Intervista. Parla la sociologa che presiede il Comitato scientifico. Ieri ha presentato le conclusioni dell'analisi del provvedimento più discusso degli ultimi anni con il ministro del lavoro Andrea Orlando. Chieste numerose modifiche per redistribuire le risorse alle famiglie numerose, correggere iniquità e moralismi contro i poveri, superare proposte irrealistiche e ingiuste come l'obbligo di lavorare a 250 km da casa e oltre. "Il vero problema è che in Italia manca la domanda di lavoro". "L’esclusione degli stranieri extracomunitari dal «reddito» è ingiusta e miope. 10 anni sono il requisito più alto al mondo. Va dimezzato"
La sociologa Chiara Saraceno con il ministro del lavoro Andrea Orlando © LaPresse
Professoressa Chiara Saraceno, come presidente del Comitato scientifico per la valutazione del «reddito di cittadinanza» ieri ha presentato, con il ministro del lavoro Andrea Orlando, i risultati delle vostre analisi. È d’accordo con chi sostiene che nella legge di bilancio questa misura è stata riformata?
L’ho sentito dire da Conte in televisione. Non scherziamo. Oltre al rifinanziamento del «reddito», cosa importante, ciò che è stato fatto è una stretta sui controlli ex ante sull’erogazione della misura e un irrigidimento delle penalità pensato, a mio sommesso parere, in maniera un po’ irrealistica.
A cosa si riferisce?
Commenta (0 Commenti)Hanno ragione da vendere Norma Rangeri e i compagni del manifesto nell’avere aperto questo confronto. E sono davvero contento che questo quotidiano che è il riferimento di tanti a sinistra, quasi una ‘casa’ senza esserlo o volerlo essere, si renda disponibile con generosità ad un confronto senza rete.
Ci sono due piani del discorso da seguire a mio modo di vedere.
Il primo è quello di carattere democratico di fronte alle insidie della destra e della sua capacità di trarre alimento dai macroscopici vuoti di rappresentanza lasciati dalla politica democratica e di sinistra: la vicenda dell’assalto alla Cgil dice tanto. E tanto dice anche della capacità di reazione democratica che si è avuta. E su questo non ci possono essere dubbi: la battaglia democratica richiede unità, profonda e larga. E il Pd non può non essere assunto come un riferimento.
Il secondo invece è quello della sinistra che
Leggi tutto: Un nuovo corso può nascere solo dalla società - di Gianfranco Nappi
Commenta (0 Commenti)Legambiente promuove una lettera aperta dopo l’esito del nuovo studio che definisce il quantitativo di materiale estraibile all’interno dei confini del sito: “si utilizzino le risorse presenti all’interno del confine e nel frattempo si pianifichi la riconversione della cava. No a nuove espansioni”
L’associazione ambientalista, sulla vicenda della prosecuzione dell'attività estrattiva nella cava di Monte Tondo, nella vena del gesso romagnola nei comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme, sia a livello locale che regionale, ha da tempo espresso la propria contrarietà ad un suo ampliamento.
“Siamo particolarmente sensibili alla necessità della tutela del patrimonio naturale, in particolare in un ambiente unico come la Vena del Gesso Romagnola, ma il nostro interesse non si limita al “protezionismo” di alcuni luoghi più sensibili; noi pensiamo che tutte le attività umane, anche quelle che hanno necessariamente un impatto antropico, debbano essere il più possibile rese ecocompatibili, su tutto il territorio.” – commenta Legambiente.
“Proprio con questo spirito abbiamo inviato una lettera aperta (allegata) a tutti gli interlocutori in campo
Leggi tutto: Legambiente sulla Cava di Monte Tondo: “necessaria riconversione articolata del sito”
Lavoro Povero. Ricerca della Fondazione Di Vittorio: l'Italia è stato il paese europeo con il calo di massa salariale (-7,2%) e di occupati dipendenti (-4,3%) maggiore rispetto al 2019. Boom di part time involontari
La pandemia ha colpito i salari più in Italia che nel resto d’Europa. È il risultato principale della ricerca presentata da Fondazione Di Vittorio e Cgil. Confrontando il 2020 con l’anno precedente si scopre che nell’Eurozona la massa salariale è calata del -2,4%; in Italia del -7,2%, stesso valore della Spagna. Ma lì gli occupati dipendenti sono scesi solo dell’1,7%, da noi del 4,3%.
La situazione del nostro paese è un unicum in Europa per «lavoro povero»: ci sono circa 3 milioni di precari con contratti a tempo determinato e 2,7 milioni di part-time involontari – coloro che sono costretti a lavorano a tempo parziale – che si aggiungono ai 2,3 milioni di disoccupati ufficiali, stimati in quasi 4 milioni come «disoccupazione sostanziale» dalla Fondazione Di Vittorio.
La percentuale di part-time involontario è la più alta in Europa: il 66,2% sul totale degli occupati a tempo parziale (circa 4,2 milioni), contro il 24,7% dell’Ue. Il loro salario è più basso di oltre il 10% della media Ue.
POOL NEW VIA REUTERS The Netherlands' Prime Minister Mark Rutte speaks with Britain's Prime Minister Boris Johnson as they attend the G20 Summit at the La Nuvola conference centre in Rome, Italy October 31, 2021. Aaron Chown/Pool via REUTERS
Dopo giorni e notti di trattative sulla lotta ai cambiamenti climatici, il dossier più corposo e più a rischio del G20 anche per la concomitanza della Cop26 sull’ambiente che inizia oggi a Glasgow, gli sherpa delle venti maggiori economie del pianeta raggiungono un accordo. Ma a vederlo sembra un ‘accordicchio’, molto di compromesso con le potenze orientali, Cina, Russia, India, più indietro nella transizione. O forse era l’unico accordo possibile.
In sostanza i G20 vogliono raggiungere la neutralità climatica intorno alla “metà del secolo” e si impegnano a mantenere il riscaldamento globale entro un aumento di 1,5 gradi di temperatura, come chiedono gli accordi di Parigi del 2015, che non indicano una data limite ma parlano di “lungo termine”.
Ecco il testo:
Leggi tutto: Accordicchio sul clima al G20 - By Angela Mauro
Commenta (0 Commenti)Previdenza di Governo. Confermati i soli 611 milioni con beffa per donne - «Opzione» da 60 anni - precoci e categorie di gravosi. Il premier apre alla «flessibilità in uscita» falsificando però sul «ritorno al contributivo» . Domani la decisione di Cgil, Cisl e Uil sulla mobilitazione
Pierpaolo Bombardieri, Luigi Sbarra e Maurizio Landini © Foto LaPresse
È il capitolo più delicato della manovra ma le pensioni incidono solo per il 2,6% sull’intero importo della manovra: 611 milioni su 23,2 miliardi per il bilancio sul 2022. E proprio qui sta il motivo di contrarietà dei sindacati che sabato decideranno quale mobilitazione mettere in campo.
LA PROMESSA DI ESSERE «disponibile al confronto nelle prossime settimane» citato da Draghi è molto meno della certezza di una trattativa da gennaio per riformare le pensioni che molti avevano sventolato dal Pd in mattinata, come un grande successo.
Anche perché Draghi mistifica le richieste dei sindacati con la sua premessa al passaggio sulle pensioni: «L’impegno è tornare in pieno al sistema contributivo», come se Quota 100 fosse qualcos’altro e alimentando nuovamente la falsificazione portata avanti da gran parte dei media che sostiene come Cgil, Cisl e Uil vogliano un ritorno al sistema retributivo o mettendo assieme le loro proposte con quelle della Lega che voleva mantenere quella Quota 100 che è stato un flop e ha mandato in pensione in gran parte lavoratori tutelati lasciando negli effetti regressivi e iniqui della Fornero, a partire da donne e precari.
DRAGHI CITA TRE PUNTI per «il confronto con le parti sociali e il parlamento», dunque non solo
Leggi tutto: Sulle pensioni non c’è niente ma Draghi promette dialogo - di Massimo Franchi
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