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Mappa porti in sciopero 30 ottobre

Il coordinamento della Rete Overall di Faenza, appoggia le motivazioni alla base dello sciopero e ritiene importante che ogni associazione aderente valuti come partecipare alle diverse iniziative che si svolgeranno a Ravenna venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero internazionale dei lavoratori portuali contro le guerre, il riarmo, il genocidio in Palestina e l’uso dei porti per trasportare armi, munizioni, equipaggiamenti militari o truppe verso zone di guerra, promosso nella riunione di Istanbul nel maggio 2026 da 7 sindacati di categoria dell’area mediterranea.
Queste iniziative sono ancora più importanti oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Dogane di Ravenna, la quale si era opposta all'accesso agli atti, da parte della giornalista investigativa Linda Maggiori, sui dati del transito nel porto di Ravenna di armi, munizioni ed esplosivi.
Quindi i dati si possono avere! Secondo il Consiglio di Stato, “ ...la ostensione di questi dati – soltanto numerici riferiti ad un periodo già decorso – ...possa rappresentare un ragionevole punto di equilibrio per non svuotare di effettività la normativa sulla trasparenza”.
Sulla trasparenza c'è ancora molto da fare, se pur timidamente anche dalle istituzioni locali viene qualche segnale, il Comune e la Regione, hanno proposto di “istituire un osservatorio nazionale sui traffici di armamenti da tutti i porti italiani e senza dati nascosti sulle destinazioni”.
Questa richiesta va assolutamente sostenuta e rilanciata, anche se sarebbe necessario andare oltre il, pur importante, pronunciamento del Consiglio di Stato, infatti, oltre ai dati meramente numerici sui materiali bellici movimentati in tutti i porti, sarebbe necessario poter conoscere, in tempo reale, anche la tipologia, la provenienza e soprattutto la destinazione, per essere certi che quanto prevede la legge 185/90 non sia eluso.
Per tutto questo è necessario approfondire tutte le informazioni e le ricerche, allargare la consapevolezza e le mobilitazioni, non solo degli attivisti, dobbiamo coinvolgere parti sempre più ampie di lavoratori, di sindacati, dell'opinione pubblica, per costringere i decisori politici, non solo nazionali, a cambiare rotta, ad investire sul futuro, non nelle armi.
Faenza 22 10 2026 Coordinamento Overall Rete multiculturale Faenza