da "il manifesto" del
Renzi ci informa che nel giorno del ringraziamento i tacchini sono felici. Gli crediamo sulla parola. E forse, per come sono andate le cose, possiamo accettare anche l’idea che i senatori in carica siano tacchini. Ma che fossero felici nel cancellare il senato, dubitiamo assai. Il lancio della campagna per il sì nel referendum costituzionale ci ha dato un discorso in puro stile renziano, fatto di omissioni, bugie, pubblicità ingannevole, battute.
È omissione celebrare un parlamento che si è messo a correre. Renzi omette di ricordare che ha corso una maggioranza drogata dai numeri posticci di un sistema elettorale fulminato da una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Che solo grazie a quei numeri le sue riforme hanno visto la luce. Che una minima decenza costituzionale avrebbe richiesto nuove elezioni con una legge depurata da quelle illegittimità. Che nonostante tutto questo solo il rinforzo dei voltagabbana ha consentito alla fine di radunare per le riforme una maggioranza occasionale e raccogliticcia. Che se anche vincesse il referendum, questo potrebbe consolidare lui nella poltrona di palazzo Chigi, ma non consoliderebbe una Costituzione delegittimata e divisiva per il paese.
È bugia prospettare la riforma come
Leggi tutto: Il discorso dei senatori tacchini - di Massimo Villone
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Per la prima volta nella storia d’Italia l’aspettativa di vita degli italiani è in calo.
Lo afferma il rapporto Osservasalute presentato nei giorni scorsi; ma subito si affretta a dire che è legato ad una riduzione della prevenzione.
Aumentate del 16 per cento le morti sul lavoro nel 2015. Nei giorni scorsi l'Inail aveva lanciato l'allarme sull'abuso dei voucher, utilizzati per coprire l’infortunio e nascondere il lavoro in nero.
Ma subito il Tg1 si è affrettato a dire che nei primi 4 mesi del 2016 invece sono diminuiti: come se fosse un dato significativo. Non aveva certo fatto lo stesso nei primi 4 mesi del 2015!
L’ottimismo propagandistico di ispirazione renziana impedisce ai giornalisti di guardare in faccia la realtà: magari, così, solo in via di ipotesi, si potrebbe anche pensare che la crisi economica che si è voluto colpisse soprattutto, se non esclusivamente i più deboli, ha indotto un po’ di anziani a rinunciare a visite ed esami o addirittura a medicinali i cui ticket erano aumentati, o per i quali hanno perduto l’esenzione.
Oppure ipotizzare che i lavoratori hanno cominciato ad accettare condizioni peggiori sui luoghi di lavoro perché oramai anche per il governo il sindacato è inutile, quando non addirittura un nemico?
Dico così, magari appunto solo come ipotesi. E no, sarebbe troppo e comporterebbe una qualche responsabilità del governo. Allegria! Allegria! che con l’ottimismo si esce dalla crisi
Non sono passati più di tre giorni dalla rivendicazione da parte di Renzi dell’astensionismo nel referendum sulle trivellazioni (“referendum inutile”, come certamente hanno capito gli abitanti di Genova), che il governo e il Pd compiono l’ulteriore atto di disprezzo della volontà popolare.
Il tema questa volta è l’acqua e la legge d’iniziativa popolare, presentata dai movimenti nove anni fa, dopo aver raccolto oltre 400.000 firme. Una legge dimenticata nei cassetti delle commissioni parlamentari fino alla sua decadenza e ripresentata, aggiornata, in questa legislatura dall’intergruppo parlamentare in accordo con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
La legge è stata approvata ieri alla Camera, fra le contestazioni dei movimenti e dei deputati di M5S e SI, dopo che il suo testo è stato letteralmente stravolto dagli
La partita petrolio non è chiusa. Forte presenza alle urne nelle aree più interessate dal problema.
Partono i ricorsi all’Europa
di ANTONIO CIANCIULLO
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Il quorum non è stato raggiunto, ma il confronto che si è aperto attorno a questo referendum non lascerà le cose come prima.
Il primo commento del Comitato locale per il SI
Commenta (0 Commenti)...Sembrava un referendum piccolo piccolo ma possiamo gettare il quorum oltre l'ostacolo!
#unquorumcosì
Il Governo di Renzi, costretto dai quesiti referendari delle Regioni a vietare nuove perforazioni entro le 12 miglia, ha prorogato quelle vecchie all'infinito.
Poi, ha tentato di negare che il referendum del 17 aprile, oltre che contro questa incredibile novità, intervenga "sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull’ alternativa alle energie fossili".
Invece è di questo che stiamo parlando e continueremo a farlo ... la transizione energetica è già cominciata.....
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Massimo Villone sul "Manifesto" del 13 aprile 2016
Legge costituzionale e referendum. L’obiettivo di verificare l’orientamento popolare sul merito delle nuove norme potrebbe essere anche comprensibile e persino meritorio: ma solo se si togliesse dal piatto la posta della crisi e dello scioglimento anticipato nel caso di vittoria dei no, e si rendesse ai cittadini la libertà di voto che si vuole con tale minaccia nei fatti espropriare.
Renzi chiude la discussione generale per il voto conclusivo sulla riforma costituzionale e per un attimo ci fa sognare. Promette risposte nel merito su ben venticinque punti. Ma, come sappiamo, di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno.
Comincia con uno scarico di responsabilità. Tutto parte da Napolitano, ampiamente citato: «un senatore senza il quale tutto questo passaggio non sarebbe stato possibile». Non è necessario entrare nelle polemiche su Napolitano, o in quelle odierne su Mattarella, anche richiamato da Renzi per il suo intervento alla Columbia University dell’11 febbraio 2016. Non è dubbio che il Capo dello Stato non possa nella specie andare oltre la moral suasion. Chi non è convinto può sempre dire no.
Renzi continua poi con gli argomenti già noti. Tutto è andato per il meglio, senza forzature, ed anzi i parlamentari «hanno dato una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente … la politica quando è sfidata in positivo è capace di far vedere la pagina più bella». Ma davvero? Dignità o miserabile attaccamento alla poltrona? Perché allora le continue minacce sul votare secondo il volere del governo o tutti a casa? Perché imbavagliare chi ha osato alzare la testa? E vogliamo davvero credere che la pagina più bella rechi la firma di Verdini? O che venga da quella
Leggi tutto: Riforma Boschi, il plebiscito sul premier oscura i contenuti - di Massimo Villone
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