Prova a prenderli Oltre cinquanta piazze in Italia. L’Usb: «Contestiamo il riarmo e il carovita». Dopo le scuole, occupate anche le università
LEGGI ANCHE I portuali scioperano contro l’economia di guerra
Il corteo dello sciopero generale "Blocchiamo tutto" ad ottobre 2025 – Foto di Cecilia Fabiano/LaPresse
È il giorno dello sciopero generale proclamato dall’Usb e dagli altri sindacati di base contro l’economia di guerra e il carovita. E con il passare dei giorni, e le piazze degli ultimi weekend, la protesta è montata sino a farsi generalizzata, agganciando le mobilitazioni studentesche che sono riprese.
Come un anno fa, in occasione dello sciopero generale per Gaza, l’agitazione è partita dai porti: la prima convocazione è arrivata dai lavoratori che hanno lanciato un appello globale per fermare il transito di armi negli scali marittimi. In Italia a fermarsi saranno tutti i principali porti, tra cui Genova, Livorno, Trieste, Ancona, Gioia Tauro, Ravenna. Ma la protesta coinvolge 113 porti in 22 paesi, dal’Australia agli Usa. Insieme si mobiliteranno oltre 50 piazze in tutta Italia, e la pervasività dei cortei è indicata dai tanti preconcentramenti convocati nelle principali città.
NELLA CAPITALE sono sette i cortei che raggiungeranno piazza dei Cinquecento, per poi muoversi insieme verso il Colosseo, passando davanti al ministero dell’Agricoltura. Uno degli spezzoni partirà dalla Sapienza, dove da mercoledì sera gli studenti di Cambiare Rotta hanno occupato la facoltà di Lettere, mentre dal vicino quartiere universitario di San Lorenzo si muoveranno altre componenti studentesche. «In Europa sta montando un movimento», dice uno studente nel corso dell’assemblea nella facoltà occupata, «e i governi rispondono con la polizia, che in Francia ha fatto due morti».
L’istanza principale dello sciopero riguarderà il carovita: «Sono al primo anno, vengo dalla provincia e da quando ero a scuola mi ero rassegnato al fatto che non mi sarei mai potuto permettere una stanza a Roma. Ora con il costo della benzina alle stelle è faticoso anche venire in auto: quand’è che abbiamo normalizzato la precarietà?», è la domanda che riecheggia.
ANCHE A MILANO gli universitari si sono uniti alle piazze sindacali e sono state occupate sia un’aula della Bicocca che la Statale. Da lì raggiungeranno la partenza del corteo davanti alla stazione Centrale, mentre un altro preconcentramento è stato convocato dagli spazi sociali e dai collettivi studenteschi in zona Città Studi. La manifestazione milanese punterà dritto sulla tangenziale, come fu nelle manifestazioni per Gaza: «Sarà una grande manifestazione pacifica, non ci faremo intimidire. Milano è diventata una città vetrina, quasi un prodotto finanziario inaccessibile per chiunque abbia uno stipendio», ha detto ieri Pietro Cusimano dell’Usb in conferenza stampa davanti alla Statale occupata.
GLI ATENEI sono stati occupati anche a Napoli e a Torino. Qui per la prima volta gli studenti sono entrati nel Campus Einaudi, dove ieri il Fuan, gruppo universitario legato a FdI, ha inscenato un sit in di qualche decina di persone chiedendo le dimissioni della rettrice. I pochi studenti di destra sono stati respinti dai collettivi che hanno ironizzato: «Il sit in a favore del carovita e del riarmo».
IL SINDACATO di base intanto ieri ha proseguito il braccio di ferro con il ministero dei Trasporti. Mercoledì Salvini ha deciso di precettare lo sciopero del trasporto pubblico (motivazione ufficiale: la vicinanza con la festività dei morti), e anche ieri il ministero ha insistito: «La circolazione dei treni sarà garantita e la precettazione di Salvini permetterà a milioni di lavoratori e viaggiatori di spostarsi». Il leghista è tornato anche sulla proposta di una cauzione per gli organizzatori di manifestazioni: «Una priorità». Contrario però è anche il resto del governo.
SULLA PRECETTAZIONE Usb ha tenuto il punto: «Confermiamo lo sciopero e riteniamo illegittima l’ordinanza, accollandosi l’eventuale sanzione per il sindacato e i suoi delegati e informando i lavoratori e le lavoratrici del settore delle pesanti sanzioni individuali cui potrebbero andare incontro» ha scritto il settore trasporti del sindacato. Sostegno è arrivato anche da Rifondazione comunista: «Si colpisce una categoria che sia nel lavoro quotidiano sia grazie alle lotte garantisce la sicurezza del trasporto pubblico continuamente messo in difficoltà dai tagli delle leggi di bilancio».
IN FORME DIVERSE parteciperanno anche le opposizioni parlamentari, pure in parte contestate in altre mobilitazioni del sindacato. Avs sapere che sarà in piazza per «uno sciopero che acquista forza sull’onda della rivolta generazionale che sta attraversando l’Italia». Ci saranno anche alcuni deputati dem insieme ai Giovani democratici. E pure i 5S, tra cui la vicepresidente del Chiara Appendino, hanno confermato la presenza.