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Zona d'interesse Afd a un seggio dal governo del Land Sassonia-Anhalt. La sovranista rossa Wagenknecht offre il suo appoggio ma il trionfatore Siegmund non esclude il ritorno alle urne per prendersi tutto. Merz: «Risultato devastante», ma conferma la sua linea. L’affermazione dei neonazisti della porta accanto gela Bruxelles ed esalta le destre, con qualche imbarazzo

Zona d'interesse La vittoria di Afd in Sassonia-Anhalt scuote il governo tedesco, ma il cancelliere non è disposto al passo indietro: «Non arretro»

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d4d564c7-5dc4-4c27-bfce-282cece2a488 La conferenza stampa di Ulrich Siegmund e Alice Weidel a Berlino – Foto Florian Gaertner/Ap

«È la sconfitta più devastante della Cdu da decenni. Sono scioccato. Non ci aspettavamo un risultato del genere, ma dobbiamo accettarlo. Domenica non è cambiato qualcosa solo in Sassonia-Anhalt ma in tutta la Germania e ciò avrà pesanti ripercussioni anche a livello internazionale». Il volto del cancelliere Friedrich Merz, il giorno dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt, è segnato dalla storica disfatta del suo partito che ha perso ben un quinto del consenso rispetto al voto di un lustro fa: una catastrofe inimmaginabile persino per i più pessimistici sondaggi. Il leader Cdu ci mette la faccia e implicitamente si assume la sua enorme parte di colpa per aver fatto colare a picco il consenso per i democristiani ma non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro: «So bene che la mia persona è stato un tema di dibattito permanente in questi mesi, tuttavia non mi dimetto» scandisce Merz, che non intende cambiare rotta su riforme e riarmo.

CON IL VOLTO OSCURATO dalla luce della star Alice Weidel, scontata vincitrice del voto nel Land nella ex Ddr dove ha conquistato le percentuali bulgare che ci si attendeva. «Abbiamo stravinto, e la Cdu ha subito una batosta elettorale che si riflette a livello nazionale. Nessuno prima d’ora in Germania era stato così impopolare come il cancelliere Merz, diventato ormai un gigantesco peso per lo sviluppo del paese» maramaldeggia, raggiante, la capa dei fascio-populisti.

A ragion veduta. Alla conta finale delle schede in Sassonia-Anhalt, il candidato-governatore di Alternative für Deutschland, Ulrich Siegmund, raccoglie la stratosferica cifra del 44,3% dei voti (+23% in confronto alle scorse elezioni) non solo segnando il risultato-record dell’ultradestra dal 1945 ma anche facendo entrare nel Parlamento di Magdeburgo un esercito di 39 deputati. Dietro, distante anni-luce, la Cdu del premier uscente Sven Schulze, inchiodata al palo del 17,2% (meno 19,9% rispetto al 2021) e a seguire la Spd che si è dimostrata capace di tenere, e anzi aumenta gli elettori: il 9,3% incassato dal suo candidato restituisce la crescita dello 0,9% in controtendenza rispetto al trend nazionale.

Poco dietro il piccolo boom dei Verdi (8,9%; + 2,4), capaci di vincere nelle uniche quattro circoscrizioni che domenica non sono tinte di nero: la difesa dell’ambiente e dei diritti civili – mai così sotto minaccia da parte dell’ultradestra – ha pagato anche più delle aspettative.

Molto male invece la Linke, indietreggiata non poco. Il programma della Sinistra internazionalista non ha fatto presa sugli elettori, tanto che il partito perde consenso invece di aumentarlo, al contrario della tendenza a livello federale. Il magro 8,6% ottenuto si traduce con un calo del 2,4% rispetto al 2021. Peggio, solo i liberali che con il 2,6% restano fuori dal Parlamento.

MENTRE IL BSW guidato dalla sovranista rossa Sahra Wagenknecht si rivela come il secondo trionfatore del voto: con il 5,3% riesce a portare nel Landtag della Sassonia-Anhalt cinque deputati che possono fare la differenza qualora vengano sommati ai colleghi di Afd in una coalizione comune. Proprio ciò a cui mira la leader del Bsw. Ha già aperto al supporto esterno ai fascio-populisti ancora prima di iniziare il tavolo di trattative, anche se Siegmund avverte di volere una «maggioranza stabile», lasciando intendere di non voler rimanere appeso all’ago della bilancia mosso dai capricci della piccola delegazione di parlamentari di Wagenknecht, sebbene al momento questa appaia come l’unica possibilità praticabile, a meno di non tornare al voto: eventualità peraltro tutt’altro che esclusa dallo Spitzenkandidat di Afd.

In ogni caso «abbiamo già iniziato i colloqui esplorativi con gli altri partiti per verificare chi fra loro vuole assumersi insieme a noi il compito storico di governare la Sassonia-Anhalt. Nei prossimi giorni vedremo se ci saranno soggetti politici, oppure gruppi di singoli deputati, pronti a condividere con noi questa grande responsabilità» fa sapere “ecumenicamente” il governatore in pectore di Afd, impegnato a distribuire le sue prime carte sul tavolo della politica di Magdeburgo lisciando il pelo ai non pochi malpancisti della Cdu che metterebbero volentieri in piedi un’alleanza con fascio-populisti.

DEL RESTO, LO SPAVENTOSO smottamento provocato dal terremoto di Afd riguarda tutto e tutti. A cominciare dal terreno sociale letteralmente rivoltato dal passaggio dell’onda nera, come dimostra il flusso di voti in grado di fotografare il 61% degli operai e l’oltre 40% di cittadini economicamente disagiati che ha barrato convintamente il simbolo di Afd sulla scheda. Senza contare gli ex non-votanti, convinti da Afd a tornare in massa ai seggi: l’affluenza alle elezioni in Sassonia-Anhalt arrivata quasi all’80% è l’altro clamoroso record di domenica; mai così alta dai tempi della riunificazione delle due Germanie.

Un ambiente ideale per l’affermazione dei fascio-populsiti. Lo ha ben capito anche Elon Musk, grande amico di Alice Weidel, ieri tornato a interferire con gli affari interni dei tedeschi facendo i complimenti ad Afd: «Siete stati bravi!»