La nota congiunta su guerra, precarietà, crisi ecologica e tutela delle mobilitazioni
FAENZA / RAVENNA — Prometeo Arci Faenza e Arci Ravenna hanno diffuso la seguente nota congiunta, che pubblichiamo integralmente.
«Prometeo Arci Faenza e Arci Ravenna esprimono la propria totale solidarietà e adesione agli scioperi del 30 ottobre e 20 novembre indetti da varie sigle sindacali, pur lamentando una mancata, necessaria, unità che va assolutamente costruita al più presto. Le ragioni non solo di questi scioperi, ma di tutte le mobilitazioni che stanno scuotendo l’Italia e l’Europa dal sonno di guerra, di appoggio a un genocidio, di povertà, precarietà e crisi ecologica in cui sembrava sprofondata sono sacrosante e salutiamo con entusiasmo questo risveglio, di cui siamo orgogliosamente parte.
Siamo rattristati, ma purtroppo non stupiti, dai vergognosi lamenti che la gran parte delle forze politiche, anche locali, ha perso tempo a esprimere nei confronti di qualche atto di violenza urbana, laddove la stragrande maggioranza delle persone nate dopo il 1985 (e moltissime di quelle nate prima) vive un presente fatto di violenza quotidiana, sotto la forma della precarietà, della scarsità di risorse materiali, del deperimento costante del proprio ambiente naturale, della necessità di assistere a un genocidio di proporzioni inedite nonché sotto la costante minaccia della guerra.
Riportiamo qualche dato che restituisce la concretezza di questa condizione. Secondo il Rapporto annuale Istat 2026, alla fine del 2025 il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali era ancora inferiore dell’8,6% rispetto al 2019. L’ultima relazione annuale INAIL segnala inoltre circa 600.000 denunce di infortunio e 1.198 casi mortali nel 2025, più di tre al giorno.
Anche i servizi fondamentali mostrano condizioni preoccupanti. Secondo Legambiente, necessitano di interventi urgenti il 24,7% degli edifici scolastici al Nord, il 26,1% al Centro, il 45,2% al Sud e il 54,2% nelle isole. Nel 2024, inoltre, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite o accertamenti diagnostici per motivi economici, liste d’attesa o difficoltà di accesso.
La gestione del fenomeno migratorio aggiunge un ulteriore volto a questa violenza quotidiana. Il rapporto CPR d’Italia: istituzioni totali, pubblicato nel gennaio 2026, denuncia ostacoli alle cure e alla tutela legale, condizioni degradate, isolamento e un uso diffuso e improprio di psicofarmaci nei centri monitorati.
Anche il deperimento dell’ambiente naturale continua. Nel 2025 la temperatura media superficiale dei mari italiani ha raggiunto i 20 °C, 1,18 °C sopra la media 1991–2020, mentre le precipitazioni al Sud sono state inferiori del 5% alla media di riferimento.
In questo quadro, il governo ha chiesto uno scostamento di bilancio di circa 29 miliardi di euro per il biennio 2027–2028, destinati a energia e difesa.
Di fronte a questi dati, se queste piazze saranno capaci di aiutare l'Italia e l'Europa a scrollarsi di dosso questi difensori di un mondo ormai al collasso, dipenderà dalla forza che avranno, da chi le attraverserà e quindi da tutt* noi, soprattutto giovani. Chiamiamo quindi tutt* coloro che non sono disposti a spegnersi serenamente nella notte che cala sul nostro mondo e anzi vogliono illuminarlo di nuovo a scendere in piazza e a reclamare quanto ci spetta.
Informiamo, inoltre, che Arci aderisce alla piattaforma legale "HubForDefenders" (https://hubdiprotezione.org/) svolgendo un ruolo di coordinamento al suo interno. L’hub offre assistenza legale, supporto psicosociale e sicurezza digitale gratuiti a chi viene colpit* ingiustamente da misure restrittive delle proprie libertà individuali. Il servizio telefonico di assistenza legale è operativo su tutto il territorio nazionale.
Prometeo Arci Faenza
Arci Ravenna»
