Il consiglio direttivo della sezione “S. Camprini” di Ravenna dell’Associazione Mazziniana Italiana, riunita in data il 12 gennaio 2016 prende atto del voto espresso dal parlamento in merito alla riforma istituzionale del nostro Paese.
Esprime di conseguenza il proprio netto dissenso ad una riforma che trasforma il Senato della Repubblica in un organo ibrido, non più rappresentativo della nazione e di cui non si capisce bene quale tipo di rappresentanza possa esercitare. Pertanto mentre annuncia che svolgerà campagna atta a favorire un deciso no al referendum costituzionale detto confermativo, voluto dal governo in carica, in contrasto con quanto stabilito dagli articoli 75 e 138 della nostra carta Costituzionale.
Invita le rappresentanze regionali e nazionali dell’A.M.I: a sostenere i Comitati per il No che si stanno costituendo in vista della campagna referendaria.
Angelo Morini
Presidente del consiglio direttivo della sezione “Camprini” di Ravenna
Sulle unioni civili il sen. Collina tira il freno
Notizie di stampa riportano il sen. Collina agli onori della cronaca. Reca la sua firma, infatti, l’emendamento che potrebbe mettere un altro bastone fra le ruote al disegno di legge in discussione al Senato sulle unioni civili.
Il vertice del Pd continua a dirsi certo che la legge passerà, ma gli ostacoli da superare sono ancora molti, vengono anche dall’interno dello stesso Pd e nel conto va messo il possibile ricorso al voto segreto su alcuni articoli.
Siamo fra gli ultimi in materia di diritti civili, il segretario generale del Consiglio d’Europa ha sollecitato l’Italia a non perdere altro tempo, pochi giorni fa le piazze di cento città hanno confermato che il paese reale è più avanti della politica. Il sen. Collina ha chiarito da che parte sta: è fra quelli che continuano a tirare il freno.
L’Altra Faenza
Faenza, 27 gennaio 2016
Vertenza 3C, a pagare sono sempre i lavoratori
I lavoratori della 3C Casalinghi hanno espresso pubblicamente disagio e amarezza per come si sta risolvendo la crisi della loro azienda. Hanno ragione e “L’Altra Faenza” conferma di essere al loro fianco. L’impegno deve continuare perché sia trovata una soluzione idonea per quelli che hanno perso il posto di lavoro.
La vicenda della quale sono involontari protagonisti è purtroppo una delle tante che in questi anni stanno segnando profondamente il nostro territorio. Licenziamenti, delocalizzazioni, cessioni di rami d’azienda e altre misure adottate - per necessità, ma anche in modo strumentale - da tante imprese, hanno avuto invariabilmente l’effetto di colpire le lavoratrici e i lavoratori, la loro condizione, i progetti di vita delle loro famiglie. A questo si aggiunge il dilagare dei voucher, una vera e propria pratica di lavoro nero legalizzato che comporta precarietà, basse retribuzioni e negazione dei diritti più elementari.
Chi continua a parlare di uscita dalla crisi e di un’Italia “locomotiva in Europa”, descrivendo una realtà lontana da quella che tanti vivono sulla loro pelle, venga a spiegarlo ai lavoratori della 3C e alle altre centinaia che a Faenza vivono la stessa drammatica condizione.
Faenza, 14 gennaio 2016
L’Altra Faenza
Comunicato Stampa
Rifiuti in Regione: bene l'impostazione del Piano, ma nei territori serve coerenza sugli impianti
Mentre il documento della Regione indica la strada della riduzione e del riciclaggio, Comuni ed Aziende spingono sul business degli smaltimenti
La richiesta di enorme ampliamento della discarica di Imola, la volontà del comune di Piacenza di non chiudere l'inceneritore, l'iter di ampliamento del forno di Parma vanno in senso contrario alle indicazioni di Piano
L'approvazione in Giunta Regionale del documento definitivo del Piano Rifiuti dell’Emilia Romagna - da ratificare poi in Consiglio - sembra confermare l'impostazione generale del documento già adottato in precedenza e gli elementi di forte novità: la priorità data alla riduzione del rifiuto indifferenziato e all’aumento della percentuale di riciclaggio, la marginalizzazione di discariche e l'esaurirsi della funzione di due inceneritori. Purtroppo in questi stessi giorni si stanno attuando scelte locali che appaiono in pieno contrasto con la strada dell’economia circolare e da quanto indicato dal Piano.
In attesa di un approfondimento puntuale sulla corposa documentazione del Piano, alcune scelte generali si possono già individuare; il Piano sembra muoversi in coerenza con la recente ed innovativa legge regionale sui rifiuti, indicando un obiettivo al 2020 del 73% di raccolta differenziata con una forte riduzione dei rifiuti prodotti e degli smaltimenti, grazie anche alla tariffazione puntuale. Uno scenario che dovrebbe portare a ridurre gli impianti di smaltimento e favorire una loro sostituzione con impiantistica di recupero più moderna e a maggior utilizzo di personale addetto.
Sui territori in questi giorni la musica è purtroppo molto diversa: a Parma, Imola e Piacenza le aziende, quando non le stesse amministrazioni locali, spingono invece nella direzione opposta.
Leggi tutto: Legambiente sui rifiuti in regione: nei territori serve coerenza sugli impianti
A tutte le organizzazioni che rifiutano la guerra, gli interventi militari del governo italiano, Il mercato delle armi.
Carissime carissimi,
Il 16 gennaio 2016 saranno esattamente 25 anni dai primi bombardamenti USA nella prima guerra d'Iraq, con i quali si è dato avvio a quella terza guerra mondiale a pezzi di cui ha parlato Papa Francesco. Questa guerra giustificata per ripristinare il diritto e combattere il terrorismo si è invece alimentata di se stessa trascinando tutto il mondo in un piano inclinato che non pare avere fine. La guerra non è la risposta al terrorismo, ma lo alimenta, come gli sporchi affari, i conflitti di potenza, la vendita delle armi che fanno crescere i conflitti su se stessi.
Dopo 25 anni di disastri della guerra sarebbe ragionevole dire basta, invece dopo le stragi terroriste di Parigi tutta l'Europa è in preda ad una furia bellicista che porterà solo nuovi danni e nuovi lutti.
Questa volta, inoltre, la guerra si intreccia sempre di più con misure autoritarie e liberticide che colpiscono al cuore le democrazie europee, prima fra tutte la decisione del governo francese di decretare lo stato d'emergenza e di pretendere la revisione autoritaria della Costituzione, misure che rischiano di fare ai popoli europei danni come il terrorismo. La guerra è alimentata da uno spirito securitario e xenofobo che colpisce i migranti assieme ad ogni forma di dissenso e conflittualità sociale.
Per queste ragioni nella prima assemblea comune delle persone e delle organizzazioni che hanno sottoscritto la PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP abbiamo deciso di mobilitarci contro la guerra, chiunque la faccia e quale che sia la motivazione nel farla. Il 16 gennaio ci sembra la data giusta per ricominciare a manifestare, affermando: SE 25 ANNI DI GUERRA VI SEMBRAN POCHI....BASTA GUERRA.
Vorremmo fare del 16 gennaio un appuntamento comune di mobilitazione di tutte le forze autenticamente e rigorosamente contro la guerra. Anche se su altri temi ci possono essere e ci sono valutazioni e proposte diverse, pensiamo che chi è davvero contro la guerra dovrebbe manifestare comunque assieme.
Per questo proponiamo che il 16 gennaio sia una giornata di mobilitazione di tutti coloro che, lo ripetiamo, rifiutano comunque la guerra ed il coinvolgimento dell'Italia in essa. Questa mobilitazione può avvenire in iniziative comuni, che noi proponiamo in particolare a Roma, ma anche con iniziative differenziate e solidali tra loro , l'importante è far sentire forte la voce di chi, dopo 25 anni, dice basta.
Sulle modalità di organizzazione della mobilitazione in modo che tutto il pluralismo della mobilitazione sia rappresentato, siamo interessati a confrontarci quanto prima, non abbiamo alcun interesse a definire supremazie su un tema così importante. Naturalmente la data non è modificabile, non per nostra scelta, ma per il significato storico e politico del 16 gennaio 1991.
In attesa di sentirci e misurarci sull'organizzazione pratica della proposta vi inviamo un caloroso saluto.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP
Dicembre 2015
Manifestazione a Roma, sabato 16 gennaio, ore 14,
Da piazza Esquilino (nei pressi della Stazione Termini)