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Il caso Oggi in Cdm tra bozze fantasma e veti incrociati: lo sconto non supererà i 90 euro all’anno. Salvini richiede un prelievo sugli utili delle banche, Bonelli (Avs) denuncia il «gioco delle tre carte» di un governo che premia i giganti del gas scaric i costi sui cittadini. Imprese spaccate sul provvedimento E il governo rischia una bocciatura da Bruxelles

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Milano, una protesta contro il caro bollette foto LaPresse Milano, una protesta contro il caro bollette – foto LaPresse

Il varo del nuovo decreto bollette si sta trasformando in un esercizio di equilibrismo che mette a nudo le fragilità della maggioranza e la crisi del sistema produttivo nazionale.

ANNUNCIATO con enfasi dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno come un intervento risolutivo per abbattere i costi energetici, il provvedimento arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri immerso in un clima di incertezza e tensioni. Il testo, frutto di un caotico susseguirsi di bozze, ieri non aveva ancora sciolto nodi che non sono solo tecnici, ma anche politici e regolatori. L’obiettivo dichiarato è un risparmio complessivo tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, ma le modalità per raggiungerlo hanno scatenato una sollevazione quasi unanime da parte delle categorie produttive.

IL CUORE DELLA DISCORDIA risiede in una strategia «creativa» che sta puntando a ridurre il prezzo dell’elettricità attraverso la vendita del «tesoretto» di gas stoccato da Gse e Snam e, soprattutto, tramite l’eliminazione della tassazione europea sulle emissioni ETS per i produttori di energia a metano. L’ETS (Emissions Trading System) è il principale strumento dell’Unione Europea per contrastare il cambiamento climatico: funziona fissando un tetto massimo alle emissioni e obbligando le aziende a pagare un prezzo sulla CO2, disincentivando così le fonti fossili.

L’IDEA DI RIMBORSARE queste quote ai giganti del gas per abbassare il prezzo alla fonte ha spinto il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli a denunciare un «gioco delle tre carte»: lo sconto miliardario a monte verrebbe infatti compensato da un aumento degli oneri di sistema in bolletta — le componenti fisse della tariffa — scaricando di fatto sui cittadini i costi dell’operazione.

SU QUESTO FRONTE si gioca una partita delicatissima con Bruxelles: la portavoce della Commissione Europea per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha già avvertito che l’esecutivo comunitario valuterà la compatibilità della misura con le norme sugli aiuti di Stato, poiché neutralizzare il costo dell’anidride carbonica (CO2) per le centrali a gas va in direzione opposta agli obiettivi del Green Deal.

NEL GOVERNO il decreto ha riacceso lo scontro tra Lega e Forza Italia. Matteo Salvini ha chiesto di nuovo un contributo di solidarietà alle banche, i cui utili nel 2025 hanno sfiorato i 30 miliardi di euro, per finanziare il taglio delle bollette. Una posizione che ha trovato il plauso delle associazioni dei consumatori (Codacons) ma sbatte contro il muro di Antonio Tajani (Forza Italia), contrario a tassazioni straordinarie sugli istituti di credito.

LE SIMULAZIONI sugli effetti reali del decreto per le famiglie appaiono tutt’altro che rassicuranti. I dati del portale Facile.it hanno ridimensionato l’impatto del bonus sociale annunciato dal governo: per i nuclei con un reddito Isee fino a 25 mila euro, lo sconto stimato oscilla tra i miseri 60 e 90 euro annui, cifre che stridono con le promesse di dimezzamento delle tariffe, considerando che in Italia l’elettricità resta superiore del 30% rispetto alla media europea. Sono le ragioni che hanno spinto l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) a definire il decreto «un passo indietro» sia rispetto a una misura simile decisa dal governo nel 2025 (quando il bonus era di 200 euro medi), sia rispetto al «problema strutturale», cioè la connessione del prezzo dell’energia a quello del gas che è altamente speculativo.

IL FRONTE INDUSTRIALE è spaccato: Confindustria è divisa tra le industrie energivore che sostengono il calo dei prezzi e le imprese energetiche che temono una contrazione dei profitti. I produttori di rinnovabili denunciano inoltre norme che potrebbero far decadere connessioni per investimenti da 100 miliardi di euro, frenando la transizione green.

CONFCOMMERCIO e Confimi lamentano un provvedimento cucito su misura per i grandi gruppi industriali, lasciando privo di tutele il tessuto dei piccoli esercenti, mentre Confagricoltura e Cia contestano i tagli ai sostegni per le biomasse. In questo labirinto di interessi, gli accordi territoriali sono in bilico: in Lombardia, l’intesa tra la Regione leghista ed Edison-A2A sulle concessioni idroelettriche rischia di saltare poiché le nuove norme nazionali eroderebbero i profitti che garantirebbe l’energia a prezzi calmierati promessa alle imprese del territorio.