Campo progressista L’assemblea dem nomina la segretaria avversaria di Meloni «con o senza primarie». E Alleanza Verdi Sinistra propone una manifestazione unitaria su caro vita e temi economici
LEGGI ANCHE Schlein abbraccia Conte in piazza e si prepara all’assemblea Pd
Elly Schlein all'Assemblea nazionale del Pd – Ansa
Incassato il via libera dall’assemblea nazionale del suo partito a presentarsi, «con o senza primarie» alla presidenza del consiglio sfidando Giorgia Meloni, Elly Schlein adesso può dedicarsi agli alleati per scrivere il programma della coalizione, ciooè per la fase propedeutica all’apertura dei gazebo.
In mezzo potrebbe esserci anche una manifestazione delle forze di opposizione contro le misure economiche del governo e il caro-vita. L’ha proposta per Alleanza Verdi Sinistra Nicola Fratoianni, che con Angelo Bonelli ha tenuto domenica l’evento nazionale dei rossoverdi sui temi da portare al tavolo progressista, e ha incassato anche l’ok di Giuseppe Conte. «Noi ci siamo – dice il leader del Movimento 5 Stelle – Per costruire questa nuova mobilitazione e soprattutto per chiudere quanto prima il programma della coalizione progressista». «È una proposta aperta – ha spiegato l’altro giorno Fratoianni – Nessuno vuole mettere cappelli, non indichiamo date o luoghi, discutiamo insieme, scegliamo insieme la data, costruiamo la piattaforma, decidiamo se fare una piazza statica o con un corteo. Non mi interessa, ma ci sia insieme una mobilitazione».
Prima però Schlein, che è stata criticata dalla minoranza dem anche per non aver discusso a sufficienza il profilo programmatico del partito, parteciperà a «Pronti per l’alternativa» l’evento previsto nel prossimo weekend a Montepulciano e promosso dalle aree che l’hanno sostenuta in questi anni alla segreteria, l’ex sfidante Stefano Bonaccini in primis. Intanto incassa i complimenti della sindaca di Genova Silvia Salis, che veniva considerata una possibile competitor centrista o persino la federatrice: «Sicuramente Elly rappresenta un momento di svolta – dice Salis – Credo faccia bene a reclamare la sua voglia di esserci, la sua voglia di contare». Non è un esattamente endorsement, ma sono parole che pesano nel momento in cui la segretaria del Pd ha bisogno di mobilitare i suoi e convincere al di là del recinto del partito.
«Allargare, non restringere» è la consegna affidata alle conclusioni dell’assemblea di domenica scorso. «Manca un miglio, noi siamo pronti anche da subito a sederci con le altre forze progressiste per ultimare un programma comune – sono state le parole di Schlein – Anche questa settimana abbiamo scritto una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa. Ma bisogna essere tutti, non da soli, serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni».
La candidatura della segretaria è stata approvata con 578 voti favorevoli e 3 contrari. Più i 26 astenuti, arrivati dalla minoranza moderata. Tra di essi c’è Giorgio Gori, che avrebbe preferito più candidati dei dem alle primarie per «sfruttare il pluralismo del Partito de mocratico e poi fare sintesi al ballottaggio». Ma la candidatura sarà unica, come aveva chiesto la segretaria. «Se ci fosse stata una candidatura che all’interno dell’Assemblea avesse raccolto un numero di firme necessario per avanzare sarebbe passata – sintetizza Peppe Provenzano – Non c’era perché la stragrande maggioranza del Pd si riconosce nella candidatura di Elly Schlein. Sono state mille persone in assemblea, una comunità intera che si sta candidando a guidare l’alternativa alla destra».