Accedi Registrati

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *

Tutti a casa A Madrid e in altre 50 piazze spagnole, in centinaia di migliaia manifestano per il diritto a un’abitazione sostenibile: «Abbiamo le chiavi di tutta la Spagna». Sánchez verso le elezioni. Intervista a Pablo Iglesias: «Cambiare l’agenda può evitare un governo di destra»

Tutti a casa In centinaia di migliaia alle mobilitazioni in oltre 50 città spagnole. Madrid fa il pieno. Agitano le chiavi e scandiscono in coro: «I veri invasori sono gli investitori»

LEGGI ANCHE Pablo Iglesias: «Se il lavoro si ferma sarà una vittoria»

0c6bc297-eeb3-42cb-b0cf-18aa6c1ce028 Manifestazione per la casa a Madrid – Foto Ap 

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in oltre 50 città spagnole rispondendo alla chiamata della Confederazione del Sindacato Inquilini, per protestare contro la speculazione immobiliare, per gridare che «i veri invasori sono gli investitori» e invocare lo sciopero generale per il diritto alla casa sancito dall’art. 47 della Costituzione. La mobilitazione ha canalizzato la rabbia per l’affossamento dei due decreti “Maricarmen”. E in questo momento la pressione popolare potrebbe essere cruciale anche sul piano elettorale.

A Madrid la manifestazione è oceanica nonostante il maltempo, e molto variegata: ci sono persone di tutte le età e collettivi di segno distinto, dai centri sociali ai sindacati maggioritari ai collettivi anticapitalisti al partito Podemos. «Abbiamo le chiavi di tutta Madrid!», gridano in coro i manifestanti agitando in aria le chiavi dei loro appartamenti in affitto a pezzi esorbitanti, e sono in molti a pensare che è cruciale mantenere viva la mobilitazione, che ci siano o meno elezioni anticipate a fine novembre.

Il gruppo di trentenni a cui ci avviciniamo – una spagnola, un francese, un argentino e un’italiana, tutti residenti a Madrid – sottolinea che il governo ha avuto otto anni per tentare di risolvere il problema della casa, ma ci ha provato sul serio solo all’ultimo e per pressione popolare.

OPINIONE CONDIVISA è che la coalizione progressista capitanata da Sánchez, vista dai loro rispettivi Paesi di origine, è quanto di meglio esista in questo momento, ma non lo è in senso assoluto ed è fondamentale continuare a mobilitarsi perché le istituzioni mettano in agenda temi fondamentali per la vita delle persone. Clément, che in questi giorni è accampato alla Puerta del Sol, fa notare che «l’unione delle sinistre europee non può basarsi solo sullo spauracchio dell’estrema destra: va costruita. Non possiamo continuare a perderci in mille calcoli sul voto utile».

«Nonostante la paura che nelle prossime elezioni vinca l’estrema destra, quello che sta accadendo può essere un’opportunità perché le persone di sinistra che non sarebbero andate a votare decidano di farlo», commenta Antía. E la sensazione generale tra i manifestanti è che la mobilitazione per la casa, lungi dal danneggiare il governo, possa favorirlo. Anzi, che proprio la scelta di andare a elezioni anticipate il 29 novembre, ancora non confermata, possa costituire una scelta strategica vincente. Riuscirebbe infatti a catalizzare il fermento popolare focalizzandolo su un tema trasversale a gran parte dell’elettorato.

IL PROBLEMA DELLA CASA è molto sentito anche tra gli elettori di destra, come rileva un’indagine di 40dB pubblicata da El País, secondo la quale oltre due terzi della società sarebbe a favore di misure contro il caro prezzi degli affitti, compreso circa il 55% dei votanti del Partido popular e di Vox.

Estrella, ultrasettantenne, è indignata con le destre per l’affossamento delle leggi («Non era neanche tanto, quello che si chiedeva!») e si augura che il Partito socialista vinca le elezioni e abbia un’altra possibilità. Rosanna, che possiede la sua casa e ne affitta un’altra a un prezzo onesto, non ha dubbi sulla responsabilità del fallimento dei due decreti: «Il governo non ha fatto abbastanza ma la responsabilità è di Junts, di Vox e del Pp, che stanno dalla parte dei grandi proprietari». Gema, insegnante di scuola pubblica da 34 ani, iscritta al sindacato maggioritario Comisiones Obreras, ci tiene a precisare: «Ho un casa di proprietà perché ho vissuto in un’epoca in cui era possibile comprarne una con uno stipendio normale, mentre adesso le persone come me non possono permettersi nemmeno di affittarla. È una situazione insostenibile».

LE MANIFESTAZIONI più partecipate, oltre a quella madrilena, si sono tenute alle Canarie e a Valencia, dove l’irruzione di alcuni manifestanti nel Palau de les Arts, in cui si stava svolgendo una fiera immobiliare, ha scatenato cariche della polizia con uso di proiettili di gomma e lacrimogeni. La grande manifestazione prevista a Barcellona è stata rimandata a lunedì per il temporale: si prevede che arrivi fino a L’Hospitalet de Llobregat, dove lo scorso 7 settembre Olga Matute si è tolta la vita a 54 anni, pochi mesi dopo essere stata sfrattata. La manifestazione è dedicata a lei.