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Compagni di classe Ogni volta una sorpresa: sono molti più di quanti credevamo. Gli organizzatori, quando sono riconoscibili, finiscono loro stessi piacevolmente travolti, come ieri il sindacato di base

80e8a58b-cf8c-4d37-8b67-17545bb4470a Roma, la manifestazione durante lo sciopero generale nazionale indetto dai sindacati di base – (AP Foto/Alessandra Tarantino)

Sono giorni che le piazze italiane si riempiono facilmente e si svuotano a fatica. Basta una generica convocazione e talvolta non serve neanche quella per richiamare decine, centinaia di migliaia di manifestanti in grande maggioranza giovanissimi. Ogni volta una sorpresa: sono molti più di quanti credevamo. Gli organizzatori, quando sono riconoscibili, finiscono loro stessi piacevolmente travolti, come ieri il sindacato di base che ha indetto lo sciopero generalizzato ma molto presto ha dovuto consegnare i cortei agli studenti che hanno preso possesso della giornata. E a Roma della città intera, spostandosi ovunque per dieci ore da mattina a sera. Le piazze ormai è più difficile svuotarle che riempirle.

Sono parte di un movimento mondiale che ha caratteristiche e motivazioni diverse da Paese a Paese, ma un elemento comune. C’è una generazione che non ha più fiducia nelle società che dovrebbero accoglierli, rette da una rete di interessi e da sistemi politici ed economici che li umiliano, li affamano e che sono votate alla guerra e alla estinzione. E non ha fiducia nemmeno negli adulti che questo mondo dovrebbe consegnargli. La loro ripetuta presenza nelle piazze ha il segno di un protagonismo che può durare. Vedremo e soprattutto impareremo con quali mezzi e in quali forme. Intanto scopriamo un modo nuovo di occupare le strade, quelle che una sfilza di decreti legge prova invano a vietare. Allegri e ironici quando ce li si aspetta arrabbiati. Determinati, indisponibili ad arretrare e a cadere nella trappola «buoni» e «cattivi» quando si prova a ridurli a problema di ordine pubblico.

Le loro ragioni sono così solide che persino le parole di ieri del presidente della Repubblica avrebbero potuto stare nei cortei. L’inflazione sale, i salari reali scendono, la povertà si diffonde – lo dice anche Mattarella. Il fallimento di quattro anni di governo Meloni nessuno schieramento di polizia può nasconderlo, nessuna legge liberticida può proteggerlo. Il caro vita è diventato un tema anche per ventenni, l’alternativa a battersi per il cambiamento per molti di loro è la fuga all’estero. Difficile che si accontentino di sapere che mentre riempivano le piazze, l’opposizione parlamentare teneva una positiva riunione. In collegamento video, senza uscire di casa.