Milano - Cortina 2026 Da Calenda a Rifondazione Comunista, la protesta del campo larghissimo
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Manifestazione contro la possibile presenza dell'Ice alle Olimpiadi invernali – foto LaPresse
Come nella migliore tradizione, il presidio che diventa corteo è il primo segnale di una manifestazione ben riuscita. Che la piazza prescelta per l’iniziativa, piazza XXV Aprile a Milano, sarebbe stata insufficiente per contenere tutte le persone presenti, lo si è capito ancora prima delle 14.30, orario di convocazione. I militanti della Cgil milanese stavano ancora attaccando i manifesti sul furgoncino che sarebbe servito da palco improvvisato e la piazza era già praticamente piena.
Alle 15 i fischietti e le bandiere delle varie realtà che hanno organizzato la manifestazione si mischiavano ai milanesi sciuretti (benestanti e un po’ fighetti ndr) che passeggiavano in corso Como per la più classica delle vasche dello shopping del fine settimana.
Dalle casse le note sparate a tutto volume della hit del momento (fronte progressista e democratico), Streets of Minneapolis di Bruce Springsteen, facevano fatica a sovrastare il suono dei fischietti in bocca a tutti i manifestanti. Appoggiati all’arco della piazza, i riders del delivery guardavano tra lo stupito e il divertito la scena, in attesa di partire per le loro consegne. Dopo quasi due ore di fischiate, interventi e slogan, finalmente il presidio statico si trasforma in corteo, attraversando le vie di Milano per concludersi in piazza Castello, tra gli applausi di chi c’era. «Siamo in 20mila», hanno detto gli organizzatori al termine della giornata. Forse una stima un po’ (tanto) esagerata, ma il successo dell’iniziativa è indubbio. «Ice a Milano? No grazie», era lo slogan della manifestazione.
Una presa di posizione chiara. Ribadita nettamente ieri. La presenza degli agenti della milizia anti immigrazione statunitense, filo trumpiana, protagonista di inaccettabili violenze a Minneapolis, non può essere accettata a Milano, in occasione delle olimpiadi invernali, al via la prossima settimana. Ma più in generale, ha detto la piazza, non può essere accettata, punto. Il tema da locale è diventato globale. Sono le violenze dell’Ice e la politica razzista e xenofoba portata avanti dal presidente americano Donald Trump (e perseguita anche dai trumpiani nostrani) a non avere cittadinanza, dicono i partecipanti. «Ospitare le olimpiadi è una responsabilità anche valoriale – ha detto il segretario milanese del Partito Democratico, Alessandro Capelli – Milano prende parola per i diritti umani ovunque e decide di non stare zitta».
Così come non stanno zitti gli esponenti dei vari partiti politici, associazioni e sindacati che hanno deciso di esserci. Sembra che, per una volta e per un momento, tutte le differenze siano state messe da parte, per un bene superiore. A guardare le bandiere in piazza, ieri pomeriggio a stare insieme è stato un campo larghissimo. Da Azione (che contro la presenza dell’Ice ha già raccolto oltre 40mila firme) a Rifondazione comunista, c’erano tutti. Non c’era il sindaco di Milano Giuseppe Sala che però, a onor del vero, nei giorni precedenti si era espresso più che chiaramente sulla questione: «Da italiano, prima ancora che da cittadino milanese, non mi sento tutelato da Piantedosi», aveva detto. Precisando pure che «gli agenti dell’Ice non sono benvenuti a Milano perché non sono allineati al nostro modo democratico di garantire la sicurezza».
Chissà se dirà qualcosa la premier, neo faccia d’angelo (pare ritratta in una chiesa di Roma), Giorgia Meloni, tirata in ballo ieri dalla segretaria del Pd Elly Schlein, presente a Milano per un’iniziativa democratica: «Ci aspettiamo una presa di posizione più netta da parte del governo, visto anche che rivendica questo speciale rapporto con Trump». Al momento, nessuna presa di posizione. Quel che è certo è che le proteste per la presenza di Ice alle olimpiadi non si fermano con la manifestazione di ieri, nei prossimi giorni ci si deve aspettare altre iniziative. Perché, come recitava la scritta su un cartello appeso alle spalle di una manifestante milanese: «Ice? Only in the spritz».
