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ALLE BOCCHE DEI CANALI PER IMMAGINARE UN VERO PARCO DEGLI ORTI

Passeggiata letteraria in un ambiente rurale storico, stravolto da un abnorme impianto stradale

Sabato 19 settembre, 30° anniversario della morte di Italo Calvino, Italia Nostra e Legambiente di Faenza propongono una passeggiata letteraria intorno alle Bocche dei CanaliAlcuni volontari hanno allestito uno speciale “percorso di lettura”, tratto dal romanzo Il barone rampante di Italo Calvino.
Sui 90 alberi che circondano l'area sono stati appesi sottili quaderni in cartoncino; contengono i testi che descrivono il paesaggio abitato da Cosimo, il protagonista del libro.
Nel paesaggio delle Bocche dei Canali e dell'intorno geografico, si incontrano alcuni temi del romanzo: alberi e animali, la diversità ambientale, la partecipazione degli abitanti alla difesa dei luoghi, la memoria di un paesaggio vissuto, la perdita della sua identità.

Il luogo si è salvato dal cemento grazie alla decisiva azione del WWF, in collaborazione con Italia Nostra e Legambiente.
Tra 2007 e 2008, si realizzò un'esperienza di educazione alla cittadinanza e di cultura del paesaggio, che riuscì a promuovere dal basso un Parco degli orti e a indurre il Comune, nel 2009, a cambiare l'uso dell'area da residenziale a parco.
Un percorso partecipato che l'attuale Amministrazione Comunale ha completamente ignorato. Ancor più grave è lo stravolgimento che l'ambiente rurale ha subito col recente intervento.
Amministratori e tecnici hanno ignorato totalmente i criteri della Progettazione paesaggistica, la disciplina che in luoghi sensibili come questo prevede il restauro ambientale e soluzioni minimali per la fruizione adatte al contesto.

Tutto all'opposto è l'intervento che ha trasformato un luogo della diversità paesaggistica in un generico spazio verde attrezzato, con abnormi pavimentazioni stradali, due piazzali ad uso parcheggio e relativi passi carrai nuovi che interrompono la ciclabile lungo via Firenze.
Dove si arrivava solo a piedi o in bicicletta, adesso si entra con le auto:

uno dei parcheggi è stato costruito spianando un grande orto, ben coltivato da alcuni abitanti;
i bambini vengono portati direttamente in macchina a ridosso di uno spazio gioco;
il tratto continuo della ciclabile di via Firenze, che era sicuro, ha due nuovi incroci con le auto.
Sono errori progettuali che producono effetti diseducativi, in stridente contrasto con la finalità ecologica della nuova pista ciclabile di via Canal Grande.

È stato evitato il cemento, come previsto dal cambio di strategia urbanistica, ma questo non giustifica qualunque intervento e l'indifferenza per un paesaggio storico.

La passeggiata letteraria propone l'esperienza del “guardare insieme a Calvino” e immaginare come avrebbe potuto essere un vero parco degli orti, legato al rapporto tra la città e l'acqua.
Un luogo ricreato con interventi leggeri (anche poco costosi): un semplice sentiero campestre, il recupero di alcuni fossi, il ripristino di un'apertura da cui vedere l'acqua, qualche orto e ovviamente la cura degli alberi.
Così la “Punta degli orti” sarebbe diventata una “palestra” culturale del paesaggio, per far vedere, a chi cammina o pedala, come il Canal Grande e la Canaletta hanno alimentato, dal Medioevo agli anni '80, un sistema di fossi e scoline a gravità che forniva acqua ai campi.
Il restauro paesaggistico avrebbe comunque consentito la fruizione del luogo e di trarre benessere dalla diversità ambientale: come pedalare intorno ad uno spazio rurale autentico o camminare su un semplice sentiero tra i filari di kaki.
Anche i bambini avrebbero tratto stimoli per giocare liberamente in un ambiente agricolo, con effetti educativi ben superiori rispetto all'uso di spazi gioco standardizzati.
Oggi invece il nuovo intervento alle Bocche dei Canali, ha la struttura di uno spazio urbanizzato che disorienta, tanto è invasiva la pavimentazione stradale.

È stata deteriorata l'identità del luogo e al contempo la sua riconoscibilità.
Una prova si è avuta dall'invasione di auto, dello scorso maggio, mai verificatasi prima della nuova sistemazione. L'immagine ben evidente di un luogo strutturato come un'area di servizio ha fatto da richiamo per centinaia di automobilisti.
Elementi incongrui come gli ampi piazzali ad uso parcheggio, i due passi carrai nuovi, le strade interne, hanno alterato l'autenticità dell'ambiente rurale e causato una perdita di riconoscibilità del paesaggio che impedisce di percepire un “parco degli orti”.

La passeggiata letteraria propone un doppio percorso di lettura, tra i quaderni sugli alberi e nel paesaggio; come una piccola caccia al tesoro rivolta a tutti i cittadini dai dieci anni in su.
Leggendo e guardando, si scoprirà cosa è scomparso tra i mini racconti, tratti dal romanzo
di Calvino, e nel paesaggio delle Bocche dei Canali.

Marcella Vitali Presidente Italia Nostra Faenza
Massimo Sangiorgi Presidente Legambiente Circolo Lamone di Faenza