Accedi Registrati

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *

Quattro mura La casa è il perno dell’economia fondamentale, l’insieme dei beni e dei servizi - acqua, energia, cibo, sanità, cura, trasporti - che permettono una vita dignitosa

LEGGI ANCHE La frattura tra rendita e inquilini che rovescia l’agenda delle destre

1e95ba6e-d8c8-4052-bd96-d089a9b8a16d Foto generiche di case popolari a Torino, 16 febbraio 2024, nel quartiere Mirafiori. Settore immobiliare, emergenza casa ANSA/JESSICA PASQUALON

La casa è il perno dell’economia fondamentale, l’insieme dei beni e dei servizi – acqua, energia, cibo, sanità, cura, trasporti – che permettono una vita dignitosa. Senza un alloggio accessibile, scuola, lavoro e cura perdono il loro punto d’appoggio.

Secondo l’Istat, nel 2021 il quinto più povero delle famiglie italiane destinava all’abitare quasi un terzo del reddito (32,3%), il quinto più ricco il 6,6%: un rapporto di cinque a uno. Secondo Eurostat, nel 2025 le famiglie a rischio di povertà spendono per la casa il 28,6% del reddito, quelle non povere il 10,8%. Con i redditi al palo e l’inflazione che morde, il costo dell’abitare divora una quota crescente di ciò che resta dopo le spese essenziali. E con esso la libertà di scegliere dove e come vivere.

In Spagna questa infrastruttura si è incrinata in pubblico. Ha smesso di essere un fatto privato.

Il 23 settembre le immagini dello sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dopo che il suo canone era salito da 500 a 2.650 euro al mese (quasi il doppio della sua pensione) sono passate in televisione e hanno acceso le piazze. Il filosofo John Dewey osservava che un pubblico nasce quando gli effetti di accordi privati travalicano chi li ha stipulati e colpiscono altri, fino a rendere necessario occuparsene in modo collettivo. Lo sfratto di Maricarmen ha generato questa trasformazione: un contratto privato è diventato un oggetto politico dotato di una sorta di «potere di convocazione». Una acampada a Puerta del Sol, un presidio davanti al Congresso, manifestazioni annunciate in oltre cinquanta città. La società proprietaria ha fatto marcia indietro, ma ormai il problema pubblico aveva un nome: l’abitare.

Pedro Sánchez ha portato in aula due decreti, il Congresso li ha respinti. La sconfitta parlamentare è però anche un successo di posizionamento tattico. Sánchez ha costretto gli avversari a votare di fronte al Paese contro la risposta al caso Maricarmen. Li ha poi avvertiti che la storia li giudicherà «prima di quanto credano» e ha legato l’ipotesi di elezioni anticipate alle dinamiche della piazza. La casa è diventata così la linea di frattura su cui ridisegnare il campo politico, creando alleanze non scontate tra politica e società.

In Italia non succede nulla di simile. Gli sfratti colpiscono ogni anno decine di migliaia di famiglie, ma restano cronaca gestita caso per caso da tribunali, prefetture e servizi sociali. Nel 2024, ultimo anno con dati ufficiali, i tribunali hanno emesso oltre 40mila provvedimenti di sfratto, quasi otto su dieci per morosità e oltre 21mila sono state eseguite alla presenza dell’ufficiale giudiziario. Il fondo per il sostegno agli affitti è stato azzerato nel 2023; quello per la morosità incolpevole, cancellato anch’esso, è stato riattivato con cifre simboliche: pochi milioni l’anno, a fronte dei cinquanta stanziati annualmente dal 2021. Dai tempi dell’Ina-Casa di Amintore Fanfani l’Italia non ha più avuto un piano per la casa di quella scala. Nessuno sfratto, però, ha riempito le piazze come in Spagna o è diventato un oggetto politico mobilitante. La casa compare nei programmi dei partiti di opposizione senza assumere alcun potere di convocazione.

Ri-politicizzare l’economia della vita quotidiana, cioè riportare all’interno del conflitto democratico beni che sono stati spoliticizzati, consegnati alla logica della rendita immobiliare o ridotti a questione privata, dovrebbe essere una priorità per l’opposizione. La casa deve tornare a essere una questione pubblica. Il caso spagnolo mostra come ciò possa concretizzarsi in presenza di un ecosistema in cui i movimenti costruiscono i problemi pubblici, l’analisi critica ne mostra i meccanismi di funzionamento e le possibili soluzioni e i partiti che mirano alla rappresentanza popolare tornano a fare ciò che hanno smesso di fare da troppo tempo: dare voce ai bisogni dei soggetti più deboli.