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Giustizia L’opposizione attacca. Secondo le carte del tribunale dei ministri avrebbe ingannato l’aula

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio Il ministro della Giustizia Carlo Nordio – Imagoeconomica

Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio le cose si stanno mettendo male per davvero. Se saranno confermate le indiscrezioni sull’indagine del tribunale dei ministri, trapelate ieri su Corriere e Repubblica, in attesa della verità giudiziaria ci sarà una certezza politica: il guardasigilli ha mentito al parlamento durante l’informativa sul caso Elmasry del 5 febbraio scorso.

PERCHÉ QUEL GIORNO ha detto all’aula che quando domenica 19 gennaio il capo della polizia giudiziaria libica è stato arrestato a Torino su mandato della Corte penale internazionale (Cpi), con accuse gravissime di crimini di guerra e torture, al ministero è stata trasmessa solo una «comunicazione assolutamente informale, di poche righe, priva di dati identificativi». Il «complesso carteggio» con tutte le informazioni sarebbe arrivato il giorno seguente. Ma le carte del tribunale dei ministri, che avrebbe chiuso le indagini pronto a inviare alla procura della capitale la richiesta di archiviazione o rinvio a giudizio, dimostrerebbero il contrario. Il ministero sapeva da subito quello che stava succedendo a Torino e chi era l’uomo ammanettato dalla digos.

«Ha mentito, si deve dimettere», hanno scandito le opposizioni per tutto il giorno. Tutte insieme a eccezione di Azione: Carlo Calenda ha sempre sostenuto che l’esecutivo ha sbagliato solo a non apporre il segreto di Stato e rivendicare l’operazione. «Mentire in parlamento significa mentire al paese e mentire al paese è una pratica che una democrazia non può mettere in atto senza che ci siano delle conseguenze. Ci aspettiamo che Meloni torni alle camere a chiarire una vicenda che sta fortemente danneggiando la credibilità e la dignità dell’Italia», dichiara la segretaria dem Elly Schlein. Per il leader pentastellato Giuseppe Conte: «È un governo di bugiardi. Sono stati bugiardi anche sul caso Elmasry. Abbiamo rimpatriato con un volo di Stato uno stupratore di bambini e adesso abbiamo le prove. Nordio deve dimettersi».

SULLA STESSA LINEA il segretario di Sinistra italiana e deputato Avs Nicola Fratoianni: «Cosa aspetta la presidente del Consiglio Meloni a farlo dimettere?». Per Riccardo Magi (+Europa): «Il ministro della Giustizia non ha più alibi: faccia un passo indietro prima di infangare ancora di più le nostre istituzioni». «Un governo che si fa ricattare dai torturatori libici. Un governo che si fa umiliare sulla scena internazionale come a Bengasi», sostiene il senatore Iv Matteo Renzi, che accusa la stessa presidente del Consiglio di aver mentito.

I partiti di opposizione hanno poi invocato una nuova informativa urgente sulla vicenda. Tanto al Senato, quanto alla Camera. Ma il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani ha lanciato la palla in tribuna quasi subito: «Non sarà domani (oggi, ndr), il governo sta valutando, ci vuole del tempo per organizzare un’informativa». Significa che l’esecutivo è in difficoltà che presto potrebbero aumentare.

INTANTO L’AVVOCATA Giulia Bongiorno starebbe valutando una denuncia contro ignoti per la divulgazione di atti coperti dal segreto, pubblicati prima del deposito e della notifica alle parti. La senatrice leghista difende i quattro indagati nella vicenda: Nordio, Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per tutti le ipotesi di reato sono favoreggiamento e peculato, solo per il guardasigilli anche omissione d’atti d’ufficio.

Sempre ieri un’altra notizia che riguarda Elmasry è arrivata dalla Libia: dopo la rimozione del vincolo procedurale sull’ex ufficiale di polizia, la procura di Tripoli ha avviato un procedimento penale in base alla legge nazionale. L’uomo era stato interrogato una prima volta il 28 aprile, quando gli erano state notificate le ipotesi di reato. Che sono state costruite sulla base di quanto affermato dalla Cpi nell’ordine di arresto eluso dall’Italia.