Il cardinale Pizzaballa è stato bloccato dalla polizia israeliana: dopo molte critiche, nella serata di domenica gli è stato permesso di andare
È stato concesso al cardinale Pizzaballa di andare alla Basilica del Santo Sepolcro, dopo che la polizia israeliana glielo aveva impedito
Domenica sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, potrà celebrare la messa alla basilica del Santo Sepolcro, che si trova nella Città Vecchia della città. Lo ha deciso dopo che in mattinata la polizia israeliana glielo aveva impedito: questo aveva causato molte critiche a Israele, da parte di diversi leader internazionali.
Domenica mattina Pizzaballa era con padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della chiesa del Santo Sepolcro, dell’ordine dei frati minori custodi della Terra Santa. I due, che rappresentano le più alte cariche per la Chiesa cattolica in quella zona, stavano raggiungendo la basilica per celebrare la messa della domenica delle Palme, la festa della tradizione cristiana in cui si ricorda il giorno in cui Gesù entrò per l’ultima volta a Gerusalemme.
In un comunicato congiunto, il Patriarcato latino di Gerusalemme e i Custodi della Terra Santa avevano detto che era la prima volta da diversi secoli che ai capi della Chiesa era impedito di celebrare la messa nella domenica delle Palme nella Basilica del Santo Sepolcro. Nel comunicato si definiva la decisione un «grave precedente» e una «misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata».
Nel suo post Netanyahu ha detto che la decisione di impedire l’utilizzo della basilica era stata presa come misura di protezione da un possibile attacco iraniano, e che per questo motivo nei giorni scorsi aveva chiesto ai credenti ebrei, musulmani e cristiani di non pregare nei luoghi di culto che si trovano nella città vecchia di Gerusalemme.
La Basilica del Santo Sepolcro è una delle chiese cristiane più importanti al mondo poiché secondo la tradizione è costruita nella zona in cui sarebbero avvenute la crocifissione, l’unzione, la sepoltura e la resurrezione di Gesù Cristo. Da quando è cominciata la guerra tra Israele e Hamas nell’ottobre del 2023, la polizia israeliana ha aumentato molto i controlli e ridotto le libertà delle persone che vivono a Gerusalemme, per esempio vietando gli assembramenti pubblici.
