La protesta Università occupate a Roma, Napoli e Padova. A Livorno respinta una nave israeliana. Il Viminale mobilita 5000 agenti per il finesettimana
Sciopero generale per Gaza – Alessandra Tarantino/Ap
Lo sciopero generale di tutti comparti produttivi contro il genocidio palestinese è questione di ore. Se la Global Sumud Flottilla dovesse essere attaccata o colpita da Israele i sindacati partiranno con l’astensione del lavoro immediata, in deroga alle legge 146/90 che stabilisce tale possibilità solo per scioperi «per la difesa dell’ordine costituzionale o per protesta contro gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori».
LA CGIL lo ha deciso al termine di una lunga settimana di riflessione sulle modalità di partecipazione del più grande sindacato d’Italia alla mobilitazione spontanea e collettiva che è partita ormai da settimane. L’assemblea generale del sindacato ha deciso di «proclamare lo sciopero generale tempestivo per tutte le categorie in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni», impegnando tutte le strutture anche a organizzare «la partecipazione per sabato 4 ottobre alla manifestazione nazionale convocata dalle associazioni palestinesi a Roma». Occorre «contrastare le politiche di riarmo del governo italiano, dell’Unione europea e della Nato che alimentano una cultura e una pratica bellica incompatibile con i valori della convivenza, della democrazia e della pace e costruire un’alternativa all’economia di guerra», ha spiegato il sindacato.
L’USB ha diffuso oggi un vademecum per aderire allo sciopero sia da dipendenti privati che pubblici. Anche le associazioni di precari (dottorandi, comunicatori, lavoratori dello spettacolo) stanno distribuendo informazioni su come manifestare la propria adesione pur in presenza di contratti atipici o da partite Iva. «Lo sciopero generale senza preavviso è una forma di protesta e di solidarietà attiva – ha scritto l’Usb – per rompere il silenzio e denunciare la complicità del nostro governo nel genocidio in corso, scioperare significa difendere chi porta aiuti, chi rischia la vita per salvare un popolo sotto assedio». I Si Cobas hanno proclamato lo sciopero di 24 ore per il 3 ottobre con probabili ripercussioni sul traffico ferroviario di Trenitalia, avvisando però: lo sciopero potrebbe scattare in anticipo nel caso «si verificassero sviluppi critici dovuti a eventuali azioni da parte del governo israeliano volte a ostacolare l’arrivo della Global Sumud Flotilla a Gaza».
AL MOMENTO in cui questo giornale va in stampa, la marina israeliana ha comunicato di essere pronta a prendere il controllo delle imbarcazioni della Flotilla. Quando ciò dovesse accadere le manifestazioni verrebbero convocate per la sera stessa, e lo sciopero generale per il giorno successivo. Ieri la mobilitazione è proseguita ancora in tutto il paese. A Roma è stata occupata la terza scuola nel giro di due settimane, poi nel pomeriggio è toccato all’università La Sapienza. Dopo un corteo all’interno dell’ateneo, durato oltre tre ore durante il quale sono state interrotte lezioni di diverse facoltà, gli studenti hanno occupato l’edificio di Scienze Politiche. Nel piazzale della città universitaria la bandiera della Palestina è stata issata al posto di quella dell’Unione europea, mentre il rettorato è stato colpito con vernice con i colori palestinesi. La ministra dell’Università Bernini ha chiamato la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, e gli studenti sono stati attaccati dalla stessa premier Giorgia Meloni nel corso di un comizio a Lamezia. Una prima conferenza stampa è stata convocata per stamattina, e da lì partiranno le manifestazioni studentesche in solidarietà con il popolo palestinese dopo eventuali attacchi alla Flotilla. Ma Roma non è la sola: ieri a Napoli gli studenti hanno dato avvio a un presidio permanente nel dipartimento di Lettere e Filosofia, per seguire in diretta le vicende della Flotilla. Anche a Padova è stata occupata la facoltà di Sociologia.
SUL FRONTE DEI PORTI ieri a Livorno la nave israeliana Zim Virginia ha lasciato il porto senza aver caricato né scaricato alcun materiale. L’imbarcazione aveva attraccato nel pomeriggio, e sia Usb che Filt Cgil avevano indetto lo sciopero rifiutandosi di movimentare il carico. La decisione finale è stata presa dal prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, che ha chiesto che la nave ripartisse, mostrando preoccupazioni per la tenuta dell’ordine pubblico. «Un’altra vittoria dei sindacati e dello sciopero, che rifiutano la strategia genocida del governo Netanyahu» hanno commentato i sindacati.
IL GOVERNO, intanto, si prepara alle manifestazioni. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini si è già detto pronto a precettare alcune categorie e anche al Viminale si stanno preparando. In questi giorni il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato il questore e il prefetto di Roma per la manifestazione del 4 ottobre che si preannuncia molto partecipata. Ma altri punti caldi sono guardati con attenzione dalle forze dell’ordine: i porti, le università, alcune piazze. Come successe a Genova nel 2001, sono stati richiamati dalle ferie gli agenti del reparto celere fino a lunedì 6 ottobre. Da venerdì a lunedì saranno mobilitati 5192 agenti in tutta Italia: quasi la totalità delle 6000 unità in servizio.
