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Lo confessiamo: leggere fino in fondo l’intervista rilasciata a “il buonsenso.net” dal sindaco uscente Malpezzi richiede davvero tempo e sopportazione. Siamo forse fra i pochi che l’hanno fatto, senza preconcetti e pronti a cogliervi elementi utili di confronto.
Così come nel corso della nostra campagna elettorale, anche in questo caso non intendiamo ricorrere a toni inutilmente polemici, ma qualcosa va pur detto.
1) Malpezzi “conferma” che negli ultimi sei mesi non ci sono stati incontri con “Eddy” Necki in veste di candidato della lista “L’Altra Faenza”. E’ vero e affinché non si ingeneri confusione ribadiamo che “L’Altra Faenza” non è interessata ad alcun accordo, né esplicito né sottobanco, con il suo PD: “L’Altra Faenza” è portatrice di un progetto

di sinistra, diverso e alternativo.
2) Malpezzi afferma che il PD a Faenza è la realtà col maggior numero di iscritti. Rispetto a chi, di grazia? Se si riferisce
al solo ambito politico è un conto – ci mancherebbe altro per un partito che controlla quasi tutto – ma se si parla di organizzazioni sindacali, professionali, sportive e quant’altro, il PD è in fondo all’elenco. La “crisi delle tessere” non è un mistero per nessuno.
3) Malpezzi ribadisce di considerare Renzi la sua “figura di riferimento”. Buon pro gli faccia, problemi suoi.
4) Malpezzi attribuisce la crisi della carta stampata a problematiche nazionali. Per onestà dovrebbe aggiungere chi l’ha provocata: è stato il governo Renzi a tagliare i fondi all’editoria, mettendo in gravi difficoltà tante testate e impoverendo il pluralismo dell’informazione.
5) Malpezzi bacchetta il circolo Prometeo per aver sbagliato negli inviti ad un confronto preelettorale. Adesso ne sappiamo di più su perché quell’incontro non si è svolto.
6) Malpezzi rivendica le tante risorse destinate alla cultura. Chi frequenta gli ambienti e gli istituti culturali faentini ha modo di rendersi conto che la realtà è decisamente un’altra. Basta chiedere in Biblioteca, in Pinacoteca e via dicendo.
7) Malpezzi sostiene che vendere Casa Manfredi per ristrutturare il Palazzo del Podestà è un affare. Dipende dal punto di vista: da ragioniere può darsi, da amministratore che pensa a come valorizzare il patrimonio artistico e architettonico della città, certamente no. “L’Altra Faenza” a questo proposito avanza nel suo programma idee ben più lungimiranti.
8) Malpezzi sul tema lavoro (in particolare per i giovani) dice poco o niente. E pensare che si tratta – a Faenza come in Italia – della prima emergenza per il mondo produttivo, per migliaia di famiglie e per l’intero assetto economico. A condizione che lo voglia, il Comune molto potrebbe fare. Cercando di capire quali effetti hanno prodotto anni e anni di crisi, così da indirizzare le risorse possibili nelle giuste direzioni; partendo dai bisogni delle persone e non dagli interessi dei “soliti noti”; promuovendo politiche che, tutelando il territorio e l’ambiente, creino nuove opportunità di lavoro; sostenendo concretamente le iniziative e l’intraprendenza dei giovani.
9) Malpezzi conferma di avere una concezione ben povera dello sport e delle attività motorie. Parliamo di azioni utili per la salute, per la formazione dei giovani, per prevenire malattie croniche. Dalle sue parole non si capisce quale ruolo intenda svolgere il Comune per promuoverle e consentirle.
10) Malpezzi sembra infastidito per la polemica sorta sul “caso Enomondo”. Ascolti le associazioni ambientaliste, ascolti i residenti nel quartiere Centro-Nord e capirà il perché dell’allarme suscitato da quel progetto. D’altra parte, se la “pratica” è stata stoppata – contrariamente a ciò che alcuni speravano – delle ragioni dovranno pur esserci.
11) Malpezzi sulla famiglia non cambia idea, è ancora fermo all’ordine del giorno votato nel dicembre scorso assieme alla destra. Ormai i faentini l’hanno capita e si regoleranno di conseguenza il 31 maggio.

Ancora un paio di annotazioni, non riferite all’intervista.
Malpezzi ha adottato quale slogan della sua campagna elettorale “I conti tornano”. A cosa allude? Al fatto che chi l’ha preceduto a Palazzo Manfredi aveva lasciato un “buco” enorme? Se così fosse - a parte ogni ovvia considerazione circa i rapporti di collaborazione e di stima in casa PD - siamo del parere che i faentini abbiano diritto di sapere. Altrimenti hanno ragione i tanti che affermano: “Sfido che tornano, in questi anni il Comune non ha fatto niente!”.
La sensazione generale è che Malpezzi intenda riproporsi come “gestore dell’esistente”, escludendo a priori qualsiasi progetto a lungo termine. Senza porsi gli interrogativi che ogni saggio amministratore dovrebbe avere in testa tutti i giorni: come far fronte alla crisi? Come essere d’aiuto ai tanti che ne subiscono le conseguenze? Quale futuro per Faenza? Quali scelte di prospettiva imboccare e perseguire con coraggio e con la necessaria gradualità?
Ma adesso, come si usa dire, le chiacchiere stanno a zero. La parola passa ai faentini.

Faenza, 28 maggio 2015