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A volte ritornano Il ministro vuole 10mila nuovi militari

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto Il ministro della Difesa Guido Crosetto

A volte ritornano. E questa volta il clima generale appare favorevole assai. Ieri, a margine della sua visita a Parigi, il ministro della difesa Guido Crosetto ha cominciato a ventilare l’idea di reistituire il servizio militare in Italia. Su base volontaria, s’intende. «Se lo deciderà il parlamento sì – ha detto il ministro rispondendo a una domanda dei cronisti -. Io penso di proporre, prima in consiglio ai ministri e poi in parlamento una bozza di disegno di legge da discutere che garantisca la difesa del paese nei prossimi anni e che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole».
Un disegno di legge, per la verità, esiste già. Giace al Senato dal dicembre del 2022, prevede, oltre alla leva volontaria, una serie di misure organizzative e reca come prima firma quella di Antonio Iannone, di Fratelli d’Italia.

Crosetto pare avere idee simili. «È uno schema non molto diverso da quello tedesco, perché prevede una volontarietà – ha spiegato -. Quello tedesco ha un automatismo che scatta, quello francese è totalmente volontario».

Dalla fine della passata legislatura esiste una legge delega al governo che paventava l’ipotesi di una riserva da diecimila unità da formare e addestrare periodicamente e composta da ex militari o personale specializzato da impiegare nei casi di necessità in eventuali conflitti. Non avrebbe un ruolo operativo questa riserva, ma sarebbe comunque in grado di fornire supporto di tipo logistico e di cooperazione.

Qualche settimana fa, peraltro, Crosetto aveva già cominciato a ragionare su un’ipotesi del genere quando, riferendosi alla legge 244 che fissa il limite del personale della difesa a 170mila unità. «Una legge da buttare via», l’aveva definita il ministro, perché «lo spirito con cui è nata è morto». Al Consiglio supremo della difesa, poi, il ministro aveva informalmente parlato della necessità di avere al più presto un aumento di almeno 10-15mila uomini da formare nell’ambito delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza artificiale contro la guerra ibrida già in corso. Almeno cinquemila servirebbero per l’ambito cyber.

Poche le reazioni. Spicca quella del leader del M5s Giuseppe Conte. «Qui si continua a parlare solo di piani di guerra, leva, riarmo, enormi aumenti delle spese militari – ha scritto sui social -. Ma non è bastato il fallimento di questi tre anni e mezzo? Anni in cui, parola di Meloni, l’Italia con l’Europa ha “scommesso sulla vittoria militare dell’Ucraina” a suon di riarmo e invii militari, anziché puntare sui negoziati sin da subito. Avremmo evitato tanti morti, ottenuto condizioni più favorevoli per l’Ucraina ed evitato danni economici enormi per l’economia europea e italiana».