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L'appello. Chiediamo al Governo Draghi di respingere con nettezza in sede europea il tentativo di 10 paesi guidati dalla Francia di fare passare - nella tassonomia europea - il nucleare come energia verde e rinnovabile.

questo è il link alla petizione

Proteste contro il nucleare

 

Al Presidente del Consiglio Mario Draghi

Al Ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani

Al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Noi elettrìci ed elettori che abbiamo votato NO al nucleare nel referendum popolare del 2011 il cui risultato ha bloccato per la seconda volta – dopo quello del 1987 – il tentativo di costruire centrali nucleari in Italia per produrre elettricità non abbiamo dimenticato né i disastri di Three Miles Island, né di Chernobyl, né di Fukushima per la salute delle persone e per l’ambiente. Per questo chiediamo al Governo Draghi di respingere con nettezza in sede europea il tentativo di 10 paesi guidati dalla Francia di fare passare – nella tassonomia europea – il nucleare come energia verde e rinnovabile.

Le energie rinnovabili non sconvolgono i cicli naturali, non modificano la struttura delle cose. Si limitano ad usare forze naturali come sole, vento, calore naturale della terra, forza delle acque per produrre energia elettrica.

Questa è l’unica strada per affrontare lo stravolgimento in atto del clima a causa dell’uso dei combustibili fossili che producono CO2 e delle emissioni di metano che da decenni viene disperso nell’atmosfera.

L’allarme sullo stravolgimento climatico (da ultimo il rapporto IPCC dell’ONU) è sacrosanto e le iniziative per rimediare debbono essere forti e tempestive per bloccare l’innalzamento della temperatura della terra entro un grado e mezzo, mentre il rischio è che si arrivi al doppio.

10 paesi europei, capofila la Francia, invece propongono un trucco linguistico per parificare il nucleare alle energie rinnovabili, per evitare di prendere impegni per ridurre effettivamente al loro interno l’uso dei combustibili fossili per rispettare gli impegni dell’accordo di Parigi.

Il tempo stringe e nel poco tempo che ci resta il nucleare oggi possibile è quello della generazione “III+”, che l’Italia ha evitato con il referendum, e che ha accumulato ritardi ultra decennali sia in Francia (Flamanville) che in Finlandia (Olkiluoto) con una quintuplicazione dei costi e che comunque non potrebbe contribuire a raggiungere entro il 2030 il risultato di ridurre almeno del 55% le emissioni climalteranti, CO2 in testa. Per di più nessuno scenario UE attuale contempla nuove installazioni nucleari finalizzate all’obiettivo del 55% di emissioni in meno.

Verniciare il nucleare di verde è pura propaganda ed è contro gli impegni di Parigi per il clima. Se l’Unione Europea dovesse accettare la pretesa della Francia e degli altri paesi l’unico risultato sarebbe consentire l’uso dei fondi del Next Generation EU per finanziare l’industria di stato francese (Areva); per prolungare oltre i 40 anni la vita dei vecchi reattori russi (VVER) siti in R. Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria; per finanziare l’installazione in Polonia di centrali EPR francese e ABWR americana; per le enormi spese necessarie per lo smantellamento del sovra dimensionato nucleare civile francese che, altrimenti, ricadrebbero sui contribuenti nazionali.

Sono noti i rischi del nucleare non solo in caso di catastrofe globale – già prevista dalla IAEA, che fu costretta ad introdurre questo tipo di rischio nella scala INES prima di Fukushima – ma per incidenti gravi e per la diffusione della contaminazione radioattiva a causa del normale funzionamento delle centrali e allo smaltimento delle scorie, radioattive anche per tempi lunghissimi dopo la fine dell’esercizio.

Per alcuni Paesi il nucleare civile è base necessaria per un armamento atomico, come la “force de frappe” della Francia. Occorre impedire che parte dei finanziamenti europei per le energie rinnovabili finisca per sostenere una scelta strategico-militare al di fuori delle scelte europee e ancora di più degli obiettivi del Next Generation EU.

Per questo chiediamo al Governo italiano di impegnarsi a bloccare il tentativo in sede europea di equiparare il nucleare alle energie rinnovabili, se necessario ricorrendo al veto dell’Italia.

 

Primi Firmatari

Mario Agostinelli

Vittorio Bardi

Mauro Beschi

Ferdinando Boero

Silvia Bonanin

Federico Butera

Luciana Castellina

Duccio Campagnoli

Domenico Gallo

Alfonso Gianni

Alfiero Grandi

Silvio Greco

Oreste Magni

Silvia Manderino

Rossella Muroni

Vincenzo Naso

Daniela Padoan

Antonio Pileggi

Enzo Pranzini

JacopoRicci

Simona Sambati

Massimo Scalia

Massimo Serafini

Alexey Sorokin

Guido Viale

Massimo Villone

Vincenzo Vita

La testa del corteo ha raggiunto la Rocca Maggiore Assisi!
 
Video in diretta registrato
 
 

Faenza 11 10 2021

Alla CGIL di Faenza.

I Sindacati sono un presidio fondamentale di democrazia e dei diritti dei lavoratori

Overall-Faenza Multiculturale esprime la propria vicinanza e solidarietà a tutta la CGIL, in particolare alla sede di Roma, oggetto degli attacchi dei manifestanti guidati da squadristi della destra estrema e neofascisti di Forza Nuova, esprime inoltre solidarietà alle forze dell'ordine, decine di loro sono state ferite per difendere i luoghi istituzionali.

Il pieno diritto a manifestare e a portare le proprie opinioni nel dibattito pubblico non può sfociare in azioni di violenza.
La violenza intimidatoria di queste azioni è solo l'ulteriore atto di un disegno politico volto a colpire le istituzioni e a minare il senso di responsabilità e fiducia nel funzionamento della nostra democrazia. I sindacati sono un presidio fondamentale della nostra democrazia e della nostra Repubblica fondata sul lavoro. Gli attacchi ai sindacati vanno contrastati perché sono attacchi a noi stessi.
Overall-Faenza Multiculturale condanna quanto sta succedendo e invita l'amministrazione comunale, le altre forze politiche faentine e la società civile a prestare la massima attenzione su questi temi.

Overall Faenza Multiculturale


COMUNICATO STAMPA

“E’ successo. Può succedere ancora”

Primo Levi                                       

 Appena abbiamo saputo dell’azione squadristica di ieri a Roma, dell’assalto alla sede nazionale della CGIL, abbiamo pensato all’avvertimento di Primo Levi, il suo testamento politico. 
“E’ successo. Può succedere ancora

Inviamo alla CGIL di Ravenna, alla CGIL nazionale e alla stampa locale la nota di solidarietà e di condanna dell’azione squadristica che abbiamo appena ricevuto dal CDC nazionale, del quale facciamo parte.
Il fascismo, nelle sue vecchie e nuove forme, va preso molto sul serio. E affrontato sempre senza sottovalutazione alcuna.

Umberto Eco ha parlato di fascismo eterno. Impossibile leggere il futuro.

Necessario è però leggere il presente. Ovunque ci sia violenza e disprezzo per chi si ha di fronte, persone differenti o simboli assai significativi, come è la CGIL, luogo che significa dignità di chi lavora, questa è violenza fascista, qualunque sia il nome con il quale si “rivernicia”.

Maria Paola Patuelli
Portavoce coordinamento per la Democrazia Costituzionale della Provincia di Ravenna

10 ottobre 2021

Ferma e dura condanna degli scontri provocati da una parte dei manifestanti delle manifestazioni a Roma e in particolare dell'assalto alla sede nazionale della Cgil, a cui va tutta la nostra solidarieta'. L'assalto al sindacato e' un comportamento fascista inaccettabile.
Quando le manifestazioni degenerano in questo modo non è più dissenso ma attacco squadrista e provocazione alla democrazia del nostro paese.
La destra fascista e squadrista sta utilizzando manifestazioni di dissenso come occasione e copertura per provocazioni che vanno respinte con determinazione.
Le riprese dell'assalto alla sede della Cgil e le provocazioni in altre parti del centro di Roma, compreso il tentativo di assalto alle sedi istituzionali, consentono di individuare i responsabili che vanno perseguiti con determinazione facendo rispettare il principio della Costituzione che il fascismo e i suoi attacchi squadristi sono fuori legge.

 

CGIL Nazionale (@cgilnazionale) Tweeted:
Noi ai fascisti rispondiamo così: domani tutte le nostre sedi saranno aperte e davanti alla #Cgil nazionale si terrà un presidio democratico.
Appuntamento a partire dalle 10 e in diretta su

https://t.co/KQMZ0DGNsJ https://t.co/4WiUqIhj18

https://twitter.com/cgilnazionale/status/1446927664669995010?s=20

 

Emergency - Wikipedia

“EMERGENCY non ha lasciato e non lascerà l’Afghanistan. Proseguiremo a impegnarci per garantire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, e a formare medici e infermieri specializzati. Ora più che mai è necessario non disattendere le aspettative degli afgani, che la comunità internazionale ha nutrito per vent’anni e ha poi spezzato,”

Così Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, che è stata audita oggi pomeriggio dalle Commissioni 3° e 4° del Senato riunite in merito all’intervento internazionale in Afghanistan.

EMERGENCY è infatti presente in Afghanistan dal 1999 con due Centri chirurgici per vittime di guerra nelle località di Kabul e Lashkar-gah, un Centro chirurgico e pediatrico, un Centro di maternità ad Anabah, nella Valle del Panshir, e una rete di 44 Posti di primo soccorso.

Nei primi otto mesi del 2021, i suoi ospedali hanno già ricoverato 4.158 pazienti vittime di guerra. Si tratta di un aumento del 152 per cento rispetto al 2011, quando la guerra era già in corso da 10 anni.

Oltre a ribadire la volontà di EMERGENCY di rimanere nel Paese, Miccio si è appellata al Parlamento affinché L’Italia contribuisca al più presto all’Appello urgente lanciato dalle Nazioni Unite per raggiungere 1,2 miliardi di dollari in aiuti umanitari e di cooperazione allo sviluppo, in modo da far fronte all’incerta situazione del Paese, vicino al collasso economico.

“È fondamentale garantire con urgenza protezione e assistenza umanitaria ai 39 milioni di afgani rimasti nel Paese - ha spiegato Miccio -. Esortiamo l’adozione di ogni misura necessaria per inviare velocemente gli aiuti umanitari alla popolazione in stato di bisogno, lavorando per il ripristino dei trasferimenti bancari indispensabili per il supporto dei progetti di assistenza umanitaria già in corso e di quelli nuovi che saranno necessari.

La Presidente di EMERGENCY ha inoltre ribadito l’assoluta miopia di una politica di chiusura dei confini europei agli afgani in fuga e la necessità di iniziative che inizino a costruire la pace attraverso la pratica dei diritti, non soltanto con le parole

“Esortiamo la promozione di ogni strumento disponibile, inclusi meccanismi efficaci di trasferimento e ricollocamento ad assicurare la protezione internazionale agli afgani in Europa, alle decine di migliaia che, da anni bussano alle nostre porte scappando dalla guerra e a quelli che in questo frangente stanno lasciando il Paese, adottando come unico criterio il rispetto della dignità e dei diritti umani.” - ha concluso Miccio.

EMERGENCY ONG Onlus

è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità

alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Da allora EMERGENCY ha curato oltre 11 milioni di persone, una ogni minuto.

EMERGENCY promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

 

Il lavoro di EMERGENCY è possibile grazie al contributo di privati cittadini, aziende, fondazioni, enti internazionali e alcuni dei governi dei Paesi

dove lavoriamo, che hanno deciso di sostenere il nostro intervento.

Per sostenere il lavoro di EMERGENCY e offrire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno:

https://sostieni.emergency.it/