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Assange immagini e fotografie stock ad alta risoluzione - Alamy

Uniamoci con forza alle voci di quelli che in tutto il mondo stanno reclamando la libertà per Julian Assange, prigioniero di coscienza, detenuto nella prigione di Londra in condizioni disumane.
La Giustizia inglese sta decidendo la sua estradizione negli Stati uniti, cosa che rappresenterebbe la condanna a morte di un uomo che ha avuto il coraggio e la dignità di denunciare le violazioni e le atrocità commesse dagli Stati uniti durante la guerra in Iraq.
Julian Assange è un difensore della libertà d’espressione e la sua detenzione in carcere è un avvertimento e una minaccia per tutti i giornalisti che nel mondo denunciano le violazioni dei diritti umani e dei popoli.
Ho conosciuto Julian quando era rifugiato politico nell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra. Purtroppo, il presidente di allora, Lenin Moreno, lo consegnò alla polizia britannica.
Insieme a moltissime voci nel mondo chiediamo la libertà di chi, a rischio della propria vita, ha difeso la verità, la giustizia e il diritto alla libertà di stampa nel mondo.
La pace si costruisce con la verità e la giustizia dei popoli.


Hasta la Victoria Siempre!
Libertà per Julian Assange, molta forza e speranza.


* L’autore, argentino, è stato premio Nobel per la pace nel 1980. La Corte suprema di Londra si riunisce oggi per decidere sull’estradizione di Assange

 

 

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LA LETTERA. Per i commenti sul conflitto israelo-palestinese espresse in chat è stato licenziato e ora rischia di perdere lo status di rifugiato

Washington, in marcia per chiedere il cessate il fuoco a Gaza foto Ap/Tom Williams Manifestazione pro Palestina - Ap

Caro manifesto,

a fine gennaio è stata riportata da alcuni quotidiani la notizia della sospensione di un educatore da una prestigiosa scuola francese con sede a Roma: l’istituto Chateaubriand. Il provvedimento è stato notificato all’interessato poco tempo dopo che questi aveva subito una perquisizione, il 17 gennaio scorso, da parte della Digos di Roma.

L’educatore risulta indagato per aver condiviso, su alcune chat private di WhatsApp, la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese, per aver espresso grande sconforto in merito alla morte di migliaia di bambini palestinesi e per aver manifestato apprezzamento per un leader di Hamas. La perquisizione sarebbe stata decisa allo scopo di rinvenire eventuali armi o esplosivi, ma si è conclusa in un nulla di fatto. La scuola ha smentito l’eventualità che la sospensione sia stata richiesta direttamente dalla questura.

Rispetto a quanto condiviso dall’educatore le indagini sono ancora in corso e lo stesso si è detto profondamente dispiaciuto per l’accaduto: era scosso per i video e le immagini che arrivavano dalla striscia di Gaza, ma non intendeva in alcun modo incitare alla violenza. L’algerino Bensouibat Seif, questo il suo nome, è titolare di regolare permesso di soggiorno in Italia, essendogli stato riconosciuto lo status di rifugiato politico; e dispone di carta di identità rilasciata dal Comune di Roma. È incensurato, privo di carichi pendenti e prestava regolare attività lavorativa da oltre nove anni con la qualifica di pedagogo e contratto a tempo indeterminato.

Successivamente il provvedimento di sospensione si è tradotto in licenziamento e gli è stato notificato l’avvio della procedura di revoca dello status di rifugiato. Il tutto, come si è detto, quale diretta conseguenza di quanto condiviso da Seif su alcune chat private. Non è prevedibile quale sarà l’esito dell’iter di verifica del suo status di rifugiato politico, ma già da ora esprimiamo tutta la nostra preoccupazione.

Riteniamo superfluo sottolineare che sul conflitto israelo-palestinese le nostre posizioni sono diverse da quelle di Seif e che riteniamo Hamas un nemico della causa palestinese, ma: pensiamo che la morte dei civili e dei bambini palestinesi rappresentino un crimine di guerra e che le opinioni, anche le più lontane dalle nostre, quando restano opinioni, tanto più come in questo caso espresse in forma privata, non debbano costituire un fattore di criminalizzazione

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Faenza. Riapre la scuola di disegno Minardi, open day sabato ...

Come tutti sapranno a Faenza esiste una Scuola Comunale d'Arte intitolata a Tommaso Minardi che ha sempre avuto la propria sede storica in vicolo Ughi dove hanno insegnato e studiato generazioni intere di artisti e studenti faentini (e non solo faentini).
 
Qualche anno fa alcune sue aule furono spostate nel complesso dei Salesiani, a fianco della Scuola di Musica Sarti.
 
Entrambe le scuole, come ben noto, sono state colpite disastrosamente dalla alluvione del 16-17 maggio.
Proprio per aiutare la Scuola Minardi a riprendere le sue attività, nei mesi di ottobre e novembre alla Bottega Bertaccini abbiamo organizzato e ospitato la mostra "Pittori del fango", una collettiva di pittura a cui hanno partecipato 45 artisti del territorio che hanno offerto una propria opera da mettere in vendita. Abbiamo raccolto la ragguardevole cifra di 4.100 euro che serviranno all’acquisto di beni e materiale didattico.
 
Con la scuola ai Salesiani inagibile, lo scorso ottobre i corsi sono ripresi nella vecchia sede, quella di vicolo Ughi.
Dopo pochi mesi, dalle segnalazioni e commenti ricevuti, mi permetto di tracciare un primo bilancio delle attività.
 
In vicolo Ughi si trovano:
- ambienti ampi, ottimi per ospitare classi numerose di allievi;
- armadi, tavoli, scaffalature, perfetti per ospitare libri e tutto il materiale necessario ai corsi di disegno e di pittura;
- spazi ampi per il disegno e la pittura con cavalletti;
- lavandini per la pulizia del materiale da disegno vicino ai tavoli di lavoro;
- al piano terra, la sala con tutto il materiale per l'incisione;
- la Gipsoteca e le altre opere sono fonte di ispirazione per gli alunni;
- gli ambienti favoriscono il dialogo e lo scambio costante fra i piccoli, i giovani e gli adulti.
 
Restano, è vero, da risolvere alcune criticità: attualmente il piano terra non è utilizzabile, come sicuramente bisognerà metter mano ai servizi igienici. E' pure necessario, per una completa fruibilità, provvedere all'abbattimento delle barriere architettoniche.
 
Pur con questi limiti, e nell'auspicio che i problemi possano essere affrontati e risolti in tempi certi, mi pare di poter dire che la sistemazione di questi ultimi mesi in vicolo Ughi sia la soluzione ideale.
 
In una parola: la Scuola Minardi deve tornare alla Scuola Minardi, definendo un programma di interventi di bonifica e migliorie.
 
Ringrazio per l'attenzione.
 
Renzo Bertaccini
 
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
BOTTEGA BERTACCINI - Libri e Arte
Corso Garibaldi, 4 - 48018 Faenza (RA)
tel. 0546-681712
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++ Gaza: 800 funzionari europei e Usa denunciano Israele ++ In una lettera aperta evocano anche il rischio di 'genocidio'

-     RIPRODUZIONE RISERVATA

(ANSA) - LONDRA, 02 FEB - Oltre 800 tra diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento "transatlantico" in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di Gaza all'attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedono ai rispettivi governi una reazione più decisa.

Altrimenti, scrivono in un testo visionato fra gli altri dalla Bbc, c'è "il rischio di rendersi complici di una delle più gravi catastrofi umanitarie del secolo": fino, potenzialmente, a scenari di "pulizia etnica e genocidio".

(ANSA). 2024-02-02T13:31:00+01:00 LR ANSA per CAMERA01 https://trust.ansa.it/09c3b5513f6963430639b85f4300014f79c2f10d9960afeef006a5d878d7ea41

 

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https://www.change.org/p/support-south-africa-s-case-against-israel-at-the-icj?recruiter=44469181&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_combo_share_message&utm_medium=whatsapp&utm_content=washarecopy_37810598_en-US%3A8&recruited_by_id=34a7a1a0-8e7e-0130-e987-3c764e049c64&share_bandit_exp=message-37810598-it-IT

 

Perché questa petizione è importante

Lanciata da Riyad Tibi
 

Noi sottoscritti applaudiamo e sosteniamo pienamente il deferimento di Israele da parte del Sud Africa all’ICJ (Corte internazionale

di giustizia) per i suoi crimini di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza. Ci auguriamo che questa azione porti a una qualche

forma di azione internazionale che metta fine alle sofferenze del popolo di Gaza e porti anche a ottenere giustizia dopo due mesi di

incessanti crimini di guerra da parte di Israele che hanno causato finora la morte di 21.000 persone. .

 

Secondo Al Jazeera.com "In un ricorso presentato alla corte venerdì 29 dicembre 2023, il Sud Africa ha descritto le azioni di Israele

a Gaza come "di carattere genocida perché intendono provocare la distruzione di una parte sostanziale della popolazione nazionale e

razziale palestinese. e gruppo etnico”. Gli atti in questione includono “l’uccisione di palestinesi a Gaza, causando loro gravi danni

fisici e mentali, e l’inflizione loro di condizioni di vita calcolate per provocare la loro distruzione fisica”,

si legge nella domanda.’

 

More details can be found on https://www.icj-cij.org/case/192 Application Instituting procedures (English only).


See also Aljazeera https://www.aljazeera.com/news/2023/12/29/south-africa-files-case-at-icj-accusing-israel-of-genocidal-acts-in-gaza 

 
 
 
 
 
 
 
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ISRAELE/PALESTINA. Lettera aperta al presidente della Repubblica dopo il discorso di fine anno sull'offensiva militare israeliana in corso contro Gaza

Per aderire: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Manifestazione a Milano per la Palestina, novembre 2023 foto Ansa Manifestazione a Milano per la Palestina, novembre 2023 - Ansa

Sono oltre 1.500 le firme alla lettera diretta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lanciata da Angelo d’Orsi, Fabio Marcelli e Andrea Catone, «Non in nostro nome»: si chiede conto al presidente del modo in cui nel discorso di fine anno ha affrontato l’attacco militare israeliana in corso a Gaza, con «30.000 vittime civili, 70.000 feriti, 90% degli edifici rasi al suolo…Una economia, una società, un paesaggio annichiliti» e con le dichiarazioni di esponenti del governo israeliano sulla «necessità di espellere da Gaza i palestinesi sopravvissuti».

I firmatari ritengono «grave che nel Suo messaggio riduca il genocidio in corso a “un’azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili”»: «Ella evita di dare un nome al popolo vittima del massacro: nel Suo discorso sono “moltitudini di persone”. Non sono “moltitudini”: è il popolo palestinese che subisce da 75 anni l’occupazione di Israele». Tra i firmatari Alberto Bradanini, Luigi De Magistris, Ginevra Bompiani, Enrico Calamai, Mimmo Lucano, Maurizio Acerbo, Piergiorgio Ardeni, Paola Nugnes, Piero Bevilacqua, Enzo Scandurra, Eleonora Forenza.

***

Signor Presidente,
noi sottoscritti cittadini e cittadine Suoi connazionali, lavoratori della città e della campagna, studenti e persone impegnate nel mondo della cultura, dell’insegnamento, dell’associazionismo, ci permettiamo di ricordarLe la situazione in atto in Palestina:
circa 30.000 vittime civili a Gaza, senza contare i presumibili 10.000 sotto le macerie.
70.000 feriti che non possono essere adeguatamente curati in ospedali distrutti da Israele.
1000 bambini che hanno perso uno o entrambi gli arti inferiori o superiori.
90% degli edifici rasi al suolo: “non è rimasto brandello di muro”, dichiarano i pochi osservatori ONU rimasti sul campo.
Una economia, una società, un paesaggio annichiliti.
Oltre 2 milioni di persone sono senza un tetto, né acqua, né cibo, né medicinali, né carburanti, e sono spinte dall’esercito israeliano in una piccola sacca a Gaza sud, che peraltro continua ad essere bombardata.

Intanto si susseguono dichiarazioni di governanti israeliani sulla necessità di espellere dal territorio di Gaza i palestinesi sopravvissuti, e sul progetto di ricolonizzazione di Gaza da parte dei coloni israeliani, mentre addirittura si pubblicano annunci di lussuosi villaggi turistici da costruire sulle macerie e sui corpi insepolti della popolazione palestinese.
In Cisgiordania (secondo l’ONU, “Territori Occupati”) gli oltre 700.000 coloni israeliani, che hanno occupato illegalmente il territorio e rendono molto problematica, per non dire impossibile, la soluzione “due popoli, due Stati”, spalleggiati dall’esercito di Israele attaccano quotidianamente e uccidono i contadini palestinesi, compresi donne, anziani, adolescenti.
Israele ha ucciso 138 funzionari dell’ONU e continua a bombardare i convogli dell’agenzia per i rifugiati dell’ONU. Colpisce le ambulanze che trasportano i feriti. Cattura, e umilia denudandoli e ingiuriandoli, centinaia di cittadini colpevoli semplicemente di essere palestinesi.
Israele ha trucidato un centinaio di giornalisti e fotografi nell’esercizio del loro lavoro.

Il segretario generale dell’ONU Guterres ha denunciato ripetutamente la “catastrofe umanitaria”, l’Assemblea generale dell’ONU approva la risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco.
Alcuni stati, come il SudAfrica deferiscono Israele alla Corte Internazionale di Giustizia (dell’ONU) per genocidio e diversi altri Stati denunciano quella nazione per violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario di fronte alla Corte Penale Internazionale. Milioni di persone in tutto il mondo chiedono che venga perseguito Netanyahu e la cupola politico-militare israeliana per questi motivi. Altri Paesi della UE annunciano varie azioni contro Israele, mentre il nostro governo appare silente o complice dei crimini in corso.
Quando l’Armata Rossa sovietica liberò Auschwitz il 27 gennaio 1945 e vennero alla luce gli orrori della Shoah, alcuni giustificarono il loro silenzio e la loro inazione dicendo di ignorare cosa stesse accadendo nei lager nazisti. Oggi assistiamo in diretta alla pulizia etnica e all’olocausto del popolo palestinese. Nessuno può dire “non so”.
È per noi grave che Ella nel Suo messaggio riduca il genocidio in corso a “un’azione militare [di Israele] che provoca anche [evidenziazione nostra] migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti”. Nient’altro. Ella, Signor Presidente, avrebbe potuto, e riteniamo dovuto, riprendere le dichiarazioni del segretario dell’Onu, le risoluzioni dell’Assemblea generale e levare una voce per l’immediato cessate il fuoco in Palestina. Come anche alcuni leader europei hanno chiesto.
Ella, invece, ha taciuto, Signor Presidente.

Nelle sue parole il genocidio del popolo palestinese in corso (è la definizione dello storico israeliano Ilan Pappé, costretto ad abbandonare il suo paese e la sua università per le minacce di cui è stato oggetto) è stato ridotto alla reazione israeliana “che provoca anche migliaia di vittime civili”. Durante la Resistenza antifascista i massacri operati dai nazifascisti si chiamavano “rappresaglia”; alle Fosse Ardeatine i nazisti applicarono la formula del “10 italiani per un tedesco”. La rappresaglia di Israele (se di rappresaglia si può parlare e non di un piano preordinato di svuotare Gaza della popolazione palestinese e riportarla sotto il diretto controllo israeliano) supera di molto il criterio nazista delle Fosse Ardeatine.
Tra l’altro, Ella evita di dare un nome al popolo vittima del massacro: nel Suo discorso sono “moltitudini di persone”. NO, non sono “moltitudini”, “volgo disperso che nome non ha”: è il popolo palestinese che subisce da 75 anni l’occupazione di Israele, è il popolo che si oppone e resiste all’occupazione, come fecero i nostri patrioti nel Risorgimento e i partigiani nella Resistenza antinazifascista italiana.

Ella dice che i giovani vanno educati alla pace, ma non si educa se non si compie un’operazione di verità, e la verità non è solo non dire il falso, ma dare un quadro completo delle cose. Il Suo discorso – un discorso ufficiale, a reti televisive unificate a tutto il Paese – per quel che dice e per quello che NON dice, viola i principi cui pure Ella dichiara di ispirarsi, non educa alla verità, né alla giustizia, in difesa morale di ogni popolo oppresso.

La parte del Suo discorso dedicata al conflitto in Medio Oriente è in definitiva schiacciata sulla politica bellicistica e disumana del governo di Israele, che annuncia un 2024 di guerra. Legando mani e piedi il nostro Paese alla politica oltranzista di Israele, Ella rompe con quella politica mediterranea di apertura ed equilibrio con i paesi arabi e di riconoscimento delle ragioni del popolo palestinese, promossa tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso da statisti come Moro, Andreotti, Craxi, o da un sindaco eccezionale testimone di pace e costruttore di ponti fra i popoli, come Giorgio La Pira. Il Suo discorso, Signor Presidente, non è solo un inaccettabile silenzio sul genocidio palestinese in corso, è anche un tradimento della storia italiana, e un colpo ai nostri interessi nazionali.

Ebbene, in piena coscienza, e con il massimo rispetto per la carica che Ella riveste, noi sottoscritti ci permettiamo di osservare e di comunicarLe che Ella ha parlato non in nostro nome.

2 gennaio 2024
Angelo d’Orsi, Storico e giornalista, già Ordinario Univ. Di Torino – Direttore “Historia Magistra” e “Gramsciana”
Fabio Marcelli, Roma, dirigente di ricerca, Istituto di studi giuridici internazionali CNR
Andrea Catone, Bari, direttore editoriale edizioni MarxVentuno
_______________________
PRIMI FIRMATARI
Alberto Bradanini, Già Ambasciatore d’Italia a Pechino e Teheran
Luigi De Magistris
Ginevra Bompiani
Enrico Calamai, Roma
Domenico (Mimmo) Lucano
Elena Basile, già ambasciatrice in Belgio
Maurizio Acerbo, già deputato, segretario nazionale di Rifondazione comunista
Augusto Ponzio Università di Bari, emerito di semiotica
Marco Papacci Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Massimo Zucchetti Ordinario di Ingegneria Politecnico di Torino, già candidato Nobel
Piergiorgio Ardeni, economista, Univ. Bologna.
Domenico Finiguerra, Abbiategrasso
Paola Nugnes architetta ambientale già senatrice
Ezio Locatelli, ex deputato, giornalista.
Guido Liguori Roma Univ. Della Calabria, presidente International Gramsci Society
Laura Marchetti, antropologa, univ. Reggio Calabria, già sottosegretario all’ambiente.
Piero Bevilacqua, storico, univ. La Sapienza , Roma.
Fabio de Nardis, sociologo, Università di Lecce.
Enzo Scandurra, urbanista, Univ. La Sapienza di Roma
Roberto Musacchio, redattore di Transform, già parlamentare europeo.
Paolo Ferrero, pubblicista, già Ministro della solidarietà sociale.
Giorgio Cremaschi, dirigente sindacale.
Eleonora Forenza, insegnante, già Parlamentare europeo.
Doriana Sarli, già Deputata
Maria Lippiello, architetto, Univ. Federico II di Napoli.
Franco Bartolomei, giurista, Univ. Di Macerata.
Stefano Galieni, giornalista
Francesca Chiarotto Storica, Univ. di Torino, “Historia Magistra”, Istituto Piemontese Gramsci
Ruggero Giacomini Ancona Storico, Centro culturale marchigiano “la città futura”
Marina Boscaino Roma docente di italiano e latino al liceo classico
Virginia La Mura, già senatrice, Napoli.
Antonio Di Siena Bari direttore editoriale edizioni LAD
Alessandra Kersevan Udine Editore, KAPPAVU, coordinatrice di “Resistenza Storica”
Marco Pondrelli Bologna Direttore del sito marx21.it
Alexander Höbel Roma Storico, Università di Sassari
Antonio Di Stasi Ancona Avvocato e docente universitario. Comitato No guerra No Nato
Pietro Adamo, Ordinario di Storia pensiero politico, Univ. Di Torino
Salvatore Tiné Docente di Storia dell’Europa Univ. di Catania.
Francesco Galofaro docente di semiotica, Università IULM di Milano
Susan Petrilli Università di Bari, Prof. Ordinario di Semiotica
Giuseppe Amata già professore ordinario dell’Università di Catania
Matteo Carbonelli Roma docente di diritto internazionale
Francesco Violante Università di Bari – docente di Storia medievale
Nicoletta Manuzzato Milano giornalista
Eugenio Zaniboni Univ. di Foggia, Docente di Diritto internazionale
Giovanna Nigi Gubbio giornalista e scrittrice
Salvatore Vitale Nuzzo già Ordinario di Fisica Generale, Università di Bari
Mihaela Ciobanu Roma Dottora in scienza politica, Direttivo Associazione “Futura umanità”
Giuliano Velliscig Udine Editore – Associazione culturale Euritmica
Gaetano Colantuono Bari redazione Quaderni di Risorgimento socialista
Dario Rossi Genova avvocato, Associazione giuristi democratici Genova
Vito Micunco Bari Rete dei Comitati per la pace di Puglia
Pierfrancesco Semerari Bari Funzionario Regione Puglia
Giuseppe Aragno, storico, poeta, univ. Federico II di Napoli
Marina Penasso, documentalista, Torino
Loris Caruso, Sociologo, Univ. di Bergamo
Antonio Minaldi, Palermo
Eloisa d’Orsi, fotoreporter, Milano-Barcellona
Danila Ghigliano, artista, Torino

SEGUONO CIRCA ALTRE 1500 FIRME
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