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Opposizioni Avs a favore della tassa sui ricchi, il Pd apre. I leader giovedì alla prova della platea Cgil. Giallo su Atreju: Meloni vuole Schlein e Conte, ma gli inviti non sono arrivati

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c58178a9-80a5-4520-a63a-cfd3a174cd9c Elly Schlein, Maurizio Landini e Giuseppe Conte durante la maratona oratoria organizzata dalla Cgil a sostegno della partecipazione popolare ai referendum, Roma, Lunedì 19 Maggio 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

L’appuntamento è giovedì pomeriggio alla 16, al teatro Brancaccio a Roma. I leader del centrosinistra si ritroveranno insieme sullo stesso palco, all’assemblea di programma della Cgil, insieme a Maurizio Landini. Un mese dopo l’appuntamento alla manifestival del 10 ottobre. Stavolta, accanto ai quattro leader, ci sarà Maria Elena Boschi in rappresentanza di Iv.

DOPO CHE I LEADER hanno ufficializzato la road map (programma entro novembre e primarie a febbraio) l’incontro in casa Cgil sarà un termometro importante. Non è un mistero che Conte, dopo le stagioni di Renzi e del governo Draghi, si era molto avvinato alla Cgil. Ma la vittoria di Schlein alle primarie Pd del 2023, e la sua lenta ma testarda correzione di rotta sui temi del lavoro, hanno riavvicinato i dem al sindacato rosso. Schlein si è impegnata nella ricucitura, fino a schierare il Pd per il Sì ai referendum della Cgil del 2025 contro il Jobs Act.

Secondo alcune stime, in vista delle primarie il mondo Cgil (in assenza di un improbabile endorsment di Landini per uno dei contendenti) non si muoverà come un monolite: nei comparti della scuola, della pubblica amministrazione e dei pensionati, Schlein è considerata in netto vantaggio su Conte; mentre tra le tute blu della Fiom Conte dovrebbe prevalere al nord, mentre la leader Pd è in vantaggio al sud. Questo al netto di una candidatura di Avs, che Fratoianni e Bonelli non danno per scontata.

Un candidato rossoverde ai gazebo potrebbe drenare consensi sia a Conte che a Schlein. Il leader 5 stelle continua a muoversi cercando consensi a sinistra: ieri con un post sui social ha reso noto di aver portato la sua solidarietà alla mostra della street artist Laika (molto impegnata per i diritti della Palestina), che ha subito un grave atto di vandalismo.

IN SETTIMANA È ATTESO il via libera al tavolo del programma: il primo appuntamento dovrebbe essere una riunione dei capogruppo di Pd, 5S , Avs,+Europa e Iv (ma ai tavoli ci saranno anche delegati di Progetto civico, Più uno e socialisti, non Rifondazione): in quella sede verranno stabiliti i tavoli tematici che lavoreranno sui vari capitoli del programma, prima di una nuova riunione dei leader che dovranno decidere sui nodi ancora aperti, a partire dall’Ucraina.

ANCHE SUI TEMI DEL FISCO e dell’immigrazione ci sarà da lavorare. Sul primo punto, ieri Fratoianni è tornato a insistere sulla patrimoniale (molto gradita anche a Landini), spiegando che «tutti i sondaggi registrano un ampio consenso alla tassazione delle grandi ricchezze. La nostra proposta, quella di Oxfam, riguarda i patrimoni personali netti superiori a 5,4 milioni di euro: appena 50 mila italiani, lo 0,1% della popolazione». Conte si è sempre detto contrario, mentre ieri il braccio di Schlein, Igor Taruffi, ha aperto: «Una discussione che dovremo fare, servono risorse per rispondere alla questione sociale e salariale».

Nel documento del correntone dem che si è riunito dieci giorni fa a Montepulciano è scritto che «non è più rinviabile una riflessione sull’introduzione della proposta Zucman», che prevede di tassare del 2% l’anno i patrimoni sopra i 100 milioni». Taruffi, a proposito di eventuali ritardi, ha aggiunto che «noi avremo il programma almeno cinque o sei mesi prima del voto, un tempo congruo».

NELLA DISCUSSIONE entra anche la legalizzazione delle droghe leggere: «Si potrebbe intervenire con una patrimoniale sulle mafie legalizzando le droghe leggere, sottraendo enormi flussi di ricchezza alle organizzazioni criminali», ha detto ieri Fratoianni. Un’idea che raccoglie il plauso di Riccardo Magi: «Per trovare risorse per scuola e sanità si dovrebbe legalizzare la cannabis, una misura che genererebbe per le casse dello Stato tra i 4 e i 7 miliardi: noi porteremo questa proposta al tavolo del centrosinistra e la inseriremo in un emendamento alla manovra».

Nel ruolo di guastatrice della ritrovata pace a sinistra si candida Giorgia Meloni. Come l’anno scorso, la premier ha pensato di invitare Conte e Schlein alla festa di Atreju, a inizio dicembre. L’anno scorso riuscì a creare caos: Schlein le propose un confronto a due, lei propose un triello con Conte. Alla fine andò il leader 5 stelle, per una intervista in solitaria. Quest’anno lo schema dovrebbe ripetersi. Conte dovrebbe tornare alla kermesse di Fdi. Dal Pd spiegano di non aver ricevuto «alcun invito». Se arriverà, «decideremo come rispondere». Neppure ai 5S sono arrivati inviti.