un grandissimo grazie alla Sindaca Valentina Cuppi che insieme alla sua giunta ha emendato il documento (che presto si potrà consultare) che è davvero chiaro, informato e limpido negli intenti e nei prossimi passi da concordare per proseguire con progetti di Cooperazione e incontro tra le due comunità
