Palestina E ll 27 maggio a Roma grande evento dei partiti dell'Alleanza della sinistra europea per l'interruzione degli accordi economici con Israele
Manifestazione a Madrid, Spagna, sabato 4 ottobre 2025. – AP Photo/Bernat Armangue
«Abbiamo depositato una proposta di legge per introdurre in Italia il divieto di importazione di beni e di fornitura di servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati. È un atto politico, giuridico e morale necessario: il nostro paese non può continuare a tollerare rapporti economici che contribuiscono a consolidare un’occupazione illegale e a violare il diritto internazionale». Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Nicola Fratoianni sono i primi firmatari della proposta di legge che mira a impedire che il mercato italiano sia utilizzato per legittimare e finanziare colonie illegali.
«Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono illegali secondo il diritto internazionale e rappresentano uno degli ostacoli principali alla pace, all’autodeterminazione del popolo palestinese e alla soluzione dei due Stati – proseguono i quattro leader dell’opposizione – La Corte internazionale di giustizia ha affermato che gli stati devono astenersi da relazioni economiche o commerciali che contribuiscano al mantenimento della presenza illegale israeliana nei territori occupati». Il testo prevede il divieto di importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti, controlli doganali più stringenti, il blocco cautelativo delle merci sospette, sanzioni per chi viola il divieto e anche il divieto di pubblicità commerciale di quei prodotti. La proposta nasce dal contributo di 20 organizzazioni della società civile, promotrici della campagna Stop al commercio con gli insediamenti illegali lanciata nel settembre 2025.
Le cose si muovono anche in Europa. Da metà gennaio ad oggi, in pochi mesi, un milione e 200mila persone hanno sottoscritto l’appello per bloccare l’accordo tra Ue e Israele promosso da Ela, l’Alleanza della sinistra europea. Di queste firme 270mila sono italiane. «I cittadini dell’Ue non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità. Invitiamo pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione Ue-Israele», recita il testo promosso dalle formazioni di Ela. L’iniziativa è promossa dal soggetto europeo che unisce i partiti della sinistra verde e femminista impegnati nella difesa del diritto internazionale, delle istituzioni democratiche e dei diritti umani. Per l’Italia ne fa parte Sinistra italiana.
Su questo tema, mercoledì 27 maggio a Roma, alla Città dell’AltraEconomia dalle ore 18 in poi ci sarà una maratona di musica e di parole, di video, con testimonianze dirette dalla Cisgiordania, contributi di intellettuali, artisti, giornalisti, esponenti sindacali e politici «per continuare a tenere le luci accese sulla tragedia del popolo palestinese, sugli abusi e sui crimini continui del governo Netanyahu. E per sottolineare l’urgenza e la necessità di atti concreti in Italia e in Europa per fermare Israele».
