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I fatti accaduti all’Ospedale di Ravenna – dove il reparto di Malattie Infettive è stato perquisito e sei medici sono stati indagati per aver certificato l’inidoneità al trasferimento nei CPR di alcuni pazienti – rappresentano un grave attacco all’autonomia medica e al diritto alla salute garantito dalla Costituzione.
Il medico ha il dovere etico e professionale di agire in scienza e coscienza, tutelando la vita e la salute delle persone: sindacare una valutazione clinica attraverso strumenti repressivi significa subordinare la decisione clinica a esigenze di ordine pubblico o di scelta politica.
I CPR sono contesti intrinsecamente patogeni, come è ovvio a chiunque ne abbia visto uno e come attesta anche l’OMS in un Policy Brief dello scorso gennaio.
La perquisizione condotta a Ravenna non danneggia solo i medici coinvolti. Mette a rischio la continuità delle cure, crea un clima di paura nei reparti e mina un principio fondamentale della nostra democrazia: la salute è un diritto di tutti, senza eccezioni.
Per questo ci uniamo anche noi di EMERGENCY all’appello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni:
Se la cura diventa un reato, la democrazia stessa è in pericolo.
Si può firmare a sostegno dei medici di Ravenna :
https://www.change.org/p/appello-urgente-la-cura-non-%C3%A8-un-reato
