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Il leader 80 enne ha ottenuto il 51,75% dei voti validi, contro il 48,25% dell’avversario: “È stata la sconfitta della menzogna”. Bolsonaro jr annuncia ricorso: “Impossibile riconoscere il risultato”. Dall’Italia esulta Schlein: “Ha perso anche Trump”

Elezioni Brasile, Lula centra la storica rimonta: è presidente per un quarto mandato. Flavio Bolsonaro non riconosce il risultato

 

Luiz Inácio Lula da Silva conquista una vittoria storica alle elezioni presidenziali brasiliane del 25 ottobre 2026. Il presidente uscente ha battuto al ballottaggio Flávio Bolsonaro, senatore ed erede politico dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ottenendo il 51,75% dei voti validi contro il 48,25% dell’avversario, secondo i dati diffusi durante lo scrutinio dal Tribunale superiore elettorale (TSE).

Il risultato consegna a Lula il quarto mandato presidenziale, dopo quelli del 2003-2006, del 2007-2010 e del 2023-2026. La sua vittoria assume un significato che va oltre la semplice riconferma: per la prima volta nella storia democratica brasiliana, un candidato arrivato secondo al primo turno riesce a ribaltare il risultato e a conquistare la presidenza al ballottaggio. Una rimonta che sembrava difficile, in una competizione segnata dalla polarizzazione politica, dalle preoccupazioni economiche e dalla crescita della destra.

La rimonta dopo il sorpasso di Flávio Bolsonaro

Il primo turno del 4 ottobre aveva infatti premiato Flávio Bolsonaro, capace di ottenere il 47,03% dei voti contro il 45,16% di Lula. Un vantaggio inatteso, che aveva messo in discussione le previsioni della vigilia e alimentato i dubbi sulla capacità del presidente di convincere nuovamente l’elettorato.

La campagna per il ballottaggio ha però cambiato gli equilibri. Lula ha puntato sulla mobilitazione dei sostenitori, sulle politiche sociali e sulla difesa delle istituzioni democratiche. La presenza nelle piazze e una più incisiva strategia sui social network hanno contribuito a rilanciare la candidatura del Partito dei lavoratori (PT). Le iniziative digitali hanno cercato soprattutto di raggiungere gli elettori più giovani, mentre le manifestazioni hanno restituito visibilità a un campo progressista che sembrava in difficoltà. Il risultato finale premia dunque la capacità di recupero di Lula, ma non cancella il segnale arrivato dalle urne al primo turno: quasi metà dell’elettorato ha scelto una proposta politica alternativa a quella del presidente.

Il quarto mandato e le parole dopo lo scrutinio

La vittoria apre una nuova fase per il leader brasiliano, che si insedierà il 5 gennaio 2027 e che martedì 27 ottobre compie 80 anni. Lula ha festeggiato il risultato promettendo un cambiamento nel metodo di governo e una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche. Il presidente ha anche annunciato che la comunicazione digitale avrà un ruolo più importante nel rapporto diretto con la popolazione, riconoscendo implicitamente il peso assunto dai social network durante la campagna.

Lula ha rivendicato il significato politico della vittoria, descrivendo il risultato come una presa di posizione contro la disinformazione: “Questa elezione è stata una sconfitta del negazionismo. È stata una sconfitta della menzogna”. Il presidente ha ringraziato soprattutto i giovani, protagonisti della mobilitazione nelle piazze e sui social, e gli anziani che hanno raggiunto i seggi nonostante le difficoltà. “Le persone sono andate a votare perché siamo riusciti a convincerle che il voto era molto importante per assicurare la democrazia del Paese”, ha dichiarato.

La vittoria, tuttavia, non equivale a un assegno in bianco. Il nuovo mandato si annuncia complesso, anche per la presenza di un Congresso particolarmente conservatore, che potrebbe limitare i margini di manovra dell’esecutivo. Lula dovrà inoltre affrontare le preoccupazioni per il costo della vita, il debito pubblico e la sicurezza, temi sui quali Flávio Bolsonaro ha costruito una parte importante della propria campagna.

Sul futuro del governo, il presidente ha promesso un cambiamento nel rapporto con i cittadini: “Queste elezioni mi hanno insegnato molte lezioni. Posso garantirvi che cambieremo il modo di governare questo Paese”. Lula ha annunciato una maggiore partecipazione popolare alle decisioni dell’esecutivo e un ruolo più ampio per la comunicazione digitale, con l’obiettivo di parlare direttamente ai brasiliani.

Lula: “Sarò il presidente di tutti”. E si paragona a Roosevelt

Il presidente ha poi affrontato il tema dei rapporti con il Congresso, dove la maggioranza conservatrice potrebbe rendere più complicata l’approvazione delle riforme. “Nessuno è obbligato ad amare il presidente eletto, ma è stato eletto per governare per tutti. Subito dopo essere eletto, un presidente non ha più avversari: governerò per 215 milioni di brasiliani”, ha affermato. E, rispondendo alle previsioni sulle difficoltà parlamentari, ha aggiunto: “Io non ho scelto il Congresso, lo ha scelto il popolo, ed è con esso che lavorerò e approverò le cose”.

 

Infine, Lula ha chiuso il discorso con una promessa ambiziosa per il suo quarto mandato: “Farò il miglior mandato che un presidente abbia mai fatto nella storia di questo Paese”. Una dichiarazione che sintetizza le aspettative suscitate dalla rimonta elettorale, ma che fissa anche un obiettivo con cui il suo governo sarà inevitabilmente chiamato a confrontarsi.

Lula ha voluto sottolineare anche la portata storica della sua quarta elezione democratica, chiamando in causa un precedente illustre della storia politica internazionale: Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti che guidò il Paese durante la Grande Depressione e la Seconda guerra mondiale. “Nel mondo abbiamo avuto Roosevelt, che è stato eletto quattro volte, ma non è riuscito a terminare il mandato perché aveva una malattia molto grave”, ha ricordato Lula nel suo discorso della vittoria.

 

Il paragone riguarda il numero di elezioni vinte: Roosevelt fu eletto presidente statunitense quattro volte, nel 1932, 1936, 1940 e 1944, morendo nell’aprile 1945, pochi mesi dopo l’inizio del suo quarto mandato. Lula, che ha già governato il Brasile dal 2003 al 2010 ed è tornato alla presidenza nel 2023, si prepara invece a iniziare il suo quarto mandato non consecutivo nel gennaio 2027. Nel rivendicare questo primato, il presidente brasiliano ha aggiunto una promessa personale: “Adesso il Lulinha non cercherà un altro mandato, ma porterò a termine questo correndo più di chiunque altro”.

Flávio Bolsonaro non riconosce la sconfitta

Le tensioni sono esplose subito dopo la diffusione dei risultati. Flávio Bolsonaro ha dichiarato di non poter riconoscere l’esito elettorale “nelle condizioni in cui è avvenuto” e ha annunciato l’intenzione di chiedere l’annullamento delle elezioni. Al centro della contestazione c’è la decisione del ministro della Corte suprema Cristiano Zanin di prolungare fino alle 19 l’orario di voto nelle sezioni ancora aperte, in seguito alle difficoltà legate al trasporto pubblico e al maltempo.

Il candidato sconfitto ha sostenuto che le regole sarebbero state cambiate a partita in corso, contestando anche presunte irregolarità relative alla presenza dei rappresentanti del suo partito nella sala di controllo. La decisione giudiziaria, però, riguardava le sezioni in cui le operazioni di voto non erano ancora terminate: le urne già chiuse non sono state riaperte. Inoltre, la proroga era stata sollecitata da entrambe le campagne in relazione ai problemi che impedivano ad alcuni elettori di raggiungere i seggi.

La contestazione di Flávio riporta così al centro della scena il nodo della legittimazione democratica, già emerso dopo la sconfitta di Jair Bolsonaro nel 2022. L’annuncio di un ricorso non cancella il risultato proclamato dalla giustizia elettorale, ma rischia di alimentare ulteriormente la polarizzazione del Paese.

Dall’Italia Schlein festeggia: “La destra può essere sconfitta”

La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle presidenziali brasiliane ha suscitato reazioni anche in Italia, soprattutto tra le forze di opposizione al governo di Giorgia Meloni. Tra le prime a intervenire è stata Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, che ha letto il risultato come un segnale politico anche per l’Europa, in vista delle prossime sfide elettorali. “Straordinaria rimonta e vittoria del presidente Lula al secondo turno! Una grande notizia dal Brasile. I nazionalisti di destra possono essere sconfitti, nonostante il loro potere, i loro algoritmi e i loro miliardi”, ha scritto Schlein, commentando il successo del presidente brasiliano.

La leader dem ha poi allargato il significato della vittoria allo scenario internazionale, chiamando in causa Donald Trump e i suoi alleati: “Non perde soltanto la dinastia Bolsonaro; perdono anche Trump e i suoi alleati con i loro tentativi di interferire nelle elezioni brasiliane”. Il messaggio si è concluso con una formula destinata a sintetizzare la sua lettura del voto: “Democrazia 1, Oligarchia 0”