SABOTAGGIO DEL NORD STREAM. Greenpeace stima che l’impatto sul clima potrebbe essere di 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalente in 20 anni. Corrisponde alle emissioni annue di 20 milioni di veicoli.
Visuale della perdita di gas nel Baltico - Ap
Nubi sul Baltico. Dalla mega nuvola di metano comparsa nei cieli di Svezia, Danimarca e Norvegia diretta anche verso l’Italia al gigantesco fumo dell’information war combattuta all’ombra della carcassa del Nordstream-2 appena squarciato dai sabotatori.
Fra accuse reciproche, rimpalli a catena, prove di colpevolezza, e silenzi che dicono ben più delle parole.
Mosca accusa Washington e gli Usa chiedono di aspettare la fine dell’indagine «tecnica». Per l’Ucraina
Commenta (0 Commenti)Ci ostiniamo a dire post-fascista, sbagliando perché non si richiama al ventennio mussoliniana irriproducibile, ma a settanta anni di insidia della democrazia rappresentata dal Msi e dalle sue evoluzioni partitiche, in una litania di strategie della tensione, spesso interne agli apparati dello Stato e con legami internazionali, che ha disseminato di stragi la storia repubblicana
Una stagione di disfatta a sinistra, insieme così nuova e tetra in Italia non c’è mai stata dal dopoguerra a oggi, con l’affermazione netta, a man bassa – alla fine grazie al ’iniquo Rosatellum,-non democratica, se si vedono i voti reali – e con risultati che sconvolgono non solo il quadro partitico italiano ma le stesse istituzioni democratiche sostenute dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Perché la
Leggi tutto: Una vittoria che insidia l’Europa - di Tommaso Di Francesco
Commenta (0 Commenti)A disastro puntualmente avvenuto è necessario, ma non sufficiente, cogliere le responsabilità di chi ha sbagliato tutto nell’ultimo miglio. I numeri dimostrano che la partita era contendibile, e che se Enrico Letta e la dirigenza del Pd non avessero impedito la coalizione ‘di resistenza’ con i 5 Stelle, si sarebbe arrivati a un sostanziale pareggio, e a un Parlamento ben diverso. Invece ora – grazie all’ovvia profferta dei mercenari Renzi e Calenda – la Costituzione è in pericolo: e su questo il Paese dovrà reagire, con pacifica determinazione, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze.
Per tutto il resto, non basta una veloce plastica facciale al vertice del Pd: o c’è una comprensione profonda delle cause dell’arrivo al governo della destra
Leggi tutto: Trionfo della destra per i disastri a sinistra - di Tomaso Montanari
Commenta (0 Commenti)POLITICA ECONOMICA. Il consenso a Meloni inizia prima del governo Draghi e la sua opposizione non si è mai spinta fino a rompere, sul piano macroeconomico, il perimetro draghiano
Se da noi la vittoria elettorale di Giorgia Meloni è stata giustamente considerata un terremoto politico di portata storica, non uguale agitazione si è determinata a nei mercati finanziari internazionali. Almeno per ora.
In effetti lo spread in questo inizio di settimana è salito di poco. Ieri ha oscillato attorno ai 250 punti base, un livello tale da richiamare l’attenzione della Bce, ma non certo per predisporre l’avvio dello scudo di nuovo conio, il Tpi. Eppure autorevoli analisti internazionali, quali
Leggi tutto: La transizione soft tra Draghi e la Melonomics - di Alfonso Gianni
Commenta (0 Commenti)Non abbiamo perso perché il governo Draghi è caduto, ma esattamente per il suo contrario, ovvero per la natura di quel governo, e ancor di più per la percezione di distanza avvertita da milioni di persone provati dalla pandemia, dalla guerra e dalla crisi economica. Un governo di emergenza e unità nazionale trasformato via via in opzione politica, l’agenda Draghi.
Confondendo l’indubbio prestigio individuale di Draghi, anche a livello internazionale, con il consenso nel Paese. Un governo che non ha scelto come priorità un’ azione riformatrice redistributiva capace di entrare nelle case degli italiani.
La rottura del campo largo ha fatto il resto, rendendo la contesa elettorale una pura formalità testimoniale di fronte alla avanzata delle destre. E anche qui la responsabilità a me pare chiarissima. Come si può pensare di costruire un rapporto strategico con Conte e il suo movimento e contestualmente delegittimare, irridere, forzare scissioni parlamentari che valgono zero nella società, non favorire il rapporto con S&d in Europa, metterli fuori dal board della presidenza del parlamento europeo favorendo il partito della Meloni (si, anche questo è accaduto).
Abbiamo perso perché non abbiamo combattuto nelle viscere di una società impoverita e impaurita. Abbiamo perso perché dal 2011 il Paese vive sospeso in una bolla tecnocratica che ha svilito la politica, le sue forme organizzate, la sua spinta ideale. Con l’unica eccezione di “Piazza grande”, un momento promettente, capace di attivare centinaia di migliaia di persone, soffocato in culla da meccanismi asfissianti che ordinano gli equilibri del Pd dalla sua nascita.
Ma la destra ha vinto non solo perché il campo democratico era diviso. Ha vinto perché la sua leader appare, agli occhi degli elettori, credibile e coerente. Una vittoria figlia di un percorso lineare, identitario e popolare, fondato sul no alla deriva tecnocratica e
Leggi tutto: Il bivio della sinistra, campo largo o vicolo cieco - di Massimiliano Smeriglio
Commenta (0 Commenti)C’è una radicale, profonda iniquità in questa nuova fotografia elettorale del Paese: è la legge con la quale sono stati chiamati al voto oltre 50 milioni di italiani. È utile ripeterlo finché non ci sarà modo di cambiarla. Intanto perché è sfacciatamente antidemocratica visto che cancella dal panorama istituzionale chi non raggiunge il 3 per cento dei suffragi, e visto che premia, oltre ogni giusta misura, chi riesce ad ottenere anche un solo consenso in più dell’avversario. Uno specchio deformante che ingigantisce o assottiglia le formazioni politiche senza curarsi delle loro reali dimensioni.
Per di più, ironia della sorte, va detto che proprio chi l’ha voluta, anzi imposta, il Partito democratico (all’epoca renziano), è stato severamente e meritatamente punito per non averla neppure saputa usare contro la vittoria annunciata della destra.
Tuttavia sarebbe riduttivo pensare di trovarci semplicemente di fronte ad un errore tattico, perché, al contrario, la crisi del Pd è figlia di pesante miopia politica, frutto della stupefacente sopravalutazione, fino all’identificazione, con il “sistema Draghi”, fino a scambiare il prestigio internazionale del capo del governo con l’identificazione programmatica tout court del partito.
Di conseguenza, il muro anti 5Stelle, lungi dal penalizzarli per lesa maestà draghiana, non solo li ha premiati ma ha regalato all’Italia la svolta storica di una larga maggioranza di estrema destra, spianando così la strada verso il potere a un avversario molto pericoloso sul piano dei diritti, delle libertà personali, dello schieramento europeo. Eppure Letta ieri, nello sprofondo del day after, presentandosi al rendiconto con gli elettori, ha rivendica questo perentorio vade retro verso i 5S, non ha fatto
Leggi tutto: La sinistra impari la lezione - di Norma Rangeri
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