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Bologna verso le primarie. Sfida di sinistra del Pd anti-renziano: «Ecologista, femminista e solidale». Ok M5s

Piazza Maggiore e Palazzo D'Accursio, sede del Comune

 

Sorpresa. Mentre a Roma l’effetto del governo Draghi sembra archiviare l’asse Leu-Pd-5 Stelle, a Bologna le primarie del centro sinistra riportano indietro le lancette e rilanciano un’alleanza tutta spostata a sinistra, sancita con tanto di firme su un programma comune.

Il candidato alle primarie del Pd bolognese, Matteo Lepore, ha siglato un accordo con Emily Clancy di Coalizione civica, la rete della sinistra che mette assieme Sinistra italiana, centri sociali e attivismo ambientale. La lista delle cose da fare in città per i prossimi anni assomiglia tanto a una sorta di impegnativo libro dei sogni rosso-verde: 5mila nuove case popolari senza consumare suolo ma usando il patrimonio inutilizzato; servizi educativi dai 0 ai 6 anni gratuiti e a gestione pubblica grazie al Recovery fund e allo stop (graduale) ai soldi pubblici comunali per le scuole private paritarie; trasporti gratis per chi studia; aumento dei consultori; creazione di un centro antiviolenza lgbt per dare concretezza alla futura legge Zan; un’ipotesi di ritorno del pubblico nella gestione idrica (a Bologna c’è la multiutility Hera); reinternalizzazione di parte dei servizi socio-educativi-sanitari.

Provvedimenti che magari non arriveranno subito, ma questo è l’orizzonte politico. «Bologna sarà femminista, ecologista, solidale: la città meno diseguale d’Europa», dice Emily Clancy: «Bologna può diventare la capitale nazionale dell’innovazione sociale. E indicare così la strada al resto delle coalizioni progressiste nelle altre città», ragiona Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. Le proposte di Coalizione civica, che il dem Lepore ha assicurato di voler sostenere, saranno fatte proprie anche dal resto della coalizione: Articolo 1 e Emilia-Romagna Coraggiosa di Elly Schein, che potrebbero creare un’unica lista di sinistra proprio con Coalizione. Ci sarà anche il Movimento 5 Stelle, che ha già dato il suo appoggio a Lepore ma non dovrebbe partecipare alle primarie. «Non lasceremo la città a Renzi», dice la consigliera regionale 5 Stelle Silvia Piccini. Il primo banco di prova per l’alleanza bolognese sarà alle primarie del centrosinistra del 20 giugno, quando a sfidare Lepore ci sarà la «civica» Isabella Conti, appoggiata da una parte «ribelle» del Pd locale, dai centristi, e lanciata nell’agone del voto direttamente da Matteo Renzi.

Tra i punti fondativi dell’alleanza tra Lepore e Coalizione civica c’è anche lo stop al «Passante di Bologna», una grande opera da quasi due miliardi di euro. Se le primarie le vincerà Lepore con i voti decisivi di Coalizione civica, potrebbe essere una svolta per la storia della città dell’ultimo decennio. Fino a pochi mesi chi criticava il passante era bollato come un nimby, e l’amministrazione chiedeva procedure semplificate per fare partire i cantieri. Il sindaco Merola, impegnato nel supportare il suo delfino Lepore, ha congelato una delibera che avrebbe dovuto dare il via libera definitivo al progetto.

Un crinale sottile quello su cui si stanno incamminando Coalizione Civica e Lepore. Intanto dovranno intendersi bene tra di loro. Per Lepore l’opzione zero (non si fa nulla) sul Passante non è contemplata, per Coalizione civica ancora sì. Al momento si parla di un passante riprogettato, capace in futuro di alimentare con energia solare le auto elettriche tramite apposite corsie ad induzione, come sarà sperimentato sull’A35 in Lombardia. In attesa di capire che fare concretamente, partiranno una serie di tavoli e commissioni tecniche. Ci sono anche le pressione esterne.

C’è chi il passante lo vuole comunque: sindacati, imprese, il Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e lo stesso Pd bolognese. E c’è chi il passante non lo vuole, come i comitati che si battono contro il «mostro di cemento». Una sfida difficile per Coalizione civica, che però ci crede e prepara assieme a Lepore iniziative elettorali in tutta la città per spiegare punto per punto il programma.