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La guerra grande I militari dispiegati nella missione nel Kurdistan iracheno

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Fumo sulla base di Erbil, Iraq Fumo sulla base di Erbil, Iraq

Saranno progressivamente dislocati i militari italiani presenti a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dopo che un drone ha colpito la base di Camp Singara, nell’aeroporto internazionale della città, nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando al telegiornale: «I militari stanno tutti bene, ma ritengo che verranno spostati in tempi rapidi, così come è stato fatto in Kuwait. È inutile lasciarli sotto il rischio di bombe che continuano ad arrivare, droni, missili». Anche il personale dell’ambasciata di Baghdad e del consolato a Erbil, ha aggiunto il titolare della Farnesina, hanno subito una drastica riduzione del personale che si è spostato in Turchia.

Mercoledì sera l’allarme ha suonato intorno alle 20.30 ore locali nella base, dove sono di stanza circa 140 militari italiani dispiegati nell’ambito della missione «Prima Parthica», avviata nel 2014.

Poche ore dopo, alle 23.10, un drone shahed si è schiantato in superficie, colpendo un autocarro adibito al trasporto logistico. Ne è seguito un incendio che non ha prodotto feriti, dal momento che il personale si trovava nei bunker. «Il drone ha impattato all’interno della base provocando danni ad infrastrutture e materiali al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone» ha spiegato Stefano Pizzotti, dal 2023 a capo dell’Italian national contingent command lane. «Siamo stanchi ma il morale rimane alto» ha aggiunto Pizzotti. Il contingente ha l’obiettivo di addestrare i combattenti curdi che si oppongono all’Isis. Nel 2025 ne sono stati formati 1.200, oltre 50mila dall’inizio della missione.

La dinamica dell’attacco non è stata ancora chiarita, ma è probabile che il contingente italiano non fosse un bersaglio. La base è Nato e ospita anche truppe americane, e già nei giorni precedenti era stata oggetto di attacchi. «Sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell’attacco e individuarne i responsabili» ha spiegato ieri Tajani, che ha ribadito che «l’Italia non è in guerra e non ha intenzione di farcisi trascinare». Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di un attacco «deliberato», e ha aggiunto che i militari si trovavano nella base anche perché ritenuta più sicura degli alberghi. Pochi giorni fa, sempre a Erbil, dei droni avevano colpito l’hotel Rotana Arjaan.

Su internet è circolato un video in cui la milizia irachena filo-iraniana Brigades of the Guardian of bloods ha rivendicato l’attacco su Erbil.