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Nasce una rete nazionale per contrastare la loro realizzazione e
il dominio del sistema fossile
Solidarietà alla lotta di Piombino


Comunicato
La sera di mercoledi 13 luglio 2022, per iniziativa del Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal
Fossile”, si sono incontrate numerose rappresentanze dei movimenti ambientalisti, provenienti dalle varie
località coinvolte nei piani di insediamento di strutture di rigassificazione del Gas Naturale Liquefatto
(GNL). Erano presenti i comitati territoriali di Ravenna, Piombino, Brindisi, della Sardegna, della Sicilia,
nonché esponenti di associazioni e reti ambientaliste regionali e nazionali. Si sono presi in esame i diversi
aspetti del problema e si sono evidenziati gli interessi comuni dei diversi territori.
Ne è nata la decisione di costruire una rete nazionale finalizzata al contrasto delle
politiche di rafforzamento ed espansione del sistema estrattivista basato sulle
fonti fossili, con particolare riferimento alla filiera del Gas Naturale Liquefatto.
Il GNL non costituisce affatto, come da molte parti si vuole sostenere, uno strumento per l’indipendenza
energetica o per abbassare i costi delle bollette che colpiscono la cittadinanza, e tanto meno una scelta
orientata alla transizione ecologica. Il GNL proviene in gran parte da estrazioni effettuate con le tecniche di
fracking, assolutamente devastanti per l’ambiente delle zone di provenienza, richiedenti enormi quantità di
energia e di acqua, viene liquefatto tramite un processo di estrema refrigerazione, con ulteriore dispendio
di energia, poi trasportato in viaggi di migliaia di chilometri su grandi navi gasiere, che poi dovranno

ritornare, vuote, ai porti di provenienza, quindi con ulteriori consumi di enormi quantità di carburanti
fossili.
Il processo di rigassificazione, dal canto suo, comporta il riscaldamento del gas liquefatto e l’aggiunta di
cospicue quantità di cloro, e conseguenti danni per l’ambiente marino e per tutte le attività che da esso
traggono sostentamento.
Inoltre, l’aspetto che maggiormente deve preoccupare è quello della sicurezza nelle zone in cui i
rigassificatori verranno posizionati. I pericoli di esplosioni, di fughe di gas, di incidenti alle navi gasiere, e la
conseguente necessità di prevedere vaste zone di interdizione (per altro non sempre concretamente
realizzabili) attorno alle strutture, incideranno negativamente sull’ambiente e la vita sociale ed economica
di interi territori.
Per altro è inaccettabile che per favorire la filiera della rigassificazione, nelle due regioni al momento più
immediatamente coinvolte, cioè La Toscana e l’ Emilia Romagna, siano state messe in atto procedure
d’emergenza, che consentiranno sostanzialmente di evitare le regolari valutazioni di impatto ambientale
e sanitario. E’ inaccettabile la stessa dichiarazione di emergenza, dato che di fatto le strutture non
potranno essere in funzione prima di due anni.
E’ necessario quindi costruire tutte e tutti insieme, al di là dell’appartenenza alle singole località
interessate, e anche nei luoghi distanti dalle città portuali, un forte impegno a contrastare tali scelte, e
far emergere nel contempo le tante proposte concrete realmente foriere di benefici per l’ambiente e la
svolta ecologica, a partire dallo sviluppo della produzione energetica decentrata e diffusa.
A Piombino, a seguito della scelta della Regione Toscana di schierarsi a favore del rigassificatore, che
andrà a collocarsi all’interno delle strutture portuali e nelle immediate vicinanze dell’abitato, la
mobilitazione è già iniziata e sta producendo a ritmo serrato diverse manifestazioni pubbliche che
coinvolgono non solo il mondo ambientalista, ma anche categorie economiche, forze politiche e sindacali, e
le stesse Istituzioni locali.
Le rappresentanze presenti alla riunione di Ravenna del 13 luglio esprimono ai movimenti e alla
popolazione di Piombino la massima solidarietà e garantiscono tutto l’appoggio alle iniziative che
verranno decise nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.
Intendiamo organizzare momenti di informazione e mobilitazione, coordinati e simultanei nei vari luoghi,
portuali e non , soprattutto per sensibilizzare sempre di più le opinioni pubbliche sulle reali conseguenze di
scelte, a volte spacciate furbescamente come ecosostenibili, che perpetuano sine die il modello
estrattivista.
Vogliamo arrivare dopo l’estate ad un momento di incontro e di protesta nazionale che chieda conto al
Governo centrale e alle Istituzioni periferiche di scelte sbagliate che vanno assolutamente riviste.

Ravenna, 14 luglio 2022

Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”