Il contributo di Lucio Caracciolo all'assemblea organizzativa della Cgil: la tendenza globale al disordine, la sovranità "molto limitata" dell'Italia, le nuove vie per il gas russo e l'espansione verso Est della Nato. Un mondo accelerato
Faenza 26 01 2022
Altri annunci sulla circonvallazione nord. E se invece si facesse uno studio complessivo sulla mobilità nel territorio ?
(Magari all'interno del Piano Urbanistico Generale)
Tornano di nuovo agli onori delle cronache annunci sulla circonvallazione a nord di Faenza. Se ne è parlato nel 2009 - 2010 nel Piano Strutturale Comunale Associato, nel PRIT, ma non è mai stato preso in seria considerazione per diversi motivi: innanzitutto per i costi (“un tragitto tra i 5 e i 10 km, per la metà su strade da adeguare, con un minimo di due nuovi ponti, e possibili tratti in galleria…”); per il consumo di ulteriore suolo agricolo; perché è una scelta di incentivazione ulteriore del traffico, privato e logistico, solo su gomma.
Opportunamente, alcuni commenti sulla stampa evidenziano i nodi dell'impatto economico e ambientale.
Il citato PSC dell'URF, prevedeva un reticolo di tante nuove strade, oggi con l'avvio della predisposizione del Piano Urbanistico Generale (PUG) sarebbe necessaria una revisione e un adeguamento alle effettive esigenze, anche tenendo conto delle indicazioni contenute nel Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (PUMS).
A questo proposito, invece che uno studio su una ipotetica circonvallazione nord, il PUG dovrebbe approfondire tutte le migliori soluzioni per una mobilità sostenibile, a partire da alcune ipotesi di lavoro già prese in considerazione in diversi piani e strumenti programmatori (PUMS, Piano strategico 2030 dell'URF, ecc.). Ne indichiamo alcune:
Misure per eliminare, o quanto meno fortemente ridurre, il traffico pesante nel centro abitato, a questo fine nel PUMS alcune misure sono previste (come un servizio di consegna merci nel centro storico, con piccoli mezzi elettrici e a basso impatto) ma inoltre, vanno stabilite misure per evitare che troppi mezzi pesanti transitino sulla via Emilia verso le zone industriali, in particolare sul cavalcavia, andranno quindi previste misure di limitazione al traffico pesante, indirizzandolo invece verso l'uso dell'autostrada.
Progetto bandiera #1 - Tram treno, inserito nel Piano strategico 2030, che valuta la fattibilità di “una rete metropolitana di superficie, con collegamenti intermodali con altre linee di trasporto pubblico locale sull’asse Brisighella – Granarolo, coinvolgendo attivamente imprese e altri attori del territorio. Vi è una forte polarità di flussi di spostamento sull’asse - lungo 35 chilometri - che da Brisighella San Cassiano conduce a Granarolo, attraversando il centro di Faenza e passando dal casello autostradale”.
Il ventilato progetto delle F.S. di uno svincolo ferroviario da Forlì verso Ravenna, che prevede anch'esso un nuovo attraversamento del fiume Lamone, avrebbe il pregio di spostare su ferro una parte del trasporto di merci e potrebbe riaprire l'ipotesi di uno scalo merci nella zona naviglio.
In ogni caso si tratta di ipotesi andrebbero comparate con tutte le altre variabili territoriali, tenendo conto che, in particolare le ultime due, hanno la necessità di un coinvolgimento delle F.S. che non avrebbe tempi brevi.
Proprio per questo è necessario attivarsi subito. Ma non con semplici annunci, con una visione strategica, da mettere a punto con una vera partecipazione di tutti gli attori delle comunità locali, delineando poi una serie di azioni, alcune delle quali possono essere attivate subito, altre con tempi più lunghi.
Dato che l'annuncio attuale è semplicemente il deposito di una mozione, che dovrà essere poi discussa dal Consiglio Comunale, invitiamo, in particolare le forze politiche della maggioranza, ma anche tutti i Consiglieri, a valutare queste nostre considerazioni. Evitando di farsi l'illusione che tutte le ipotesi annunciate possono essere finanziate dai fondi del PNRR.
Circolo Legambiente Lamone Faenza
Non ci piace il termine giochi, in questo caso. E’ uno dei passaggi più alti nella vita della Repubblica, l’elezione della/del Presidente. Ma lo spettacolo di questi mesi evoca giochi pesanti, molto al di sotto della solennità necessaria. Senza retorica, solennità. Perché la/il Presidente sarà custode e interprete della Costituzione. Per mesi, sul piatto del gioco è stato presente il nome di chi, un tempo governante, disse Governare con questa Costituzione è un inferno. Ha fatto lui un passo indietro, ma i partiti che lo hanno proposto giocheranno, da domani, un loro pesante gioco. Inoltre, tutti i Partiti stanno mostrando grandi difficoltà, nell’individuare una scelta.
Con un gioco, a nostro avviso pericoloso, di confusione fra ruolo di un Presidente del Consiglio e ruolo di un Presidente della Repubblica.
Vedremo.
Anche di questo abbiamo parlato, il 22 gennaio, con i Parlamentari del centrosinistra.
Sono stati incontri che valutiamo positivamente, perché non formali. L’interazione è stata reale e con un tempo a disposizione di non breve durata.
Siamo partiti dalla legge elettorale. I Parlamentari concordano con noi sulla necessità di una nuova legge elettorale proporzionale, con soglia più o meno bassa. Collina insiste su una soglia non bassa, per la vecchia questione della governabilità. Pagani auspica personalmente il proporzionale, in attesa che il suo Partito decida in tal senso, cosa che non è ancora avvenuta. Decisamente favorevole al proporzionale Errani. Ci è parso di capire con soglia bassa, per dare quindi peso alla rappresentanza. L’attuale Rosatellum è un disastro - Errani concorda - aggravato dal taglio del numero dei Parlamentari. Su questo noi abbiamo insistito, criticando la scelta di PD e LEU di sostenere il taglio. A proposito di governabilità che non ha dato, in questi anni, buona prova.
La seconda questione affrontata, l’Autonomia differenziata. In molti nostri documenti abbiamo spiegato le ragioni del nostro NO. L’Emilia Romagna ha rincorso la Lega, allontanandosi dalla propria storia, che ha fatto coesistere buona amministrazione e solidarietà nazionale. La riforma del Titolo V, a suo tempo, ha dato vita a contraddizioni.
Su questo punto, registriamo la piena approvazione di Collina e Pagani per la scelta di maggiore Autonomia della nostra Regione, confidando nel PNRR per il superamento del divario ancora molto pesante fra Nord e Sud. Errani critica con fermezza la scelta di Bonaccini, e ricorda che la buona sanità nella Regione Emila Romagna è stata realizzata con la riforma del 1978 di Rosi Bindi. Regionalizzare Sanità e Scuola sarebbe un vulnus all’unità della Repubblica, Alla nostra preoccupazione che l’autonomia differenziata, inserita nella legge finanziaria, possa essere non più discutibile, Errani rassicura. La questione è stata collegata come intenzione, ma, se procede, dovrà diventare materia parlamentare. Di discussione pubblica, chiediamo noi. Errani concorda.
Ultimo tema, il Presidente della Repubblica. Troviamo nei Parlamentari da noi ascoltati preoccupazione e, non verremmo esagerare, anche un certo sconcerto. Molto accadrà, di imprevedibile, nelle prossime ore. E’ condiviso l’identikit. Personalità di altissima levatura morale e civile. Autonoma nelle decisioni da prendere. Sottolineiamo che nessun nome sentito dai Partiti, o dintorni, ha le caratteristiche, anche di esperienza politica, di Sergio Mattarella.
In ogni caso - su questo i Parlamentari insistono e concordano - con il nuovo Presidente tutto potrà cambiare, in positivo o in negativo, a partire dalla legge elettorale.
Hanno partecipato agli incontri Mirka Bettoli, Vittorio Bardi, Silvano Martini, del Comitato di Faenza, con Stefano Collina nella sede del PD di Faenza. Presente anche Maria Paola Patuelli
All’incontro nella sede del PD di Ravenna con Vasco Errani e Alberto Pagani, erano presenti Stefano Kegljevic, presidente del Comitato di Ravenna e rappresentante di LeG, Angelo Morini, presidente Associazione Mazziniana e segretario del Movimento Federalista, sezione di Ravenna, Giovanni Piccinelli, di Cervia, Antonella Piraccini, vicepresidente del Comitato di Ravenna e Maria Paola Patuelli.
I Parlamentari concordano con la nostra richiesta di mantenere anche in futuro momenti di confronto. Invieremo a loro direttamente i documenti che produrremo, a livello nazionale, regionale e locale, che fino ad oggi non hanno o ricevuto o personalmente visionato.
Maria Paola Patuelli
portavoce Coordinamento per la Democrazia Costituzionale della provincia di Ravenna