Cemento amato La segretaria continua a sostenere l’amministrazione ma detta le sue condizioni: diritto all’abitare, inclusione sociale e accessibilità
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala – foto di Matteo Corner / Ansa
Solidarietà e vicinanza sì, ma servono cambiamenti concreti nella politica milanese. La linea della segretaria nazionale del Pd Elly Schlein e di quello milanese Alessandro Capelli si è chiarita ieri. Il lavoro più difficile arriva ora: passare dalle parole ai fatti. A partire dal profilo di chi sostituirà l’assessore alla rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi le cui dimissioni saranno ufficializzate al più tardi lunedì prima del consiglio comunale dove è atteso il sindaco Beppe Sala. Sarà una scelta fondamentale perché è l’urbanistica ad essere sotto accusa politica e giudiziaria, e dall’urbanistica discendono altre cose fondamentali come la casa, lo sviluppo, le ricadute sociali che le trasformazioni urbane comportano.
IERI UNA DELEGAZIONE del Pd milanese e lombardo ha incontrato il sindaco a Palazzzo Marino e ha chiesto cambiamenti e le dimissioni dell’assessore Tancredi. «È stato un incontro positivo», ha detto Capelli, «noi abbiamo espresso al sindaco la necessità di cambiamenti concreti e siamo rimasti d’accordo che ci rivedremo nel fine settimana». Dopo la telefonata di sostegno di giovedì sera, Elly Schlein ha inviato una nota scritta: «Anche per noi è importante capire bene i contorni precisi di questa vicenda. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura che dovrà accertare se ci sono state delle responsabilità penali individuali», ha scritto Schlein. «Al contempo ribadiamo che il Pd è al fianco del sindaco Sala e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità». È su questi temi che Schlein chiede un cambio di passo alla giunta e al Pd di Milano: «Oggi queste sfide sono diventate più pressanti e urgenti e richiedono segnali di innovazione e cambiamento. Il Pd di Milano darà il suo massimo contributo e supporto al sindaco in questa direzione».
TOCCHERÀ AL SINDACO concordare con i consiglieri comunali di maggioranza peso e portata di questi segnali di innovazione e cambiamento. Gli alleati di Avs chiedono che siano radicali, per l’area vicina a Italia Viva e Azione il modello Milano è invece da preservare e difendere. Qualche segnale può arrivare dal discorso che Sala farà al consiglio comunale. Fresco fresco sul tavolo c’è un tema grande come uno stadio: la vendita di San Siro a Inter e Milan. Pochi giorni prima della richiesta d’arresto dell’assessore all’urbanistica Tancredi e dell’indagine a carico dello stesso Sala, il sindaco aveva incontrato i capigruppo della sua maggioranza in una riunione piuttosto tesa. Tema all’ordine del giorno era proprio la delibera di vendita dello stadio. Indispettito da alcune obiezioni, Sala aveva lasciato quella riunione imponendo una tabella di marcia serrata: delibera di giunta in pochi giorni (lunedì 21 luglio), un paio di riunioni nelle commissioni consiliari e poi il voto in consiglio comunale entro il 31 luglio. Una timing che gli sviluppi delle indagini hanno fatto saltare: per il momento non è arrivata alcuna convocazione di giunta per lunedì.
FAR SLITTARE LA VENDITA dello stadio a data da destinarsi sarà un primo segnale di discontinuità, o anche solo di metodo nel rapporto con i suoi consiglieri di maggioranza.
L’altro tema su cui si attendono segnali di cambiamento è il Pgt, il Piano di governo del territorio, dentro al quale possono finirci politiche in discontinuità con quanto fatto fin’ora. C’è poi il tema della casa, centrale nel dibattito pubblico per i prezzi folli.
Passaggi non scontati perché il gruppo del Pd in consiglio comunale ha sempre difeso con orgoglio quanto fatto in questi anni, fino ad arrivare a votare a favore della legge Salva Milano solo pochi giorni prima dello stop al Senato tra le polemiche sollevate dagli urbanistici e dai sindaci di mezza Italia.
ORA UNA MEDIAZIONE tra la difesa del modello Milano e il superamento dello stesso andrà trovata, perché lo chiede anche la segretaria del principale partito che sostiene la giunta del sindaco Sala.
C’è solo una cosa su cui tutti sono d’accordo, anche a destra: non andare a elezioni anticipate. Punto primo perché nessuno dei due schieramenti ha un candidato sindaco spendile, punto secondo perché nessuno sa cosa promettere agli elettori milanesi. In questi giorni c’è solo una cosa che spaventa i politici milanesi quasi quanto le inchieste della magistratura: il giudizio dei cittadini.