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Toscana Sollievo di Conte e del Pd: ora si possono sciogliere i nodi anche nelle altre regioni al voto. Il presidente della Toscana: «Soddisfatto»

 Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, vota per il referendum nel comune di Sesto Fiorentino Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, vota per il referendum nel comune di Sesto Fiorentino, 8 giugno 2025 – Ansa

Avrà tirato un sospiro di sollievo Giuseppe Conte alla vista dei risultati del referendum interno al Movimento 5 Stelle sul secondo mandato di Eugenio Giani alla guida della regione Toscana. E più di lui, Elly Schlein, attaccata da un pezzo del suo partito per la tenacia con cui difende l’idea del campo largo. Ieri sera la direzione del Pd toscano ha ufficializzato, per acclamazione, la candidatura del presidente uscente con una coalizione composta anche da Avs, PiùEuropa, Sinistra civica ed ecologista e Italia viva, oltre che dai cinquestelle. Per ora l’alleanza tiene, a Firenze così come nel resto d’Italia.

LA CONSULTAZIONE su Skyvote dei militanti pentastellati, durata 48 ore, era basata su due opzioni: «Partecipare alla prossima elezione regionale in assoluta autonomia, con un proprio candidato presidente o dare mandato ai vertici del M5S per concludere un accordo chiaro e per iscritto, che richiami puntualmente i progetti e gli obiettivi individuati come assolutamente imprescindibili». Tra questi lo stop al nuovo aeroporto di Firenze, la revisione del piano dei rifiuti appena approvato, il no alle basi Nato a Firenze e Pisa e un patto per la legalità. Ha vinto, con il 60%, l’alleanza con il Pd, nonostante la contrarietà dei quadri del movimento toscano, sempre all’opposizione nel consiglio regionale. La partecipazione della comunità «dilaniata e lacerata», come l’aveva definita Conte, non è stata alta: dei 5.202 aventi diritto ha espresso la propria preferenza solo il 49,4%. Ma l’obiettivo è stato raggiunto e il centrosinistra ci legge un via libera per gli accordi nelle altre regioni che andranno al voto nei prossimi mesi.

«IN TOSCANA abbiamo dato vita a un processo decisionale ampio e trasparente che non si è limitato a rispondere a un quesito posto dall’alto, ma che ha contemplato tante riunioni a vari livelli territoriali, coinvolgendo tutti gli iscritti in un dibattito franco e maturo», ha commentato il presidente del movimento, dichiarandosi «orgoglioso di far parte di una comunità viva, che si confronta, discute, a volte anche animatamente ma sempre per cercare le soluzioni migliori per il bene dei cittadini». Anche se si è trattato di poco più di mille voti, la consultazione serviva più che altro ad uscire dall’impasse. Presto, ha annunciato Conte (che ha dato il suo benestare anche a Matteo Ricci nelle Marche, nonostante l’inchiesta per corruzione che lo riguarda) ci sarà un incontro con Giani «per verificare con rigore che siano rispettate e messe nero su bianco le condizioni che la comunità territoriale ha ritenuto prioritarie per sottoscrivere un accordo programmatico». Dal canto suo Giani, che ha resistito anche ai dubbi della segretaria Schlein, si è detto «soddisfatto» dell’esito della consultazione del M5s, dato che «apre la strada alla costruzione di una coalizione progressista per le prossime elezioni regionali».

NATURALMENTE compiaciuti sono anche i vertici dei democratici, che temevano il disconoscimento della linea della segretaria Schlein. «Siamo convinti che l’alleanza tra le forze progressiste sia la strada giusta per il futuro della Toscana così come più in generale per dare all’Italia l’alternativa al governo della destra», ha affermato Igor Taruffi, responsabile organizzazione del partito e tessitore degli accordi per le regionali. Anche il resto del Pd, toscano e nazionale esulta per il «nuovo fronte largo» e definisce il percorso fatto per confermare Giani «un laboratorio di avanguardia su diritti, welfare, sanità pubblica e transizione ecologica».

SOLLIEVO ANCHE nello staff di Conte per aver scongiurato la possibilità di presentarsi da soli al voto e quindi il rischio di sparire dal quadro politico della regione. Ora possono trattare con gli alleati sulle altre regioni. Come la Calabria, dove il M5s ha un consenso elettorale che ambisce a far pesare nella scelta del sostituto del dimissionario Roberto Occhiuto. O la Campania, dove Roberto Fico aspetta il via libera definitivo.