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Regeni, oggi Giuli in aula per spiegare il “no” ai fondi al documentario di Manetti. Intanto Mereghetti e Galimberti si dimettono dalla commissione

Toccherà al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, spiegare oggi alla Camera, durante il question time, perché secondo la commissione cinema, il documentario Giulio Regeni, tutto il male del mondo non è un’opera di “interesse culturale” e quindi “non meritevole di sostegno pubblico”. A chiamare il ministro alla spiegazione il Pd, che ieri non solo ha contestato la decisione sul documentario diretto da Simone Manetti, che ricostruisce la vicenda del ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016, ma ha proprio messo in dubbio gli stessi criteri di assegnazione dei contributi e la trasparenza degli aiuti pubblici.

I dem parlano di una decisione “difficilmente comprensibile e priva di adeguata motivazione” e di una scelta “soltanto politica”, sottolineando “l’anomalia di una bocciatura che colpisce un’opera già realizzata, premiata e ampiamente riconosciuta”. Secondo il Pd, inoltre, le nuove regole avrebbero determinato “una forte centralizzazione politica delle scelte”, “riducendo i meccanismi automatici e trasparenti” e “orientando di fatto anche le scelte artistiche”.

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