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Io amo Massimo Recalcati, psicanalista. Come amavo il visionario e incomprensibile Jacques Lacan, di cui Recalcati è studioso e interprete. L’ho ascoltato nelle interviste e ho letto con estremo godimento tutti i suoi scritti, ammirandone l’intelligenza e la straordinaria capacità divulgativa. E sono certo che se lo avessi avuto come docente scolastico la mia esperienza a scuola non sarebbe stata così travagliata.

 

Detto questo, leggo con sconcerto le dichiarazioni del Recalcati politico, del suo endorsement al PD e Renzi, unico leader, a suo dire, in grado di unirla e farla crescere. Nonché delle sue colte argomentazioni contro i contestatori renziani interni al partito (ora fuori), scomodando in questo persino la mitica figura di Telemaco e bollandoli come le mummie del no. Sono molto preoccupato per questa schizofrenia, per l’evidente dicotomia fra i due Recalcati.

 

Ad esempio, martedì 20 su Repubblica scrive a proposito di Di Maio, in merito al fatto di aver accettato la candidatura a premier: Quale assenza di giudizio critico su se stessi comporta l’aver accettato questa candidatura?… Quanti accetterebbero un incarico di questa rilevanza senza avere la più pallida idea di cosa significhi governare la cosa pubblica? E’ questa assenza di consapevolezza dei propri limiti che fa davvero tremare i polsi. Un fantasma di onnipotenza e di purezza totalmente sganciato dalla realtà. Egiù ad accusare di patologia bipolare i cinque stelle; giudizi, in parte, certamente anche condivisibili.

 

Però c’è una cosa che vorrei far notare: come si dice in Romagna, io ho fatto le scuole basse, non ho studiato a fondo il geniale Lacan, ho solo una infarinatura di psicanalisi e non sono docente di nulla. Forse proprio grazie a questa mia mente semplice ho notato che se, nei suoi discorsi, si sostituisce il nome di Di Maio con Renzi non cambia nulla, tutti collimano perfettamente, sono due nomi praticamente intercambiabili.

Capite ora perché sono preoccupato? Dove è finita, mi chiedo, la fine intelligenza dell’uomo? ma soprattutto l’acume dello studioso, dell’analista capace di scovare i veri caratteri e l’animo recondito delle persone? Ecco io vorrei anche segnalarglielo, ma a quale dei due?