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La Commissione europea e l’Ocse consegnano all’Italia una pagella pesantissima. Primi per debito e ultimi per crescita, indietro sui salari e con la sanità a pezzi. Ma il governo fa festa: Bruxelles concede un po’ di flessibilità per l’energia. Niente accise, solo investimenti green

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Il Commissario europeo per l'Economia e la Produttività Valdis Dombrovskis. EPA/OLIVIER HOSLET Il Commissario europeo per l'Economia e la Produttività Valdis Dombrovskis – Epa/Olivier Hoslet

Più bacchettate che aperture all’Italia, dal sociale al green. La Commissione europea apre alla flessibilità sui conti pubblici per consentire investimenti in materia energetica. Però avverte che il nuovo margine fiscale non può trasformarsi in uno strumento per finanziare misure generalizzate come i tagli alle accise o altri sussidi energetici permanenti.

NEL PACCHETTO del Semestre europeo, presentato ieri a palazzo Berlymont, il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha annunciato che dentro lo scostamento dell’1,5% del Pil per le spese militari ci sarà una mini-clausola di scostamento. Vale lo 0,3% del Pil, per un totale dello 0,6% in tre anni e un valore stimato di circa 14 miliardi di euro. Però Dombrovskis è chiaro e non fraintendibile: eventuali misure contro il caro energia dovranno essere sempre «temporanee» e «mirate», evitando interventi generalizzati che indeboliscono la spinta verso minori consumi e transizione green.

Parla principalmente all’Italia, il commissario. Il pressing di Roma è partito oltre due settimane fa con la lettera di Meloni a Von der Leyen, e sembra non arrestarsi neppure in queste ore. Al di là della piccola concessione fiscale, che Meloni e Giorgetti vedono come una breccia, Bruxelles non lascia molto spazio ai desiderata di Palazzo Chigi. Anzi, Roma viene esplicitamente richiamata per la scelta di riduzione delle accise sui carburanti, la misura adottata dal governo per calmierare la fiammata dei prezzi innescata con la crisi di Hormuz.

L’esecutivo Ue insiste invece sulla necessità di accelerare la transizione energetica attraverso investimenti su rinnovabili e reti elettriche. Manca invece, nelle raccomandazioni del Semestre, una riferimento esplicito al nucleare, che pure Bruxelles considera compatibile con la transizione all’interno della tassonomia europea. Ma non è escluso che proprio sull’atomo non si riapra presto il dibattito. Il tema d’altronde, sta a cuore alla Francia, ma l’Italia ha manifestato il suo interesse, come dimostrano numerose dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.

MA È IL QUADRO complessivo a essere desolante. L’Italia è insieme a Ungheria, Slovacchia e Romania tra i paesi europei che mostrano i maggiori squilibri macroeconomici: fragilità strutturali rappresentate dal debito elevato e dalla crescita economica al palo. Il paradosso è che mentre il governo chiede più margini fiscali, Bruxelles amplia contemporaneamente l’elenco delle priorità su cui l’Italia dovrebbe spendere di più.

LE CARENZE SI EVIDENZIANO in settori importanti come il mercato del lavoro, la sanità, l’alto livello di esclusione sociale, soprattutto al Sud. Intanto Bruxelles certifica come i

salari reali sono tra i più penalizzati d’Europa. Negli ultimi anni i contratti precari sono aumentati, colpendo soprattutto i più giovani, le lavoratrici e i migranti. Infatti, secondo la Commissione, «è necessario continuare ad affrontare il problema del lavoro sommerso, diffuso e in aumento, per promuovere la qualità del lavoro».

Per contrastare le situazioni di sfruttamento, andrebbe migliorato «l’accesso a un’abitazione regolare per coloro che si trovano già in Italia», a che «prevenendo condizioni abitative inadeguate, soprattutto per i lavoratori agricoli». I recentissimi e drammatici fatti di cronaca legati al caporalato, in Calabria e a Milano, ne sono un evidente esempio.

Duro il giudizio di Bruxelles sulla sanità italiana. L’accesso alle cure è «peggiorato negli ultimi anni», con liste d’attesa più lunghe, mentre cresce la spesa sanitaria privata e la carenza di personale medico e infermieristico. Per questo, l’esecutivo europeo chiede di accelerare l’attuazione della riforma della sanità territoriale, completando case e ospedali di comunità e rafforzando l’ assistenza domiciliare. Ancora, Bruxelles evidenzia livelli elevati di povertà ed esclusione sociale. Quella assoluta viene definita essere ai massimi storici recenti, con particolare impatto su bambini e famiglie.

NON CERTO IL TRIONFO che Giorgia Meloni descrive quotidianamente per il suo governo. E come se non bastasse c’è il capitolo più strettamente legato proprio al comparto energetico. La transizione resta uno dei principali punti dolenti per l’Italia. Lontana dai paesi del nord ma anche dalla Spagna, che negli ultimi ani ha investito molto nelle rinnovabili, l’Italia arranca nel processo di elettrificazione. In un passaggio che non deve suonare conciliante per diversi esponenti del governo italiano, la Commissione caldeggia una tassazione sui veicoli ad alta emissioni di CO2.

Lo scopo, quello di finanziare le infrastrutture per la mobilità sostenibile, riducendo così l’elevata dipendenza dal trasporto su gomma. Sembra più una sfida che un invito.