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Un giorno come tanti Andrea aveva 22 anni, è precipitato di notte da un’altezza di dieci metri mentre lavorava al nuovo impianto di illuminazione del Colosseo. In appena tre giorni è il nono morto sul lavoro. Il monumento chiuso solo dopo la protesta dei sindacati

Un giorno come tanti Il ministro Giuli chiude l’intero monumento solo dopo le polemiche. Presidio dei sindacati. La Cgil: «L’umanità viene prima dei turisti»

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https://ilmanifesto.it/una-macchina-da-soldi-senza-freni    di Valentina Porcheddu

f3de7dac-a853-418b-8d50-0bf112a6eca7 Presidio dei sindacati davanti al Colosseo per la morte dell'operaio 22enne Andrea Moretti – fotoAnsa

Andrea Moretti aveva 22 anni. Ha perso la vita mentre stava lavorando: era un operaio acrobatico, quelli che si aggrappano agli edifici come fossero montagne da scalare, facendo risparmiare il costo dei ponteggi. Stava operando al nuovo impianto di illuminazione del Colosseo quando è caduto da un’altezza di 10 metri. Uno dei posti più noti al mondo che ha fatto da cassa di risonanza a una tragedia che per l’Italia è cronaca quotidiana, ma nei giornali locali. Il monumento è stato chiuso, come era ovvio. Anche se il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha disposto il divieto di accesso a tutta l’area, e non solo a quella oggetto dei lavori, solo dopo le polemiche scaturite dall’apertura del mattino.

IL MINISTRO HA DEPOSTO una corona di fiori sotto l’anfiteatro («Abbiamo deciso di rendere solenne questa tragedia, non vogliamo che si ripeta», ha detto) e domani, quando i cancelli verranno riaperti, i dipendenti del Parco archeologico del Colosseo, Pac, porteranno un segno di lutto. Ha commentato l’incidente anche la presidente del Consiglio, dicendosi «colpita e addolorata profondamente», poi ha affermato che «anche nel nome» della vittima il governo «continuerà a fare la sua parte affinché tragedie simili non si ripetano più».

Giusto il giorno prima della morte del giovane operaio specializzato, la ministra per il Lavoro Marina Calderone aveva definito «incoraggianti» i dati dell’Inail che segnalavano la lieve flessione dei decessi ma un aumento degli incidenti sul luogo di lavoro. Per le statistiche gli infortuni mortali sono ancora più di tre al giorno. Il caso di Andrea Moretti rientra in questo stillicidio quotidiano, a fare la differenza è l’eccezionalità del luogo e la sua centralità che non permette di derubricare l’incidente. Così come è successo ad Octav Stroici, operaio edile di 66 anni, morto il 3 novembre scorso pochi metri più avanti del Colosseo nel crollo del solaio della Torre dei Conti. In entrambi i casi la magistratura ha aperto un’inchiesta.

MORETTI, ROCCIATORE, faceva lo stesso lavoro del padre, che in un cantiere aveva perso una gamba. La famiglia è originaria di Crognaleto, un piccolo comune nel teramano, dove ha sede anche l’azienda per cui lavorava il ragazzo, la Moretti Quintilio srl, specializzata nei lavori in quota. Fino a ora non risultano altri incidenti o vertenze sindacali in carico all’impresa, che operava in subappalto nell’installazione della nuova illuminazione del Colosseo, finanziata da Tod’s. Tuttavia dalle prime indagini degli inquirenti, che indagano per omicidio colposo (al momento contro ignoti) risulta che l’operaio al momento della caduta dal terzo anello dell’anfiteatro indossava l’imbracatura ma non era assicurato alla fune che, forse per il contrappeso, è venuta via dai tiranti. La cima però non si è spezzata e i magistrati attendono autopsia e perizia tecnica sull’attrezzatura per capire se si è sganciata accidentalmente o se non era stata collegata in modo corretto.

L’incidente è avvenuto di notte, solo due colleghi, tra cui il cognato di Morelli, hanno sentito il tonfo e chiamato i soccorsi. I carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Antonino Di Maio, stanno acquisendo la documentazione su appalto e sub appalti del Pac, quella della formazione per la sicurezza e il contratto del ragazzo per capire se ci sono irregolarità. E se era stato dato l’ordine di fare in fretta: il nuovo impianto di illuminazione artistica del monumento doveva essere inaugurato a breve. Il 9 ottobre la cerimonia ufficiale con le istituzioni e intanto erano in programma le riprese di un programma evento Rai con Alberto Angela che sono state rinviate così come le celebrazioni per la giornata mondiale del turismo dell’Onu.

«NOVE MESI FA eravamo qui per Octav Stroici che doveva stare in pensione, oggi piangiamo un lavoratore di 22 anni, nel fiore della sua vita. Basta: l’umanità viene prima dei turisti», ha detto il segretario della Cgil di Roma e Lazio Natale Di Cola durante la fiaccolata organizzata con Cisl e Uil e aperta dallo striscione “Giustizia per Andrea”. Per la Uil serve «l’istituzione dell’omicidio sul lavoro, così come esistono quello navale e quello stradale». Nel pomeriggio si era svolto anche un presidio di studenti con l’Usb, che ha proclamato uno sciopero di 24 ore dei suoi iscritti. La Cgil ha annunciato che si costituirà parte civile al processo e sosterrà la famiglia nelle spese legali. «Il fatto che un ragazzo di 22 anni possa morire in un appalto nel settore pubblico indica la gravità e insostenibilità della situazione. – ha detto il segretario nazionale Maurizio Landini – Questo sistema di appalti uccide ed è una responsabilità politica che non può essere più taciuta».

DELLO STESSO AVVISO le opposizioni, dal Pd al M5s. «Questa strage silenziosa è stata aggravata dalle politiche ottuse e complici di questi anni, come il codice Appalti di Salvini, per questo le lacrime di coccodrillo del governo trasudano ipocrisia», il commento di Avs.

«Polemiche inutili», per la maggioranza.