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La legge del male C’è una costante nelle iniziative legislative di questo governo di destra-destra che è oramai una caratteristica di tutti i governi della internazionale razzista alla cui costruzione abbiamo assistito in questi ultimi decenni 

Persone migranti e rifugiate alla deriva su una barca di legno sovraffollata (AP Photo/Pau de la Calle) Un gruppo di persone a bordo di una barca di legno sovraffollata

C’è una costante nelle iniziative legislative di questo governo di destra-destra che è oramai una caratteristica di tutti i governi della internazionale razzista alla cui costruzione abbiamo assistito in questi ultimi decenni.

Pretendono sempre meno vincoli e regole per se stessi e per l’esercizio del loro potere e fabbricano ossessivamente limiti e barriere per tutti quelli che considerano loro nemici, senza curarsi minimamente delle conseguenze.

Di questa categoria fa parte l’ultima tragica follia firmata Meloni-Piantedosi andata in onda ieri in Cdm.

Abbiamo oramai perso il conto di quanti interventi legislativi questa maggioranza ha promosso e approvato in materia di immigrazione e asilo. Si tratta di una vera ossessione. L’ultimo ddl, che contiene peraltro la legge che delega al governo l’implementazione in Italia dell’orrendo Patto europeo migrazioni e asilo, tra le tante perle ne contiene una davvero insopportabile e che ripropone la criminalizzazione di chi salva vite in mare nonché un aumento degli ostacoli per le operazioni di ricerca e salvataggio operate dalle organizzazioni non governative.

L’articolo 10 di questo provvedimento, nella versione circolata ieri, introduce per la prima volta una ulteriore barriera al salvataggio delle vite delle persone a rischio di naufragio: l’interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima per minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. La lista delle multe e dei provvedimenti volti ad impedire l’operatività delle imbarcazioni che fanno ricerca e salvataggio è lunga e articolata. E le parole che ricorrono spiegano bene la cultura di questo governo: sanzione, violazione, interdizione, confisca. Per gli altri. Per loro invece mano libera e assenza di limiti.

Infatti la principale caratteristica del provvedimento di interdizione temporanea, che sarà deliberato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno, ovviamente è la totale discrezionalità. Chi decide che c’è una minaccia grave? Chi decide che c’è un «rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale»? Oppure che c’è una «pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini»? Solo il governo.

Forse invidiosi di quel che il loro amico Trump sta facendo negli Stati Uniti con i famosi “ordini esecutivi”, cercando di anticipare una forma di intervento del “governo del Presidente” introducono la delibera anti ong da attivare a loro discrezione.

Non potendo “prendere a cannonate” le imbarcazioni che salvano le persone a rischio di naufragio, o le stesse imbarcazioni dei migranti provenienti da Libia o Tunisia, come hanno sostenuto in questi anni i partiti che compongono questa maggioranza di destra-destra, scrivono una legge che impedisce di accedere alle nostre acque internazionali, e quindi di approdare nel porto sicuro più vicino, in pratica quando vogliono, dato che la misura della discrezionalità è quasi infinita.

Potete salvare queste persone dal naufragio quasi certo, e che sia molto probabile lo abbiamo visto con i 1500 morti di cui abbiamo avuto notizia nelle prime settimane del 2026, ma non potete portarli in Italia. Casomai altrove, magari in Albania.

Un vero capolavoro di cattiveria e di propaganda.

Di cattiveria perché Meloni e Piantedosi, e la loro terribile maggioranza, sanno che impedendo alle ong di operare, aumentando i casi di sequestro e i possibili reati, moriranno più persone. Ma loro non solo non sentono rimorsi, si preparano anche a dire l’esatto contrario, ossia che lo fanno per dissuadere le persone a partire, e quindi per ridurre il numero dei morti, come hanno fatto in questi anni a dispetto dei numeri e della realtà.

E un capolavoro di propaganda dato che l’aumento di reati e di divieti, palesemente illegittimi, andrà a sbattere contro interventi dei tribunali italiani e internazionali con ulteriori campagne di diffamazione e criminalizzazione.

Di fronte a questa nuova spinta verso lo stato di emergenza continua, la criminalizzazione e la limitazione della libertà di chiunque provi ad opporsi al disegno della maggioranza e al potere del governo, è necessario organizzare una opposizione sociale forte e unitaria, sperando che nel frattempo l’opposizione politica smetta di sperare negli errori della destra e metta in campo una azione di contrasto e denuncia visibile ed efficace.